Se fino a poche settimane fa restava aperto uno spiraglio sulla possibilità di un dividendo Stellantis a valere sull’esercizio 2025, oggi non ci sono più margini di interpretazione: il dividendo Stellantis 2026 non ci sarà. La conferma è arrivata direttamente dal management ed è una notizia che il mercato ha già iniziato a metabolizzare nel modo più duro possibile. Il titolo, già sotto pressione, ieri ha accelerato al ribasso: chiusura a 8,17 euro contro gli 8,66 euro del giorno precedente, con un passivo mensile che ha superato il 13%.
La decisione di non distribuire la cedola si inserisce in un contesto più ampio di ripensamento strategico del gruppo, che passa da una profonda revisione del modello di business, dalla gestione di oneri straordinari molto rilevanti e, non ultimo, dalla scelta di rafforzare la struttura finanziaria attraverso l’emissione di obbligazioni Stellantis.
A questo punto la domanda per gli investitori è inevitabile: cosa può succedere ora in borsa a un titolo già in evidente difficoltà?
Andiamo con ordine.
Dividendo Stellantis 2026: perché non ci sarà e cosa significa per gli investitori
Il tema centrale, e anche il più delicato dal punto di vista della fiducia del mercato, riguarda proprio il dividendo Stellantis 2026. La società ha chiarito che la perdita netta registrata nel 2025 rende incompatibile qualsiasi distribuzione di utili nel 2026. Non si tratta quindi di una scelta prudenziale o tattica, ma di una conseguenza diretta della struttura dei conti.
Nel corso della seconda metà del 2025, Stellantis ha contabilizzato oneri complessivi per circa 22,2 miliardi di euro, esclusi dall’AOI, legati alla profonda reimpostazione del business. Una parte significativa di questi costi riflette decisioni già prese: riallineamento del portafoglio prodotti, revisione dei piani industriali e adeguamento dell’offerta alle preferenze reali dei clienti. In termini finanziari, però, l’impatto è stato pesante, con uscite di cassa attese per circa 6,5 miliardi di euro nei prossimi quattro anni.
Per chi investe in azioni STLA ed è orientato al rendimento, l’assenza del dividendo rappresenta un break strutturale rispetto al passato. Stellantis aveva costruito una parte rilevante della propria attrattività borsistica proprio sulla capacità di remunerare il capitale. Lo scorso anno coem adesso la quotata italo-francese annunciava una cedola da capogiro (con rendimento alle stelle per effetto del crollo delle quotazioni in borsa). A distanza di 12 mesi da allora, è tutto cambiato: c’è consapevolezza che la priorità non è il payout, ma la stabilizzazione del business e il ritorno a una generazione sostenibile di cassa.
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Obbligazioni Stellantis: perché il gruppo punta sui bond
In parallelo allo stop alla cedola, il consiglio di amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni Stellantis fino a 5 miliardi di euro, nella forma di bond ibridi perpetui subordinati non convertibili. Si tratta di uno strumento che, dal punto di vista finanziario, si colloca a metà strada tra debito ed equity.
Questa scelta risponde a più obiettivi. Da un lato, rafforzare la struttura patrimoniale senza diluire il capitale, dall’altro preservare flessibilità finanziaria in una fase di transizione complessa per l’intero settore automotive. Le obbligazioni ibride permettono di migliorare alcuni indicatori di solidità senza appesantire in modo diretto il profilo di indebitamento tradizionale.
Sul piano positivo, Stellantis segnala di voler difendere la liquidità e di avere ancora accesso a strumenti finanziari sofisticati. Sul piano più critico, però, si può pensare che l’emissione di bond in questa fase è anche il riflesso di una minore capacità di autofinanziamento nel breve periodo, almeno fino a quando il free cash flow industriale non tornerà stabilmente positivo.
Conti preliminari 2025 e indicazioni sul 2026
Guardando ai conti preliminari 2025, il quadro è articolato e meno lineare di quanto possa apparire a una prima lettura. Stellantis ha segnalato che nel secondo semestre 2025 i ricavi netti e il free cash flow industriale netto sono migliorati rispetto alla prima metà dell’anno, in linea con la guidance più recente.
Tuttavia, questo miglioramento operativo è stato in parte neutralizzato da voci straordinarie, come l’aggiornamento delle stime sulle garanzie contrattuali e altre componenti non ricorrenti. Il risultato è stato un margine AOI del secondo semestre inferiore rispetto all’intervallo a una cifra precedentemente comunicato, elemento che ha contribuito a mantenere elevata la percezione di rischio.
Per il 2026, la guidance iniziale indica un miglioramento atteso di ricavi, margini e flussi di cassa industriali. È un segnale costruttivo, ma che il mercato tende a trattare con cautela. E’ chiaro che la credibilità delle previsioni sarà legata alla capacità del gruppo di dimostrare che la fase più critica della ristrutturazione è effettivamente alle spalle e che gli investimenti effettuati nel 2025 iniziano a produrre ritorni economici tangibili.
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Cosa succederà alle azioni Stellantis in borsa?
Facendo una linea: niente dividendo Stellantis 2025, perdita nel 2025, pronto il lancio di bond ibridi perpetui e allora cosa attendersi in borsa.
Le azioni Stellantis arrivano all’ufficializzazione dello stop della cedola già in una situazione tecnica e fondamentale che è già da tempo fragile. Il calo a 8,17 euro, con un’accelerazione ribassista negli ultimi giorni, segnala che una parte significativa delle cattive notizie è stata anticipata, ma non è detto che sia stata completamente assorbita.
L’assenza del dividendo Stellantis 2026 riduce l’appeal del titolo per gli investitori difensivi, mentre l’emissione di obbligazioni Stellantis e la fase di transizione industriale mantengono elevata l’incertezza. Nel breve termine, il rischio è quello di movimenti ancora volatili, con possibili tentativi di rimbalzo tecnico più che di inversione strutturale.
Nel medio periodo, molto dipenderà dalla credibilità del percorso di rilancio e dalla capacità del management di trasformare la ristrutturazione in una crescita sostenibile dei flussi di cassa. Senza dividendo e con margini ancora in fase di recupero, Stellantis resta oggi più una scommessa di turnaround che un investimento da rendimento, un cambio di paradigma che gli investitori fanno bene a prezzare.
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