La Consob ha approvato il documento d’offerta dell’OPA promossa da Poste Italiane su TIM, consentendo l’avvio dell’operazione a partire dal 20 luglio. Per gli azionisti della società telefonica si apre quindi la finestra durante la quale sarà possibile decidere se aderire o meno all’offerta, valutando il corrispettivo previsto e le modalità del concambio.
In vista dell’inizio dell’operazione è utile riepilogare tutte le informazioni pratiche: dalle date da segnare sul calendario al valore dell’offerta, fino ai concambi aggiornati e a cosa cambierà nell’assetto azionario di TIM e Poste Italiane in caso di successo dell’OPAS.
Cos’è l’OPAS di Poste Italiane su TIM
L’offerta lanciata da Poste Italiane è una Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS). A differenza di una tradizionale OPA, nella quale il pagamento avviene esclusivamente in denaro, in questo caso il corrispettivo è composto da due elementi: una parte in contanti e una parte in azioni Poste Italiane di nuova emissione.
In pratica, gli azionisti di TIM che sceglieranno di aderire non riceveranno soltanto liquidità, ma diventeranno anche azionisti di Poste Italiane, partecipando così al capitale del gruppo risultante dall’operazione.
L’obiettivo di Poste è arrivare al controllo di Telecom Italia, consolidando la società all’interno del proprio gruppo. L’operazione era stata annunciata nei mesi scorsi e ha ottenuto dapprima il via libera della Banca d’Italia per gli aspetti di competenza e successivamente l’approvazione della Consob al documento d’offerta, ultimo passaggio necessario prima dell’apertura del periodo di adesione.
Va ricordato che Poste Italiane parte già da una posizione rilevante nel capitale di TIM. Attualmente il gruppo possiede circa il 19,6% della società telefonica, partecipazione costruita attraverso:
- l’acquisto del 9,81% detenuto da Cassa Depositi e Prestiti;
- l’acquisizione del 15% da Vivendi;
- successivi acquisti effettuati sul mercato.
La quota è oggi inferiore rispetto a quella originariamente detenuta per effetto della conversione delle azioni di risparmio TIM completata nei mesi scorsi.
Dal punto di vista industriale, il progetto punta a creare un gruppo con una presenza ancora più ampia nei servizi di telecomunicazioni, digitali, finanziari e di pagamento, mantenendo comunque il controllo pubblico di Poste Italiane attraverso il Ministero dell’Economia e Cassa Depositi e Prestiti.
Calendario dell’OPAS su TIM: le date da segnare
Il periodo di adesione all’offerta partirà lunedì 20 luglio alle ore 8:30 e terminerà venerdì 11 settembre alle ore 17:30, salvo eventuali proroghe.
Gli azionisti TIM avranno quindi 40 giorni di Borsa aperta per comunicare al proprio intermediario la decisione di aderire o meno all’offerta.
Le principali scadenze sono:
- 20 luglio 2026: apertura del periodo di adesione;
- 11 settembre 2026: chiusura dell’offerta, salvo proroghe;
- 18 settembre 2026: pagamento del corrispettivo agli aderenti.
La normativa prevede inoltre la possibilità di una riapertura dei termini qualora ricorrano i presupposti previsti.
In questo caso il calendario sarebbe il seguente:
- dal 21 al 25 settembre 2026: riapertura del periodo di adesione;
- 2 ottobre 2026: pagamento del corrispettivo relativo alle adesioni raccolte nella riapertura.
Durante tutta la durata dell’offerta il mercato continuerà a confrontare il valore implicito dell’OPAS con l’andamento in Borsa dei titoli TIM e Poste Italiane, un elemento che potrebbe incidere sulle valutazioni degli azionisti chiamati a scegliere se aderire.
Corrispettivo e concambi: quanto offre Poste Italiane
Per ogni azione TIM conferita all’OPAS, Poste Italiane riconoscerà un corrispettivo composto da due elementi:
- 1,67 euro in contanti;
- 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione.
Il concambio è stato aggiornato per tenere conto del raggruppamento delle azioni TIM intervenuto dopo l’annuncio dell’offerta. La modifica riguarda esclusivamente gli aspetti tecnici dell’operazione e non cambia il valore economico complessivo riconosciuto agli azionisti.
La componente in azioni sarà soddisfatta attraverso un aumento di capitale riservato, con l’emissione di nuovi titoli Poste Italiane destinati agli azionisti TIM che aderiranno all’offerta. L’operazione comporterà quindi una diluizione della partecipazione degli attuali soci di Poste.
L’aumento di capitale previsto è pari a 372 milioni di euro.
Una volta conclusa l’OPAS, TIM verrebbe consolidata nel gruppo Poste Italiane. Nonostante l’emissione delle nuove azioni, il Ministero dell’Economia, considerando anche la quota detenuta indirettamente tramite Cassa Depositi e Prestiti, manterrebbe una partecipazione complessiva superiore al 50,1% del capitale del gruppo.
Anche il valore dell’operazione è aumentato rispetto all’annuncio di marzo grazie all’apprezzamento registrato in Borsa dai due titoli. Le quotazioni attuali portano infatti il controvalore dell’OPAS a circa 13,4 miliardi di euro, rispetto ai 10,8 miliardi stimati quando Poste Italiane aveva comunicato l’intenzione di promuovere l’offerta.
E adesso cosa succederà?
Con il via libera della Consob e l’imminente avvio del periodo dell’offerta, la “palla” ora passa agli azionisti TIM. Saranno loro e solo loro che dovranno decidere se aderire o meno all’OPAS. Sulla base di cosa?
Ovviamente del progetto di Poste Italiane ma soprattutto tenendo conto sia del valore del corrispettivo (cash) e sia della componente azionaria prevista dall’offerta (azioni Poste). Chi partecipa diventerà azionista della quotata gialla e andrà a partecipare all’evoluzione del nuovo gruppo una volta completata l’operazione.
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