azioni Stellantis perché stanno calando in Borsa
Perché le azioni Stellantis stanno calando in borsa (www.risparmioggi.it)
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La seconda seduta settimanale si apre tutta in salita per le azioni Stellantis che si ritrovano a fare i conti con vendite già dal primo minuto di contrattazioni scivolando sotto i 4,17 euro (-1,6% rispetto alla chiusura di ieri). A pesare sulla quotata automotive sono le notizie provenienti dal mercato automobilistico italiano, dove ottobre ha riservato una brusca frenata alle immatricolazioni del gruppo, e le nuove difficoltà sul fronte industriale, con possibili rallentamenti produttivi negli stabilimenti italiani anche nei mesi di novembre e dicembre. Due driver che aiutano a capire perché le azioni Stellantis scendono proprio mentre il mercato italiano dell’auto torna a crescere.

Come vedremo tra poco, la criticità ha riguardato in particolare alcuni modelli Fiat, a partire dalla Pandina, penalizzati dalla carenza di uno specifico componente necessario alla centralina del motore N3 GSE. Il problema rischia di avere conseguenze anche sulla Fiat 500 e sui volumi produttivi di diversi impianti. E allora vediamo cosa è emerso dalle immatricolazioni Stellantis di ottobre, quali sono gli stabilimenti che rischiano lo stop produttivo e, in ultimo e tenendo conto questo quadro fondamentale, quale è il contesto tecnico che si è andato a definire.

Immatricolazioni Stellantis: ottobre negativo, persa quota di mercato

I numeri sulle immatricolazioni auto diffusi da Dataforce hanno evidenziato una performance negativa per Stellantis in Italia. A ottobre il gruppo, includendo anche Leapmotor, ha immatricolato 31.865 vetture, in calo del 5,5% rispetto alle 33.737 dello stesso mese del 2025.

A preoccupare è stata soprattutto la perdita di quota di mercato, scesa dal 26,8% al 24,2%. Escludendo Leapmotor, il bilancio sarebbe ancora peggiore: 30.265 immatricolazioni, con una contrazione del 9,5% su base annua e una quota di mercato passata dal 26,6% al 23%.

Il confronto con il mercato auto complessivo rende il dato ancora più preoccupante. In ottobre le immatricolazioni italiane sono aumentate del 4,8%, raggiungendo 131.921 unità. I conti sono semplici da fare: Stellantis ha perso terreno mentre il settore automobilistico nazionale ha mostrato segnali di ripresa.

A parziale compensazione per l’inevitabile delusione provocata da questo raffronto, ci sono i dati dei primi dieci mesi dell’anno. Da gennaio a ottobre il gruppo italo-francese ha registrato 411.825 vetture, Leapmotor compresa, con un incremento del 12,1%. Senza il marchio cinese, la crescita si sarebbe comunque attestata al 4,7%, con 381.781 immatricolazioni.

Insomma il dato progressivo rimane positivo, ma la frenata di ottobre e la contrazione della quota di mercato rappresentano segnali da non sottovalutare. Inutile dire che proprio a questo aspetto potrebbe guardare chi in questi minuti sta vendendo azioni STLA.

Carenza di componenti, produzione Fiat a rischio rallentamenti fino a dicembre

Ma facciamo un passo in più. Perchè le immatricolazioni Stellantis di ottobre vanno male mentre il mercato va bene? A piegare almeno in parte questa situazione potrebbe essere la difficoltà di approvvigionamento di un componente destinato alla centralina del motore N3 GSE. Stellantis ha confermato che la disponibilità limitata del componente ha provocato rilevanti rallentamenti produttivi su alcuni modelli Fiat, incidendo direttamente sui volumi di vendita e sulla quota di mercato del marchio.

Il modello maggiormente interessato è stato la Fiat Pandina, ma le conseguenze potrebbero estendersi anche alla produzione della Fiat 500.

La criticità non sembra inoltre destinata a risolversi immediatamente. Il gruppo sta lavorando per individuare forniture alternative e riportare gradualmente la produzione alla normalità, ma i rallentamenti potrebbero proseguire anche a novembre e dicembre.

Tra gli stabilimenti maggiormente coinvolti figurano quelli di Pomigliano d’Arco e Mirafiori. La riduzione dei volumi potrebbe avere ripercussioni anche su alcuni impianti italiani che producono componenti per motori, dove non sono escluse sospensioni temporanee delle attività.

Il punto è che si tratta di un problema che va oltre il dato mensile delle immatricolazioni: se le difficoltà di approvvigionamento dovessero protrarsi, il gruppo potrebbe continuare a perdere opportunità di vendita proprio in una fase di ripresa del mercato italiano.

Cosa fare con le azioni Stellantis: analisi tecnica

Il quadro grafico di Stellantis presenta una contrapposizione piuttosto evidente tra il tentativo di recupero dell’ultimo mese e una tendenza primaria ancora negativa. Su base mensile il titolo registra infatti un progresso del 7,8%, segnale di una prima stabilizzazione dopo le pesanti perdite precedenti. Il bilancio a dodici mesi resta però particolarmente negativo, con una flessione del 52%. Le quotazioni continuano a collocarsi sotto le principali medie mobili di lungo periodo, confermando che il recupero recente non ha ancora modificato la struttura ribassista.

In questo contesto, la prima area da monitorare è quella compresa tra 4,00 e 4,05 euro, dove si trova il supporto più importante. Una tenuta di questa fascia consentirebbe di preservare il tentativo di recupero in atto, mentre un cedimento potrebbe riaprire la strada a nuovi minimi relativi.

Sul fronte opposto, la resistenza da superare si colloca tra 4,45 e 4,60 euro. Soltanto un superamento deciso di 4,60 euro, possibilmente accompagnato da volumi in aumento, fornirebbe un primo segnale concreto di miglioramento della struttura tecnica.

L’RSI a 14 periodi si trova attualmente in territorio neutrale e non segnala condizioni di ipervenduto tali da suggerire un’immediata reazione tecnica. La pressione dei venditori ha rallentato rispetto alle fasi peggiori, ma il trend principale rimane ribassista.

E quindi cosa fare adesso? La prudenza resta d’obbligo. Il recupero mensile non cancella il pesante arretramento annuale e le nuove difficoltà produttive rischiano di complicare ulteriormente il quadro fondamentale. Per un miglioramento tecnico più credibile sarà importante osservare prima la tenuta dei 4 euro e successivamente un eventuale superamento di quota 4,60 euro.

Nel frattempo, novembre e dicembre saranno mesi importanti per capire se Stellantis riuscirà a risolvere i problemi di approvvigionamento e recuperare i volumi produttivi. Senza un miglioramento sul fronte industriale, anche il recupero delle immatricolazioni potrebbe richiedere più tempo del previsto.

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