antenna tlc e grafico di borsa
Target price azioni Telecom Italia (www.risparmioggi.it)

Azioni Telecom Italia praticamente invariate da inizio anno con i prezzi che nella seduta di borsa post-Epifania muoveranno da 0,52 euro. Grazie al rialzo registrato dalla quotata a ridosso tra fine anno e inizio 2026, su base mensile TIM presenta un verde del 3%. Il titolo dell’ex monopolista è stato, in assoluto, uno dei migliori di tutto il 2025 vantando una performance a tripla cifra.

La prosecuzione di una traiettoria da record anche nel prossimo futuro è subordinata alla capacità della quotata di restare visibile. Gli spunti ad inizio nuovo anno non sembrano mancare (almeno potenzialmente). Se ne sono accorti anche gli analisti di Deutsche Bank che, proprio nel giorno della Befana, hanno ribadito la loro view bullish sulle azioni Telecom Italia facendo a tutti gli investitori un regalo di certo gradito: l’upgrade di target price. Con l’asticella alzata, il potenziale di upside di TIM rispetto alle quotazioni correnti non può che crescere.

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Azioni Telecom Italia da comprare secondo Deutsche Bank: focus su valutazione

Deutsche Bank ha ricalibrato al rialzo la propria valutazione su Telecom Italia, mettendo sul tavolo un possibile segnale di rinnovata fiducia agli investitori orientati al medio-lungo periodo. La banca tedesca ha incrementato il target price sulle azioni TIM a 0,62 euro dal precedente 0,51 euro, ribadendo la raccomandazione buy da tempo in essere alla luce di una serie di catalyst ritenuti strutturalmente rilevanti per il profilo finanziario del gruppo.

Il principale driver individuato dagli analisti è la chiusura definitiva del contenzioso sul canone di concessione. L’esito favorevole, con un beneficio economico complessivo superiore a 1 miliardo di euro rispetto alle attese iniziali, rimuove un’importante incertezza che aveva pesato sul sentiment di mercato. Nelle assunzioni formulate da Deutsche Bank, l’impatto positivo stimato sui conti si traduce in proventi per circa 750 milioni di euro e va a rafforzare la visibilità sulla generazione di cassa.

Un ulteriore elemento di supporto alla tesi di investimento è rappresentato dalla proposta di conversione delle azioni di risparmio. Secondo gli analisti, la combinazione tra l’incasso legato al contenzioso e l’operazione sul capitale potrebbe condurre Telecom Italia a un rapporto debito netto/EBITDAaL prossimo a 1,5x entro la fine del 2026, livello considerato coerente con una struttura finanziaria più equilibrata.

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La conversione delle azioni di risparmio di TIM viene inoltre letta come un passo verso una maggiore semplificazione dell’assetto azionario, con potenziali benefici in termini di governance e di chiarezza sul percorso di remunerazione degli azionisti ordinari. In questo contesto, eventuali programmi di buyback potrebbero fungere da ulteriore leva strategica, anche favorendo un incremento della partecipazione di investitori istituzionali di riferimento, come Poste Italiane, qualora scegliessero di non aderire alle operazioni.

La conferma della view bullish da parte di Deutsche Bank rafforza il profilo di investimento di TIM, posizionando il titolo come una storia di deleveraging e razionalizzazione del capitale, con upside potenziale sostenuto da una riduzione del rischio regolatorio e legale. Da evidenziare che l’upgrade sul target price è arrivato proprio a seguito del raggiungimento del precedente prezzo obiettivo. Restando il rating buy, Deutsche Bank sembra credere ad una prosecuzione del trend rialzista di Telecom Italia.

Accordo di RAN sharing con Fastweb-Vodafone in primo piano

Spostando il “termometro” sull’analisi fondamentale, c’è da annotare la conferma arrivata direttamente dal TIM in merito alla definizione con Fastweb-Vodafone di un accordo preliminare avente ad oggetto l’avvio di una cooperazione tra le parti per lo sviluppo delle reti di accesso mobile mediante un modello di Radio Access Network (RAN) sharing. L’intesa ha come obiettivo quello di accelerare l’espansione della rete 5G in Italia. L’accordo stipulato prevede che ogni operatore sia libero di usare, limitatamente alle aree interessate, l’infrastruttura di accesso radio-mobile degli altri operatori evitando così la generazione di duplicazioni infrastrutturali.

L’intesa non è definitiva ma va comunque considerata un passaggio fondamentale in vista della sottoscrizione di un un contratto definitivo che dovrebbe avvenire entro il secondo trimestre 2026. Quindi ci potrebbero essere aggiornamenti che, a loro volta, si potrebbero tradurre in spunti per gli investitori.

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