grafico in rialzo e insegne MPS e Banco BPM
Legame Monte dei Paschi Banco BPM (www.risparmioggi.it)
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E’ indubbio che la vittoria della lista con Luigi Lovaglio all’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena sia stata molto apprezzata dal mercato. Prova ne è il rally in atto sulle azioni MPS nella seduta di Borsa Italiana di oggi. La quotata toscana, però, non è la sola a tenere la vetta del Ftse Mib.

Se la presenza delle azioni Mediobanca tra le top di seduta è comprensibile (i due istituti saranno uno solo a seguito della fusione), più difficile è invece inquadrare anche il balzo in avanti di Banco BPM. Sorpresa: l’istituto guidato da Castagna fa addirittura meglio di quello toscano: +3,2% a 13,4 euro contro +2,7% a 8,84 euro è la situazione in atto a metà mattinata. Ed è qui che la domanda arriva inevitabile: perchè, oltre alle azioni MPS, anche quelle di Banco BPM sono sulla cresta dell’onda? Quale è il minimo comun denominatore che unisce i due titoli bancari?

Probabilmente il “fatto” vero di borsa è proprio il balzo delle azioni Banco BPM visto che quello delle Monte Paschi era ampiamente atteso nel caso di affermazione di Lovaglio (e infatti era stato già anticipato nell’ultimissima parte della sessione di ieri dopo che le prime agenzie avevano iniziato a battere la notizia dell’inattesa affermazione delle liste PLT Holding e PLT).

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C’è legame c’è tra Monte dei Paschi e Banco BPM

Il punto quindi non è solo l’euforia del mercato sulle azioni Monte Paschi per la conferma di Luigi Lovaglio ma soprattutto il possibile legame tra MPS e Banco BPM che emerge dalla dinamica in atto.

Piazza Meda è da tempo azionista di Siena. Dai dati freschissimi sulle partecipazioni rilevanti resi noti proprio ieri dal presidente di MPS Nicola Maione all’apertura dell’assemblea degli azionisti, Banco BPM risultava accreditato di una quota pari al 3,74% del capitale sociale della banca toscana. Oggettivamente poca cosa rispetto ai principali azionisti Delfin (17,5%), Caltagirone (10,26%) e Blackrock (appena sotto al 5% con il 4,98%); eppure tantissimo per quelli che da lì a poco sarebbero stati gli equilibri interni e quindi le scelte sulla composizione del nuovo consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni.

Banco BPM, infatti, rompendo l’incertezza che c’era stata nei giorni precedenti all’assise in merito alla preferenza che avrebbe espresso, ha votato per la lista PLT Holding – PLT premiando quindi proprio l’amministratore uscente Luigi Lovaglio. Un voto, quello di Piazza Meda, chiaro nella sua valenza contro (bocciata la lista del consiglio di amministrazione in carica che ha poi perso) ma altrettanto per le implicazioni pro con il riconoscimento del lavoro fatto da Lovaglio e la volontà di proseguire con lui nell’implementazione del piano di sviluppo della banca toscana. Se la lista PLT ha vinto è stato anche grazie a Banco BPM (oltre che a Delfin). Questo è il primo legame tra MPS e Banco BPM e quindi tra i rally in borsa dei rispettivi titoli. E’ un legame tangibile, reale nel senso che Piazza Meda sarà ora rappresentata in MPS da chi guiderà la banca per i prossimi anni, quindi ha vinto.

Ovviamente c’è un motivo per cui Banco BPM ha deciso di sostenere la lista PLT. Probabilmente Piazza Meda si è sentita più garantita da Lovaglio per quello che riguarda gli accordi commerciali sul risparmio gestito della sua controllata Anima holding.

Si torna a parlare di una fusione MPS Banco BPM?

Dalle ragioni reali del legame tra Banco BPM e Monte Paschi a quelle ipotizzabili. Su questo fronte il dossier va visto ancora più in prospettiva quindi oltre gli interessi di Anima.

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Stando ad alcune voci subito circolate ieri (ma senza conferme), con lo scenario esitato dall’assemblea di Siena, si riaprirebbe una vecchia ipotesi che da tempo è una delle opzioni sul tavolo del risiko bancario italiano: quello della fusione MPS Banco BPM. Il tema non è nuovo e di fatto è il secondo elemento di unione tra le due banche. Le azioni MPS e Banco BPM salgono insieme all’indomani della vittoria di Lovaglio perchè il mercato torna a scommettere su una integrazione.

Tutto l’armamentario di questa scenario ipotizzato torna quindi di attualità a partire dal favore con cui il governo avrebbe sempre guardato all’M&A MPS Banco BPM. Un posizionamento, quello dell’esecutivo, mai confermato ma dedotto alla luce dell’opposizione a suo tempo dimostrata contro un’altra ipotesi di fusione quella tra Unicredit e Banco BPM (l’OPA di Piazza Gae Aulenti fallì).

Insomma è tornato il risiko bancario e, per ora, sono proprio le azioni MPS e Banco BPM a beneficarne. Da qui il loro rally che, attenzione, è anche bello peso. I verdi di oggi, significano per Monte dei Paschi +23% nell’ultimo mese e per Banco BPM +17% sempre su base mensile.

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