Il dividendo Ferrari 2026, relativo all’esercizio 2025, si conferma in forte aumento ma con un rendimento percentuale ancora contenuto ma in fin dei conti coerente con il profilo growth della Rossa. Il consiglio di amministrazione della casa automobilistica di lusso ha deliberato di proporre agli azionisti una cedola pari a 3,615 euro per azione ordinaria. Guardando allo storico dividendi, l’ammontare evidenzia un incremento di circa +21% rispetto ai 2,986 euro distribuiti l’anno precedente.
La proposta prevede un monte cedole complessivo pari a circa 640 milioni di euro e sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea degli azionisti del gruppo di Maranello prevista per il prossimo 15 aprile. Solo dopo il via libera formale scatterà l’iter operativo per lo stacco e il pagamento.
Vedremo tra poco tutte le sfaccettature del tema (dalle date calde al rendimento da dividendo) ma già ora possiamo dire che Ferrari con le sue decisioni in materia di remunerazione degli azionisti prosegue con la sua politica di incremento della cedola ma lo fa mantenendo una politica prudente e sostenibile, coerente con una strategia di crescita di lungo periodo.
L’aumento del dividendo Ferrari è un segnale di fiducia sulla generazione di cassa fermo restando che il gruppo di Maranello non punta a trasformarsi in un titolo income. Le priorità, soprattutto dopo un ultimo anno non semplice, resta il consolidamento del brand, l’innovazione tecnologica e la gestione selettiva dei volumi produttivi.
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Date stacco e pagamento dividendo Ferrari 2026: calendario su EXM e NYSE
Il calendario del dividendo Ferrari 2026 è doppio essendo la Rossa quotata anche a Wall Street. In caso di approvazione assembleare, ecco le date calde:
- ex-date (stacco cedola): 20 aprile 2026 su Borsa Italiana (EXM) e 21 aprile 2026 su New York Stock Exchange (NYSE)
- record date: 21 aprile 2026, valida sia per le azioni negoziate a Milano sia per quelle trattate a New York
- payment date: 5 maggio 2026
La differenza di un giorno nello stacco della cedola tra Italia e Stati Uniti è legata alle regole operative dei due mercati. Gli investitori dovranno quindi prestare attenzione al calendario specifico del listino su cui detengono le azioni.
Per chi opera su EXM, l’ultimo giorno utile per acquistare il titolo con diritto alla cedola sarà il 17 aprile 2026 (considerando il regolamento T+2). Per chi invece detiene le azioni sul NYSE, la dinamica tecnica sarà allineata al calendario americano.
Dividend yield Ferrari 2026: perché resta un “mini-yield”
Nonostante la crescita significativa dell’importo unitario, il dividendo Ferrari 2026 si traduce in un rendimento percentuale contenuto. Sulla base di un prezzo di chiusura pari a 310,1 euro (dato di riferimento del 18 febbraio 2026), la cedola di 3,615 euro implica un dividend yield lordo intorno all’1,2%.
Inutile girarci attorno: per un investitore focalizzato esclusivamente sulla rendita, si tratta di un rendimento modesto. Tuttavia, il dato va interpretato nel contesto della natura del titolo. Ferrari è storicamente valutata con multipli elevati perché il mercato premia la marginalità superiore alla media del settore automotive e il brand positioning unico nel lusso globale.
Un prezzo elevato comprime meccanicamente il rendimento percentuale del dividendo. Il mini-yield non riflette quindi debolezza finanziaria, ma al contrario un’elevata capitalizzazione e aspettative di crescita sostenute.
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Politica dei dividendi Ferrari: equilibrio tra crescita e remunerazione
Il focus sulle decisioni di Ferrari in materia di dividendi mette in evidenza una linea strategica chiara: aumentare la cedola in modo coerente con la crescita degli utili, senza compromettere investimenti e solidità patrimoniale.
L’incremento del 21% conferma una progressione strutturale, non episodica. La distribuzione complessiva di circa 640 milioni di euro resta compatibile con una generazione di cassa robusta e con una posizione finanziaria sotto controllo. Non emergono segnali di payout aggressivo o di politiche straordinarie orientate a massimizzare il rendimento nel breve termine.
Per gli investitori di lungo periodo si tratta di un approccio rassicurante perchè la Rossa mantiene flessibilità finanziaria ma al tempo stesso preserva risorse per innovazione e sviluppo prodotto e sostiene la transizione tecnologica senza sacrificare la remunerazione degli azionisti.
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