Le azioni Stellantis sembrano provare a rialzare la testa dopo settimane molto difficili. Nella seduta di metà settimana il titolo automotive avanza di circa lo 0,2% a 5,15 euro, consolidando un tentativo di recupero che negli ultimi cinque giorni ha portato a un progresso di circa il 2%. Un rimbalzino contenuto ma significativo se si considera che soltanto all’inizio della scorsa settimana il titolo aveva aggiornato i minimi recenti, scivolando sotto quota 4,90 euro.
Il quadro di borsa di Stellantis resta comunque pesante. Su base mensile il gruppo italo-francese continua infatti ad accusare una perdita superiore al 22% che sale al 46% se si allarga l’esame all’andamento da inizio anno. In entrambi i casi, performance che hanno fatto precipitare le valutazioni su livelli che possiamo definire stimolanti almeno per alcuni profili di investitori. Il titolo tratta infatti con uno sconto importante rispetto ai valori di due anni fa e proprio questo elemento potrebbe favorire il ritorno dell’interesse degli operatori, soprattutto se dovessero iniziare ad arrivare segnali di miglioramento anche sul fronte operativo.
In questo contesto, le immatricolazioni di giugno in Italia rappresentano di certo un elemento quantomeno incoraggiante. I dati infatti hanno mostrato un gruppo capace di crescere più velocemente del mercato domestico e proprio questa indicazione potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia sulla capacità di Stellantis di invertire gradualmente la fase di debolezza che ha caratterizzato il titolo nel 2026.
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Immatricolazioni di giugno: Stellantis cresce più del mercato italiano
L’assist al tentativo di recupero delle azioni Stellantis è arrivato dai numeri sulle vendite di auto in Italia nel mese di giugno che hanno evidenziato una performance migliore rispetto all’andamento complessivo del mercato.
Secondo i dati elaborati su fonte Dataforce, il gruppo ha immatricolato 40.061 vetture, includendo anche il contributo di Leapmotor, registrando una crescita del 23% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nello stesso periodo il mercato italiano è aumentato del 10,59%, evidenziando quindi una dinamica nettamente più favorevole per Stellantis. Il dato resta positivo anche eliminando dal conteggio il marchio cinese. Escludendo Leapmotor, infatti, le immatricolazioni del gruppo si attestano a 36.695 unità, con un incremento del 13,8%, comunque superiore alla crescita registrata dall’intero comparto automobilistico nazionale.
A beneficiarne è stata anche la quota di mercato di Stellantis che è salita al 27,3% considerando tutti i marchi del gruppo, contro il 24,6% di un anno fa. Senza Leapmotor la quota raggiunge invece il 25%, confermando che il miglioramento non dipende esclusivamente dal contributo del brand elettrico cinese ma coinvolge anche gli altri marchi del gruppo.
Il buon andamento di giugno non è una parentesi isolata. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha immatricolato 290.218 vetture, in crescita del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro un mercato italiano che nello stesso arco temporale è avanzato del 9,58%. Anche la quota di mercato semestrale migliora, salendo al 30,9%, segnale che il gruppo continua a rafforzare la propria presenza commerciale in Italia.
A sostenere questi risultati contribuisce soprattutto la forza dei marchi storici. Fiat Pandina si conferma l’auto più venduta del mercato italiano, mentre nella top ten figurano anche Fiat Grande Panda, Peugeot 208, Citroën C3, Jeep Avenger e Leapmotor T03, a testimonianza di una gamma capace di presidiare diversi segmenti del mercato.
Per le azioni Stellantis la sfida resta quella dei 5 euro
Dalle prestazioni della casa automobilistica all’andamento in borsa.
Nonostante il recupero degli ultimi giorni, è ancora presto per parlare di una vera inversione di tendenza per le azioni Stellantis. Il quadro grafico rimane infatti impostato al ribasso su tutti i principali orizzonti temporali e il recente rimbalzino, almeno per il momento, sembra più che altro assumere le caratteristiche di una reazione tecnica dopo l’eccesso di vendite registrato nelle settimane precedenti.
In questa situazione, il livello da tenere d’occhio con un punto di attenzione resta quota 5 euro. Stiamo parlando di un supporto psicologico e tecnico particolarmente importante: la sua tenuta è fondamentale per evitare la riattivazione della fase ribassista di lungo periodo. Finché le quotazioni riusciranno a mantenersi sopra questa soglia, il tentativo di recupero potrebbe avere più chance di continuare.
Al rialzo il primo obiettivo si colloca in area 5,40 euro, livello che coincide con gli ex minimi toccati nel mese di marzo e che ora rappresenta la prima resistenza significativa da superare per rafforzare il recupero.
Diverso sarebbe invece lo scenario nel caso di un ritorno sotto i 5 euro. Una violazione decisa di questo supporto potrebbe infatti riaccendere le vendite e riportare il titolo all’interno del trend discendente di lungo termine. In tale eventualità i successivi target ribassisti sarebbero in area 4,60 euro.
Lato raccomandazioni, la presa di posizione più recente sul titolo risale alla scorsa settimana ed è quella di di Bernstein. Niente di nuovo da questa valutazione ma solo la conferma del rating neutral e del prezzo obiettivo a 6,2 euro che comunque è più alto delle valutazioni correnti (quindi c’è potenziale di upside) sia pure in una concezione prudenziale che è sottesa nel “neutral” del rating.
Per il momento, quindi, le azioni Stellantis sembrano aver trovato un primo punto di appoggio, sostenute sia da valutazioni tornate interessanti dopo il forte ribasso sia da dati operativi che mostrano un gruppo ancora capace di crescere più rapidamente del mercato automobilistico italiano.
Per trasformare il rimbalzino in una vera inversione serviranno però ulteriori conferme, sia dal punto di vista fondamentale sia da quello tecnico.
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