Dopo la fiammata di inizio seduta, le azioni Saipem non sono più riuscite a tenere il passo uscendo così dalla lista dei titoli migliori della giornata. Alla base di questo ridimensionamento sia il boom di acquisti che ha interessato specifiche quotate di settori diversi dal petrolifero e sia l’attenuazione dei buy sulle stesse azioni Saipem. In questo contesto il titolo engineering è anche sceso sotto la parità a metà mattinata prima di risalire attestandosi a 2,55 euro (+0,8% rispetto a ieri). Il verde permette alle Saipem di consolidare al 3,4% il passo in avanti segnato nell’ultimo mese e al 4% quello da inizio 2026. Rispetto a un anno fa la quotata resta però deprezzata per il 6%. Proprio questo rosso, accanto al potenziale di valutazione, è uno dei motivi per cui molti analisti guardano con fiducia alla possibile prestazione di Saipem nel nuovo anno (ci sono 10 rating buy attivi sul titolo contro soli 3 hold secondo il sito MarketScreener).
Tornando alla sessione di borsa di oggi, tre sono gli assist su cui le azioni Saipem hanno impostato il loro rialzo: il rimbalzo del prezzo del petrolio, le novità nell’azionariato con l’aggiornamento Consob e, in ultimo, la ripresa delle operazioni del jack-up Perro Negro 7 in Arabia Saudita già a partire da questo mese.
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Dalle quotazioni petrolifere alle novità di Consob sull’azionariato di Saipem
Tanto per iniziare rimbalzo dei prezzi del petrolio. Il Brent si è portato a 62,50 dollari al barile, in crescita dello 0,80%, mentre il WTI è salito a a 58,20 dollari, con un guadagno cumulato del 2,6% nelle ultime cinque sedute. Come evidenziato da Priyanka Sachdeva, analista senior di Phillip Nova, il recupero odierno del greggio, innescato alla situazione interna in Iran, segue le perdite recenti legate alle tensioni in Venezuela e riflette sia i colli di bottiglia nell’offerta di barili sanzionati sia segnali di domanda ancora sostenuta. L’escalation della crisi iraniana aggiunge ulteriore slancio ai prezzi, creando un contesto favorevole per i tutti i titoli petroliferi.
In secondo luogo, le azioni Saipem stanno ricevendo impulso anche dalle novità sulla composizione dell’azionariato. Come segnalato dalla Consob l’8 gennaio 2026, Goldman Sachs Group ha incrementato nuovamente la propria partecipazione aggregata nel capitale della quotata engineering salendo al 5,113%. La quota include azioni ordinarie, partecipazioni potenziali tramite contratti di prestito titoli, obbligazioni convertibili e contratti derivati a regolamento in contanti. Allo stesso tempo, JP Morgan Chase ha però ridotto la propria partecipazione al 5,456%, una manovra che sebbene riduca il peso dell’azionista storico, non va a compromettere il sostegno complessivo al titolo, mantenendo un’ampia base istituzionale attiva.
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Il terzo assist arriva dall’Arabia Saudita
C’è poi il terzo driver, quello meno generale (rispetto al trend del petrolio) e più operativo (rispetto alle comunicazioni Consob): l’annuncio della ripresa delle operazioni delle navi autosollevanti Perro Negro 7 in Arabia Saudita a partire già da gennaio 2026. Come messo in evidenza in una nota, il contratto per il jack-up Perro Negro 7 risultava assegnato a Saipem nel 2011 ed era stato esteso nel giugno 2023 per 10 anni. Tuttavia nel 2024 era stato temporaneamente sospeso. La società ha precisato che il periodo di sospensione sarà recuperato alla fine del contratto che, di conseguenza, andrà ora a scadere ora nel 2024.
Al di là degli aspetti tecnici, la riattivazione del contratto significa ripresa delle attività drilling nel Middle East. Si tratta di un mercato di fondamentale importanza per Saipem e per questo la notizia non può che essere letta positivamente.
La resistenza con cui le azioni Saipem fanno i conti
Con i massimi di seduta raggiunti a quota 2,591 euro (nella prima parte della mattinata), le azioni Saipem sembrano confermare le difficoltà a superare la resistenza a quota 2,6 euro. Questa è quella più prossima. Si tratta di un livello ripetutamente agganciato e poi superato durante la seduta di borsa dell’Epifania e poi abbandonato il giorno dopo in scia al ribasso delle quotazioni. Sempre lato tecnico il titolo ha il suo supporto più prossimo a 2,45 euro, un’area che per adesso sembra reggere. In questo contesto, il rischio di una discesa fino a 2,525 euro non andrebbe a compromettere il trend al rialzo della quotata ma al massimo può essere letto come una correzione temporanea da tenere in debita considerazione.
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