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I migliori broker in regime amministrato del 2026 - RisparmiOggi.it

Quale è il criterio più considerato dagli italiani al momento della scelta del broker? Non tanto le funzionalità e i costi quanto il regime fiscale. C’è quasi un timore nei confronti fisco italiano che spinge ad un netta preferenza verso il regime amministrato. I motivi per cui tanti trader e investitori ogni anno si indirizzano unicamente verso i broker sostituto di imposta, si possono facilmente immaginare: necessità di semplificare, avversione alle complessità burocratiche a cui l’Italia ha abituato e in ultimo, ma non meno importante, difficoltà a trovare commercialisti che siano a loro agio con le tasse sul trading.

🙋🏻‍♂️ I broker in regime amministrato mi piacciono perchè fanno tutto loro e mi evitano di perdere tempo con le questioni fiscali.

E’ questo il pensiero dominante tra gli investitori italiani. Soprattutto se alle prime armi. Lo sappiamo che ci sarebbe un discorso ben più ampio da fare sul confronto dichiarativo VS amministrato ma, lato operativo, un ragionamento su questo tema apparirebbe quasi come un “accademismo” soprattutto se non investiti grandi capitali e se se usi un solo intermediario.

Lo diciamo chiaramente: i broker in regime amministrato in Italia sono così popolari perchè si occupano al posto tuo di tutti gli adempimenti fiscali, dai conteggi fino ai versamenti delle imposte dovute sull’attività di trading. Questo è quello a cui badano investitori e trader medi italiani.

Tutto lineare…ma qui arriva il problema. I broker sostituto di imposta in Italia sono una esigua minoranza. La maggior parte della società finanziarie, infatti, opera in dichiarativo. Di certo non sono in regime amministrato la stragrande maggioranza degli entry-level ossia i begineer.

Perchè mai? Non è nell’interesse del broker offrire questa semplificazione? Certo ma se non la offrono…è perchè non possono farlo. Sono infatti previsti requisiti molto stringenti per poter permettere l’amministrato. O il broker li ha oppure no.

In questa guida ti elencheremo i migliori broker sostituto di imposta presenti in Italia nel 2026, analizzandole le specifiche caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi. E’ quello che, in fin dei conti, vuoi sapere, altrimenti non staresti qui.

Quali sono i migliori broker sostituto d’imposta in Italia

Tutti i broker italiani sono di default sostituti di imposta. Inutile dire che, per ovvie ragioni, quelli italiani sono ai primi posti della classifica. Tecnicamente si tratta di Società di Intermediazione Mobiliare (SIM), banche digitali e fintech. Insomma il massimo dell’affidabilità. E poi ci sono solo alcuni broker esteri che hanno la succursale italiana. Non la maggioranza che, per quanto fatta di nomi molto popolari (pensiamo ad esempio a DEGIRO o Scalable Capital) non sono sostituti d’imposta. Questi broker ti forniscono solo un report fiscale cartaceo che dovrai poi dare al tuo commercialista.

💡 Se vuoi l’autonomia e l’automatismo totale, scarta chiunque ti proponga il regime “dichiarativo” e rimani solo sui nomi che gestiscono l’amministrato alla radice.

Ecco i migliori broker sostituto d’imposta del 2026 in Italia:

