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Unicredit sale in Alpha Bank (www.risparmioggi.it)

La seduta di borsa dell’Epifania porta in regalo alle azioni Unicredit i nuovi massimi a 52 settimane. Il titolo di Piazza Gae Aulenti a metà sessione passa di mano a 71,5 euro quasi invariato rispetto alla chiusura di ieri, tuttavia nel corso della mattinata la quotata è arrivata fino a un massimo intraday a 73,11 euro a dimostrazione che, nonostante i forti rialzi messi a segno nel 2024 e nel 2025, l’appeal non sia ancora calato. Due le domande: tanto per iniziare le ragioni alla base della zampata fino ai nuovi massimi annuali (toccati sia pure per un breve momento) e in secondo luogo le prospettive che si potrebbero aprire stando ai pareri più recenti degli analisti.

Perchè le azioni Unicredit sono salite ai massimi annuali

Per le azioni Unicredit il 2026 si è aperto con i prezzi ai massimi dell’ultimo anno, raggiunti in pieno prima di essere lasciati a cause di realizzi che, in situazioni grafiche simili, sono del tutto normali. Resta la sostanza di un movimento che per essere realizzato richiede un catalizzatore piuttosto potente anche perchè si sta parlando di un titolo che nel solo ultimo mese è salito del 10%. Questo driver c’è tutto e corrisponde alla salita nel capitale della greca Alpha Bank SA. I trader interessati al titolo bancario, dovrebbero quindi conoscere quali sono stati gli aggiornamenti su questo fronte.

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Vediamoli assieme.

L’aumento al 29,8% della partecipazione di Unicredit in Alpha Bank, eseguito dopo il via libera della Banca Centrale Europea, è avvenuto tramite l’esercizio di strumenti derivati già in portafoglio e rientra in un percorso di crescita annunciato e in larga parte anticipato dal mercato.

Dal punto di vista finanziario la salita significa maggiore consolidamento secondo il metodo del patrimonio netto per una parte aggiuntiva del capitale di Alpha Bank. Secondo gli analisti tutto ciò potrebbe comportare un impatto negativo sul coefficiente patrimoniale CET 1 di circa 80 punti base. Tale effetto, tuttavia, risulta parzialmente mitigato da un fattore regolamentare positivo: il riconoscimento del cosiddetto Danish Compromise sulle attività assicurative, che dovrebbe generare un beneficio stimato in circa 60 punti base.

Considerando questi elementi, il profilo patrimoniale di Unicredit rimarrebbe comunque molto solido. Ricordiamo che il CET 11 pro-forma, calcolato al terzo trimestre 2025, si attestava infatti intorno al 14,6%, livello che garantisce un adeguato margine di sicurezza rispetto ai requisiti regolamentari e spazio per la remunerazione degli azionisti.

Proprio sul fronte remunerativo, Piazza Gae Aulenti ha comunicato di aver completato anche la seconda tranche del programma di buyback. A valle dell’operazione, Unicredit detiene complessivamente il 2,88% del proprio capitale, rafforzando ulteriormente la strategia di creazione di valore per gli azionisti attraverso la restituzione di capitale.

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Sul piano strategico più ampio, resta aperto il tema del consolidamento europeo. Unicredit ha ribadito l’interesse verso Commerzbank, ma secondo diversi osservatori il perimetro di manovra appare limitato, sia per vincoli regolamentari sia per considerazioni politiche e industriali. Tirando quindi le somme, il rafforzamento in Alpha Bank conferma l’approccio selettivo della big italiana: crescita mirata, disciplina patrimoniale e focus sulla generazione di ritorni sostenibili per gli investitori.

Cosa fare con le azioni Unicredit secondo Morgan Stanley

Se nel giorno dell’Epifania Unicredit è finita sotto ai riflettori per la salita in Alpha Bank, alla Vigilia era stato il riposizionamento degli analisti di Morgan Stanley a fare rumore. Gli esperti della banca americana, nell’ambito di un intervento valutativo su tutto il settore bancario italiano, avevamo leggermente modificato la loro prospettiva su Piazza Gae Aulenti. Nulla di rivoluzionario rispetto, ad esempio, alle nuove valutazioni espresse su Banco BPM e BPER Banca, ma qualche cambiamento c’è stato.

Il rating sulle azioni Unicredit è stato confermato a equalweight ossia dare lo stesso peso in portafoglio mentre il target price è stato portato a 82,6 euro molto oltre i 76 euro assegnati a fine novembre. Ai prezzi attuali, il nuovo target price implica un buon potenziale di upside. Restare neutrali ma nella consapevolezza che i valori possano ancora apprezzarsi è quello che Morgan Stanley suggerisce di fare con le azioni Unicredit.

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