Fari accesi sulle azioni Enel in apertura di settimana. Il colosso dell’elettricità ha tolto il velo dai conti dell’esercizio 2025 ma soprattutto ha svelato il suo piano strategico 2026-2028 che, tra gli altri target, presenta anche quelli sul dividendo.
Remunerazione degli azionisti in primo piano, quindi, perchè non solo è stato messo nero su bianco l’ammontare del dividendo Enel 2026 relativo all’esercizio 2025 ma ci sono anche indicazioni molto chiare su quelli che saranno i prossimi dividendi Enel fino all’esercizio 2028 (in uscita nel 2029).
E per finire, a completare il quadro dell’attività remunerativa del colosso utility, anche novità sul piano di acquisto di azioni proprie. Sono quindi tre i fronti a cui guardare in ottica flusso di reddito.
Dividendo Enel 2026: ammontare e rendimento
Il dividendo Enel si conferma uno dei pilastri della strategia di remunerazione agli azionisti del colosso utility. Per l’esercizio 2025 sarà proposta alla prossima assemblea una distribuzione complessiva pari a 0,49 euro per azione, livello che consolida il percorso di crescita avviato negli ultimi anni.
Il dato non è isolato ma si inserisce in un contesto di miglioramento strutturale dei conti: nel 2025 il rapporto indebitamento finanziario netto/EBITDA si attesta a 2,5x, evidenziando una leva finanziaria sotto controllo, mentre il tasso di conversione dell’EBITDA ordinario in utile netto ordinario ha raggiunto circa il 30%, con un incremento di circa sei punti percentuali rispetto alla media del periodo 2020-2022.
Ancora più rilevante, in ottica investitori, è la dinamica dell’utile per azione (EPS): dal 2022 al 2025 la crescita media annua è stata pari al 9%, con un EPS ordinario atteso a circa 0,69 euro nel 2025. Questo significa che la progressione del dividendo Enel è supportata da un rafforzamento reale della redditività e non da politiche finanziarie aggressive.
Nel triennio 2023-2025 il gruppo ha distribuito circa 15 miliardi di euro tra dividendi e buyback, garantendo ritorni tangibili in un contesto macro complesso.
Tenendo conto dei prezzi delle azioni Enel al termine della seduta di borsa di venerdì 20 febbraio (9,08 euro), il dividend yield Enel 2026 è pari al 5,39%.
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Prossimi dividendi Enel: target EPS 2028 e visibilità sul payout
La guidance al 2028, messa a punto nell’ambito del nuovo piano strategico, rafforza ulteriormente la tesi di investimento. Il management prevede un EPS compreso tra 0,80 e 0,82 euro entro il 2028, rispetto ai circa 0,69 euro stimati per il 2025, con una crescita media annua intorno al 6%. In linea con questa dinamica, anche il dividendo per azione dovrebbe aumentare con un CAGR di circa il 6% nel periodo 2025-2028.
Per gli investitori orientati al flusso cedolare, la visibilità su una crescita progressiva e sostenibile rappresenta un elemento chiave. Il piano industriale punta su un’accelerazione degli investimenti, sia brownfield sia greenfield, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il profilo rischio/rendimento del gruppo.
L’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha definito il piano “ambizioso e credibile”, sottolineando come l’aumento degli investimenti sia funzionale a sostenere crescita, redditività e creazione di valore nel medio termine.
In questa cornice, il dividendo Enel non è solo una componente di rendimento ma diventa un indicatore della solidità operativa e della disciplina finanziaria.
La traiettoria al 6% annuo rafforza il posizionamento del titolo tra le large cap europee a vocazione income, con una combinazione interessante tra stabilità e crescita.
Nuovo buyback Enel fino a 1 miliardo: leva aggiuntiva sul total return
Accanto alla politica di dividendo crescente, il consiglio di amministrazione ha approvato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie per un controvalore massimo di 1 miliardo di euro, con un limite di 150 milioni di azioni (circa l’1,48% del capitale). Il programma sarà avviato il 23 febbraio 2026 e potrà proseguire fino al 31 luglio 2026.
L’obiettivo è chiaro: riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla sola distribuzione della cedola, attraverso l’annullamento delle azioni riacquistate. Il buyback, infatti, contribuisce ad aumentare l’utile per azione nel tempo, sostenendo indirettamente anche la crescita futura del dividendo Enel.
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Al 22 febbraio 2026 la società detiene già oltre 136 milioni di azioni proprie, pari a circa l’1,345% del capitale, mentre le controllate non risultano titolari di azioni della capogruppo.
In un’ottica di capital allocation, la combinazione tra dividendo in crescita del 6% annuo e buyback fino a 1 miliardo rafforza il profilo di total shareholder return.
Crescita degli utili, disciplina finanziaria e remunerazione progressiva restano al centro della strategia di Enel.
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