  • BG SAXO: SIM italiana nata dalla joint venture tra Banca Generali e la danese Saxo Bank, combina l’affidabilità e la solidità di un istituto bancario tradizionale italiano con la tecnologia avanzata e l’accesso ai mercati tipici di un broker internazionale. Per questo motivo svetta nella lista dei migliori broker in regime amministrato del 2026. Una semplice struttura dei costi (conto a canone zero e pricing competitivo) e un’offerta molto ampia che spazia dall’investing al trading sono i punti di forza di BG Saxo (li vedremo per bene dopo). Questa pagina del sito istituzionale spiega tutto proprio sulla questione del regime amministrato.
  • Directa: SIM italiana tra i più importanti players nel trading online, come BG Saxo, opera a zero canone fisso e agisce come sostituto d’imposta automatico in regime amministrato. Dà la possibilità di scegliere tra tre diversi profili commissionali per i mercati italiani (Azioni, ETF e BTP) mentre per quanto riguarda i mercati esteri, applica una tariffa fissa sulle azioni Usa. Proprio per i costi più elevati è al secondo posto della lista dei campioni del regime amministrato. Anche in questo caso, il sito di Directa espone in modo chiaro tutto quello che riguarda il lato fiscale.
  • Fineco: opera come banca e broker italiano al 100% a canone fisso azzerato per chi sceglie i profili dedicati agli investimenti (come il Conto Trading) offrendo il regime amministrato automatico. Le commissioni seguono un modello a percentuale sul controvalore dell’ordine, con un minimale fisso e un tetto massimo bloccato per operazione su azioni ed ETF. Ci sono agevolazioni per gli Under 30, tuttavia proprio l’aspetto commissionale è più complesso rispetto agli altri migliori broker sostituto d’imposta della lista. Sul sito di Fineco sono comunque riportate le condizioni applicate.
  • Trade Republic: broker fintech tedesco, pur avendo licenza bancaria estera (vigilanza BaFin), offre ai clienti italiani il regime amministrato con calcolo e versamento automatico delle imposte. Non prevede alcun costo di inattività o custodia e applica una tariffa flat estremamente aggressiva pari a 1€ di commissione fissa per ogni singola operazione manuale eseguita su azioni, ETF e obbligazioni (anche frazionate). Il “limite” è nella dimensione della proposta: su Trade Republic mancano molti asset. Il servizio clienti solo di recente è stato umanizzato dopo che per anni il broker è stato al centro di forti critiche.
  • IG: storico broker internazionale specializzato nel trading di derivati offre la gestione del regime amministrato solo su esplicita richiesta del cliente. La piattaforma non si rivolge a investitori tradizionali su titoli reali ma permette di negoziare esclusivamente CFD (Contratti per Differenza) su oltre 17.000 asset globali, applicando commissioni a percentuale dello 0,10% sulle azioni italiane (con spread variabili sugli altri mercati non azionari). Più caro degli altri broker e soprattutto senza esposizione all’investing è però il solo broker puro CFD ad essere sostituto di imposta in Italia.

Cinque brand molto riconoscibili e tutti focalizzati sulla semplificazione fiscale. Con la sola eccezione di IG che richiede di esplicitare l’amministrato (e quindi in assenza di indicazioni parti dal dichiarativo), tutti gli altri 4 (BG Saxo, Fineco, Directa e anche Trade Republic) sono automaticamente sostituti di imposta. Non devi fare quindi nulla.

Sono tutti uguali quindi? Ovviamente no, perchè cambiano le condizioni della rispettiva proposta.

Ed è per questo che li esamineremo uno per uno.

1 – BG SAXO

Miglior broker sostituto d’imposta 2026 è BG Saxo per RisparmiOggi.

I motivi.

Ti fa scegliere tra regime amministrato e regime dichiarativo e quindi decisi tu se delegare completamente la gestione fiscale oppure occupartene autonomamente. Nel regime amministrato, BG SAXO si occupa di tutti gli adempimenti fiscali e quindi: calcolo delle imposte sulle plusvalenze e sui dividendi (26% / agevolata 12,5% sui titoli di stato); gestione dell’imposta di bollo (0,2% annuo) e compensazione automatica delle minusvalenze (per 4 anni).

Non solo. Solo BG SAXO ti permette di usufruire del regime amministrato anche per strumenti complessi come futures e opzioni. E’ una funzionalità che se sei un principiante ti dice ben poco ma di certo può fare la differenza se sei un trader esperto che vuoi operare senza doverti preoccupare della fiscalità.

A differenza dei competitors sottostanti, BG SAXO ti consente l’accesso diretto alle principali borse mondiali, compresa Borsa Italiana per i titoli domestici. Non è un aspetto di poco conto perchè significa massima libertà a condizioni competitive.

E a proposito di condizioni, quelle relative ai mercati finanziari: oltre 50.000 strumenti disponibili e più di 25 borse mondiali raggiungibili dalla piattaforme. Azioni, ETF, obbligazioni, futures, opzioni e CFD sono disponibili in quantità nettamente superiori rispetto alla maggior parte degli altri broker in regime amministrato.

