semi di cacao e grafico sell
Crollo prezzo cacao (www.rispamioggi.it)

Il crollo del prezzo del cacao può essere considerato uno dei movimenti più violenti visti negli ultimi anni sulle commodity agricole. Il riferimento delle quotazioni è il Cocoa US Future con scadenza maggio, che oggi quota intorno ai 3.070 dollari, in netto calo rispetto ai 5.925 dollari di inizio 2026. Il trend tecnico è impostato in forte ribasso, con una sequenza di massimi e minimi decrescenti che fotografa una pressione costante da parte dei venditori.

Eppure, meno di un anno fa lo scenario era diametralmente opposto. Nel 2024 il cacao aveva toccato livelli record sopra gli 8.000 dollari per tonnellata sui mercati internazionali, alimentato da timori legati a siccità, malattie delle coltivazioni e carenze produttive in Ghana e Costa d’Avorio, che insieme rappresentano circa il 60% dell’offerta globale. Il rally era stato trainato da uno shock di offerta che aveva innescato coperture speculative e accumulo di scorte.

La svolta è arrivata con la stagione 2025-2026. Le condizioni climatiche favorevoli nei due principali paesi produttori e il recupero della produzione anche in aree emergenti come l’Ecuador hanno generato un aumento significativo dell’offerta globale. Le stime più recenti parlano di una produzione in crescita di circa il 4% a fronte di consumi in aumento solo dell’1%, con un surplus che potrebbe superare le 200.000 tonnellate e, secondo alcune proiezioni, arrivare fino a 400.000 tonnellate. Le scorte sono viste in aumento fino al 18%.

Questo squilibrio ha alimentato un’ondata di vendite sui mercati ICE, con il cacao che da inizio anno ha segnato ribassi superiori al 40% e un calo complessivo di oltre il 70% rispetto ai picchi del 2024.

Gli operatori non commerciali hanno intensificato le prese di profitto e le posizioni ribassiste, portando il mercato in area di ipervenduto tecnico ma senza segnali chiari di inversione strutturale.

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Cause strutturali del crollo del cacao: surplus, scorte e domanda debole

Il crollo del prezzo del cacao non è solo frutto di un rimbalzo dell’offerta, ma anche di un rallentamento lungo la filiera. In Europa e Asia le macinazioni di fave, un indicatore chiave della domanda industriale – sono scese rispettivamente del 2,9% e del 12% a fine 2025, toccando i minimi del decennio.

Le ragioni di questo sono ribasso sono multiple:

  • la ricostituzione delle scorte dopo la fase di emergenza dei due anni precedenti.
    • i contratti pluriennali stipulati quando il cacao era ai massimi, che rallentano la trasmissione dei nuovi prezzi più bassi.
    • la riduzione delle quantità di cacao nelle ricette, con sostituzioni parziali e riformulazioni per contenere i costi.
    • i costi industriali ancora elevati (energia, trasporti, packaging), che limitano l’effetto del ribasso della materia prima sui prezzi al consumo.

Non a caso, nonostante il tracollo dei future sul cacao, il prezzo del cioccolato sugli scaffali resta elevato. La trasmissione del calo delle commodity è lenta e differita nel tempo, perché le aziende lavorano con scorte acquistate mesi prima.

Sul fronte politico, la pressione sui prezzi sta mettendo in difficoltà i governi africani. Il Ghana ha già tagliato il prezzo riconosciuto ai produttori di circa il 29%, mentre anche la Costa d’Avorio sta valutando misure analoghe per allinearsi e gestire le scorte invendute. Insomma tutto il settore stia attraversando una fase critica di aggiustamento dopo l’euforia del 2024.

Analisi tecnica e scenario prezzo cacao: ipervenduto o nuovo equilibrio?

Dal punto di vista grafico, il Cocoa US Future maggio mostra un trend ribassista ben definito. Il passaggio da 5.925 dollari di inizio anno agli attuali 3.070 dollari rappresenta una distruzione di valore superiore al 45% in pochi mesi. La rottura di supporti chiave ha accelerato le vendite sistematiche.

Il mercato appare tecnicamente in ipervenduto, ma la presenza di un surplus strutturale e l’aumento delle scorte suggeriscono che il nuovo equilibrio potrebbe collocarsi su livelli più bassi rispetto al biennio precedente.

In ottica fondamentale, solo un nuovo shock climatico o una revisione al ribasso delle stime produttive potrebbe innescare una vera inversione.

Siamo di fronte a un bottom ciclico o a una fase di normalizzazione dopo un eccesso speculativo? E’ questo il punto alla base di tutto.

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Come investire per sfruttare il crollo di prezzo del cacao?

In un contesto di sell sul prezzo del cacao, le strategie operative dovrebbero distinguere tra orizzonte di breve e lungo periodo.

Per gli investitori che hanno visione strategica e credono in un recupero graduale dei prezzi, gli ETF tematici rappresentano la soluzione più semplice. Un esempio è il WisdomTree Cocoa (COCO), che replica l’andamento dei future sul cacao. In scia al sell sui futures, da inizio anno l’ETF ha registrato un calo intorno al -48%. Teoricamente è ora accessibile a buon prezzo ma se non sin riprende la materia prima (e quindi i futures), è difficile pensare che l’ETF COCO possa tornare a essere dolce. Teoricamente il prodotto offrendo un’esposizione non a leva è pronto a beneficiare di eventuali rimbalzi strutturali. Va però considerato il rischio di contango e rollover tipico dei prodotti legati ai future, che può erodere performance nel tempo. Sempre in ambito gestione passiva ci sono anche altri fondi sul cacao che però sono a leva. Ne abbiamo parlato nel report sui migliori ETF cacao.

Per gli investitori più dinamici, i CFD sul cacao permettono di operare sia al rialzo sia al ribasso, con utilizzo della leva finanziaria. In una fase di forte trend ribassista, la possibilità di aprire posizioni short consentirebbe di intercettare il movimento discendente. Attenzione però: la leva amplifica guadagni e perdite. In un mercato volatile come quello della commodity agricola, la gestione del rischio è cruciale. Stop loss rigorosi e dimensionamento corretto della posizione diventano imprescindibili.

Una possibile impostazione per investitori più evoluti può essere quella combinata: da un lato accumulare progressivamente ETF su livelli depressi in ottica pluriennale e dall’altro utilizzare CFD per coperture o operazioni tattiche di breve periodo. Diciamo che la combinata permette di sfruttare fino in fondo il crollo del prezzo del cacao fondendo investing (tramite ETF) e trading (con i CFD).

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.