Sulle azioni Stellantis nessun movimento degno di nota da inizio 2026. Apparentemente almeno perchè, a ben guardare i dati giornalieri, il titolo del colosso automotive che oggi aprirà la prima di ottava a 9,4 euro, si è mosso tantissimo nelle prime sessioni del nuovo anno. Prima la zampata dei prezzi a oltre 9,7 euro, poi lo scivolone post-Epifania fino a 9,2 euro e successivamente una certa lateralizzazione grosso modo sui livelli correnti.
Gli investitori sono come spaccati: c’è chi si tiene alla larga dal titolo non vedendo reali segnali di ripartenza e chi invece ritiene che gli attuali prezzi a sconto siano un’occasione per entrare prima che la quotata riprenda quota. In mezzo ci sono tante notizie price sensitive che, ora in un modo e ora nell’altro, tendono a condizionare la performance giornaliera. In questo contesto c’è un segnale che potrebbe essere sfuggito a chi tende soprattutto a sintonizzarsi su dati come le vendite o la produzione. Parliamo dell’andamento rispetto alla media mobile. Analisi tecnica, detto in poche parole.
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Il segnale tecnico sulle azioni Stellantis
Le azioni Stellantis restano deprezzate nel medio e nel lungo termine. Rispetto a un mese fa il titolo automotive ha perso il 6,4%, anno su anno il 22%. Come si può vedere dal grafico, c’è stato un certo entusiasmo nella prima parte di dicembre ma poi, puntuali, sono arrivati realizzi e quindi sfiducia. Proprio in questa situazioni molti investitori hanno iniziato a “dubitare” dell’analisi tecnica convinti che la quotata potesse essere troppo condizionata dai suoi problemi interni per seguire il classico ragionamento basato su supporti e resistenze.
Proprio a costoro potrebbe essere sfuggito quello che è accaduto proprio la scorsa settimana: al di là dell’aumento dei volumi, le azioni Stellantis sono salite sopra la media mobile a 200 giorni. Non stanno comprando i retail ma gli investitori istituzionali. Ora quando ciò avviene è perchè questi ultimi hanno fiutato qualcosa avendo accesso a ben altri ragionamenti rispetto a quelli degli investitori più comuni.
Un’impressione? Ognuno, ovviamente, può trarre le sue conclusioni. C’è però un dato che non può essere ignorato: in termini di forza relativa, nell’ultimo periodo, le azioni Stellantis battono il Ftse Mib. Quando c’è una situazione di questo tipo, la risalita è altamente probabile. Sulla base di questa ipotesi, comprare adesso che le valutazioni sono più convenienti, diventa quindi un’ipotesi interessante. Ovviamente questo non è un consiglio di investimento ma una semplice informazione.
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Quanti spunti dall’analisi fondamentale sulle azioni Stellantis
E poi c’è la marea di notizie price sensitive che stanno caratterizzando l’avvio del 2026 di Stellantis. C’è davvero un pò di tutto, dai dati sulle immatricolazioni fino ad arrivare all‘aut-aut che i vertici della casa automobilistica hanno dato all’Unione Europea. Più che i dati sulle vendite, è questa seconda ad essere una notizia da considerare perchè, in pratica, è la conferma che per Stellantis la traiettoria degli investimenti in Europa resta strettamente legata all’evoluzione della regolamentazione comunitaria sul settore automobilistico.
Il gruppo ha chiarito che dimensione, tempistiche e configurazione dei futuri impieghi di capitale dipenderanno dalle decisioni finali dell’Unione Europea, in particolare in materia di transizione tecnologica e standard ambientali.
Secondo il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, il quadro normativo in via di definizione andrà ad incidere direttamente sulla visibilità industriale di medio-lungo periodo. La regolazione determinerà non solo il ritmo degli investimenti, ma anche quali tecnologie risulteranno economicamente sostenibili e quindi prioritarie nelle scelte strategiche del gruppo.
Il messaggio agli stakeholder è chiaro: senza certezze regolatorie, la pianificazione del capitale diventa più prudente.
Più delle vendite nel 2025, è questo tema ad essere particolarmente rilevante per gli investitori perché si inserisce in un contesto di elevata intensità di capitale, in cui la transizione verso l’elettrico e le nuove piattaforme richiedono impegni finanziari significativi e di lungo periodo. L’assenza di un quadro stabile può comprimere i ritorni attesi e aumentare il rischio di riallocazione degli investimenti verso aree geografiche con politiche industriali più prevedibili.
Già a dicembre, l’amministratore delegato Antonio Filosa aveva espresso preoccupazione per il pacchetto di misure presentato dalla Commissione Europea, sottolineando come alcune proposte potessero avere effetti negativi sulla propensione all’investimento dei costruttori nel continente. Alla luce di questo scenario, Stellantis sembra adottare un approccio attendista, preservando flessibilità finanziaria in attesa di maggiore chiarezza.
Per gli investitori, il dossier regolatorio europeo diventa quindi un fattore chiave nella valutazione delle prospettive industriali e della capacità del gruppo di generare valore nel lungo periodo. Più delle immatricolazioni.
Cosa pensano gli analisti delle azioni Stellantis
La scorsa settimana era stata la conferma della view bullish da parte degli analisti di Jefferies a tenere banco. Gli analisti, oltre che consigliare di comprare azioni Stellantis, avevano deciso di aumentare il target price a 13 euro. Il nuovo prezzo obiettivo, ai valori correnti del titolo, implica un potenziale di upside decisamente consistente.
La posizione di Jefferies è troppo generosa? Sotto un certo punto di vista potrebbe visto che i valori medi sono più bassi. Secondo MarketScreener, il target price medio sulla base dei 26 attivi su Stellantis è 9,73 euro, appena il 3% in più rispetto ai prezzi attuali. Upside risicato, quindi, e del resto sono hold e neutral i rating più presenti (il 50% delle valutazioni attive) mentre le raccomandazioni bullish sono solo 5.
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