E quelle relative ai costi: le commissioni partono da 2 euro per azioni ed ETF quotati su Borsa Italiana ed Euronext e da 1 dollaro per le azioni statunitensi. Inoltre, il piano di accumulo in ETF consente di investire senza commissioni di negoziazione in acquisto dandoti la possibilità di costruire portafogli articolati e ben diversificati.

👉🏻 TUTTE LE CONDIZIONI DI BG SAXO COME BROKER SOSTITUTO DI IMPOSTA

🎯 La valutazione di RisparmiOggi su BG SAXO

Se stai cercando un broker sostituto d’imposta che unisca semplicità fiscale, ampia scelta di strumenti e accesso professionale ai mercati, BG SAXO è la soluzione più completa oggi disponibile. Puoi provarlo in modalità demo (LINK CTA)

2 – Directa

Nome storico del trading online italiano, da 30 anni opera solo come sostituto d’imposta per i propri clienti. Cosa significa questo? Che il regime dichiarativo non è proprio previsto. Una semplificazione totale per certi punti di vista, assenza di flessibilità e libertà per altri. Dipende dalla tua prospettiva.

Ad ogni modo la lunga esperienza di Directa nel mercato domestico è il fattore che lo rende ancora molto apprezzato dagli investitori italiani.

La società opera esclusivamente in regime amministrato. Questo significa che non devi preoccuparti di dichiarare plusvalenze, dividendi o altre componenti fiscali legate agli investimenti. Tutta la gestione viene effettuata automaticamente da Directa, che mette inoltre a disposizione uno zainetto fiscale facilmente consultabile per monitorare minusvalenze e compensazioni.

Fuori dalla questione “fiscale”, la proposta di strumenti di Directa è ricamata su misura dalle esigenze dell’investitore italiano medio. Puoi accedere ad azioni, ETF, obbligazioni, BTP, futures, opzioni e certificati. La selezione tricolore copre gran parte delle esigenze del retail mentre quella su strumenti e mercati globali può risultare meno completa rispetto a quella di BG SAXO, che mantiene un vantaggio significativo sotto il profilo della diversificazione disponibile.

🎯 La valutazione di RisparmiOggi su Directa

Eccesso di focalizzazione sull’amministrato e sul mercato italiano. Directa lo sa e va bene così. La questione diventa in che misura tutto questo va bene all’investitore.

3 – Fineco

nuovo logo Fineco

Banca e broker insieme, con Fineco hai conto corrente, carte, investimenti e servizi bancari da un’unica piattaforma. Questa integrazione è un vantaggio se vuoi centralizzare le varie operazioni finanziarie, eccessiva se invece sei focalizzato solo su trading e ai servizi bancari non sei interessato (e infatti Fineco se ne è accorta e da un paio di anni ha lanciato il Conto Trading senza costi fissi.

Dal punto di vista fiscale, Fineco ti offre sia il regime amministrato sia quello dichiarativo. Se scegli il regime amministrato, la banca agisce come sostituto d’imposta occupandosi automaticamente del pagamento delle imposte sulle plusvalenze, della tassazione dei dividendi, dell’imposta di bollo e della compensazione delle minusvalenze. Tutta la documentazione fiscale viene prodotta automaticamente, praticamente non devio fare nulla.

L’offerta di investimento è molto ampia e comprende migliaia di azioni, ETF, obbligazioni, futures e opzioni distribuiti su numerosi mercati internazionali. Fineco mette inoltre a disposizione una selezione di ETF acquistabili senza commissioni (che però cambia sempre).

Il principale limite rispetto a BG SAXO riguarda l’ampiezza complessiva del catalogo e il livello delle commissioni. Sebbene l’offerta sia molto ricca, il numero di strumenti disponibili resta inferiore rispetto a quello proposto da BG SAXO. Anche i costi di negoziazione possono risultare meno competitivi soprattutto per chi effettua operazioni di importo ridotto.

Le commissioni sono l’aspetto meno competitivo di tutta la proposta di Fineco. Con il Conto Trading il costo standard è pari allo 0,19% del controvalore dell’operazione, con una commissione minima di 2,95 euro e massima di 19 euro. Questo significa che sugli ordini di piccolo importo il peso delle commissioni incide e non poco.

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🎯 La valutazione di RisparmiOggi su Fineco

Fineco resta una scelta molto valida per chi cerca un intermediario solido, quotato in borsa e capace di integrare servizi bancari e investimenti in un unico ambiente operativo.

4 – Trade Republic

logo Trade Republic

Proposta semplice e orientata alla riduzione dei costi. Da neppure un anno ha aperto una succursale italiana e quindi opera anche in Italia come sostituto di imposta, consentendoti di evitare la compilazione della documentazione fiscale legata agli investimenti.

Accanto alla gestione automatica della tassazione di plusvalenze, dividendi, titoli di Stato e imposta di bollo, c’è in più la gestione fiscale delle criptovalute. Trade Republic è infatti tra i pochi broker che consentono di operare in regime amministrato anche sugli investimenti crypto, eliminando gran parte delle complessità che normalmente caratterizzano questo settore. Fondamentale se investi in crypto, altrimenti non ti serve a nulla.

La proposta di Trade Republic comprende qualche migliaia di azioni, ETF, obbligazioni, derivati e criptovalute. Siamo lontani dai numeri di BG SAXO ma se ti accontenti può andare.

Il principale limite di Trade Republic è nella modalità di esecuzione degli ordini. A differenza proprio di BG SAXO (ma anche Fineco e Directa) non è possibile accedere a Borsa Italiana ma solo LS Exchange. Cosa significa questo? Spread meno competitivi, soprattutto sui titoli meno liquidi o fuori dagli orari principali di negoziazione.

E’ anche questo limite che spiega perchè Trade Republic può proporre commissioni quasi stracciate: ogni operazione costa soltanto 1 euro indipendentemente dall’importo investito.

🎯 La valutazione di RisparmiOggi su Trade Republic

Se ti interessa contenimento dei costi e desideri una piattaforma semplice da utilizzare, Trade Republic rappresenta una soluzione interessante. Se invece vuoi il massimo massimo accesso ai mercati globali, è in BG SAXO che puoi trovare una proposta più completa.

5 – IG

Con oltre mezzo secolo di esperienza nei mercati finanziari, IG è il solo broker puro CFD (l’investing non c’è proprio) ad essere sostituto di imposta.

Della lista, però, è l’unico che rende necessario selezionare espressamente questa opzione, poiché in assenza di una tua scelta specifica vieni inquadrato nel regime dichiarativo.

La proposta di IG comprende oltre 17.000 strumenti negoziabili con CFD tra cui valute, indici, materie prime, azioni, obbligazioni, criptovalute. Si tratta di una gamma molto ampia pensata principalmente per chi opera con strategie speculative e di breve periodo.

Proprio questa specializzazione rappresenta contemporaneamente il principale punto di forza e il principale limite del broker. Se il tuo obiettivo è fare trading attivo sui CFD, IG offre strumenti avanzati, piattaforme professionali e una profondità di mercato difficilmente replicabile. Se invece desideri costruire un portafoglio di investimento tradizionale basato su azioni ed ETF detenuti direttamente, altre soluzioni risultano generalmente più adatte.

Per questo motivo IG trova la sua collocazione ideale tra i trader attivi, mentre per l’investitore che cerca un broker sostituto di imposta completo, orientato sia agli investimenti sia al trading, i broker che occupano i primi posti della classifica sono da preferire.

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Cosa è un broker sostituto di imposta spiegato in modo rapido

Un broker sostituto d’imposta è un intermediario che si occupa direttamente di tutti gli adempimenti fiscali legati agli investimenti del cliente. Concretamente questo significa che il broker calcola le imposte dovute su plusvalenze, dividendi e altri redditi finanziari, trattiene l’importo necessario e lo versa all’Agenzia delle Entrate.

Nella pratica realizzando un guadagno da investimento (ad esempio vendendo un titolo) non è necessario fare alcun calcolo fiscale. Sarà il broker stesso ad applicare automaticamente l’imposta del 26% sulle plusvalenze finanziarie. Lo stesso vale per la gestione di eventuali minusvalenze, che possono essere utilizzate per compensare futuri guadagni.

Il principale vantaggio di un broker sostituto di imposta è la semplicità. Chi lo sceglie non deve preoccuparsi di ricostruire tutte le operazioni effettuate durante l’anno né di calcolare imposte e compensazioni. Inoltre, nella maggior parte dei casi, non è necessario neppure indicare le operazioni di trading nella dichiarazione dei redditi, poiché gli obblighi fiscali sono già stati assolti dall’intermediario.

Lo abbiamo anticipato prima: non tutti i broker possono operare come sostituti d’imposta. Per poter offrire questo servizio, l’intermediario deve rispettare una serie di requisiti previsti dalla normativa italiana.

Per iniziare deve essere abilitato a operare in Italia e quindi deve essere una banca, una SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) o un altro intermediario finanziario autorizzato (cosa che non sono i tanti broker beginner presenti sul mercato come ad esempio eToro o XTB). Inoltre deve avere una stabile organizzazione fiscale in Italia perchè solo così è in grado di effettuare i versamenti fiscali all’Agenzia delle Entrate e gestire tutti gli adempimenti previsti dalla normativa italiana (ed ecco spiegato perchè la maggior parte dei broker esteri non offre il regime amministrato).

Infine, ma non meno importante, deve avere sistemi informatici e procedure in grado di tracciare tutte le operazioni dei clienti, determinare correttamente la base imponibile e gestire le compensazioni fiscali previste dalla legge.

Come scegliere il migliori broker sostituti d’imposta

🙋🏻‍♂️ C’è un modo per scegliere in completa autonomia il miglior broker in regime amministrato?

Altra domanda classica ma la natura del filtro “regime fiscale del broker” non è paragonabile a quella su commissioni o piattaforme. Un broker o è sostituto di imposta o no. Non ci sono via di mezzo.

L’unico criterio riguardante direttamente questo filtro è l’automatismo. Se vuoi fare la scelta da solo, devi verificare che il regime fiscale automatico sia quello amministrato perchè alcuni broker lo applicano di default (e va bene) mentre altri richiedono l’invio di un modulo specifico (IG nel nostro ranking).

E poi ci sono da considerare tutti gli altri parametri classici che riguardano costi e funzionalità del broker.

Parti dai tuoi obiettivi ossia quello che tu vuoi dal broker. Se sei orientato al lungo periodo o acquisti principalmente ETF o titoli di stato avrai esigenze molto diverse da chi effettua operazioni di trading ad alta frequenza. Proprio per questo motivo devi verificare che il broker ti offra quegli strumenti finanziari e quei mercati più adatti alla tua strategia.

E poi ci sono i costi perchè le commissioni incidono direttamente sul rendimento del tuo investimento (soprattutto nel lungo periodo). Oltre ai costi di acquisto e vendita dei titoli, verifica la presenza di eventuali canoni per la tenuta del conto, spese di inattività, costi di cambio valuta e commissioni applicate sui mercati esteri.

Altro parametro da considerare per scegliere da solo il miglior broker sostituto di imposta è la gestione della liquidità. Ci sono broker che ti permettono di attivare il regime amministrato anche sulle plusvalenze da crypto o offrono tassi d’interesse sulla liquidità che lasci ferma sul conto in attesa di investire e altri che invece non lo fanno.

Quindi verifica la qualità della piattaforma. La possibilità di monitorare facilmente il portafoglio, accedere a dati di mercato aggiornati e gestire gli ordini in modo rapido rappresenta un valore aggiunto per tutti.

Ancora valuta la borsa di esecuzione ossia verifica se gli ordini passano per Borsa Italiana o per circuiti alternativi ed esteri (che possono avere spread o orari diversi).

E per finire non sottovalutare l’assistenza clienti. Anche se spesso trascurato, il servizio clienti è un aspetto importante nella scelta del broker. Un’assistenza competente e facilmente raggiungibile è fondamentale in caso di problemi operativi, necessità di chiarimenti sulle funzionalità della piattaforma e, visto che stiamo parlando di tasse nel trading, in caso di dubbi fiscali.

Una regola secca che nasce dall’esperienza?

Il miglior broker sostituto d’imposta è quello che riesce a garantirti il giusto equilibrio tra semplicità fiscale, costi contenuti, ampiezza dell’offerta e qualità dei servizi.

Buona scelta!

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.