Le azioni Saipem apriranno la nuova ottava da 2,96 euro. Il titolo del colosso engineering con un rialzo monstre del 18% da inizio anno è uno dei migliori di tutto il Ftse Mib in questo primo scorcio del 2026. Solo nell’ultima settimana il titolo si è apprezzato del 10% mentre mese su mese il verde accumulato è del 23%. Come si può vedere dal grafico è da metà dicembre che è in atto un trend rialzista con i minimi in area 2,3 euro che oramai sembrano essere solo un ricordo. Insomma tutti i numeri dicono che il passaggio al nuovo anno stia portando bene al titolo e che i prezzi stiano finalmente esprimendo il reale valore di Saipem dopo che per tutto il 2025 la quotata aveva dato l’impressione di essere una sorta di eterna attesa dei tori.
Le spiegazioni che vengono date sull’improvviso rally del titolo engineering spaziano dal lato tecnico (c’è palesemente un tentativo di agganciare i 3 euro in atto) a quello più strategico (gli investitori, in questa prima parte del 2026 si stanno orientando sulle azioni più a sconto allentando la presa su quelle che invece lo scorso anno erano cresciute di più.
Entrambi i ragionamenti sono validi e complementari tra loro. Ci potrebbe però essere anche un altro fattore, forse ancora più preponderante, alla base del massiccio ritorno degli acquisti. Uno short squeeze sulle azioni Saipem. I segnali ci sono tutti e in più mai scordare che la quotata è da tempo la più shortata di tutto il Ftse Mib.
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Cosa spinge a pensare che ci sia uno short squeeze sulle azioni Saipem
Dietro alla prestazione negativa che le azioni Saipem hanno messo a segno nel 2025 c’è il peso delle tante posizioni short attive. Forse ai trader troppo focalizzanti su analisi fondamentale e tecnica classica è sfuggito ma il titolo engineering lo scorso anno è stato in assoluto uno dei più shortati di tutta la borsa. Sulle ragioni per cui molti grandi fondi hanno scommesse al ribasso si potrebbe aprire un dibattito infinito. Neppure gli esperti hanno saputo dare una risposta tanto che si è a lungo parlato di “caso Saipem“.
Se il forte ribasso rimediato da Saipem nel 2025 è stato frutto degli short, perchè allora non ipotizzare che l’attuale rally sia dovuto a uno short squeeze?
Passetto indietro per chi ne sa poco sul tema. Letteralmente short squeeze si può tradurre con strizzata delle vendite allo scoperto. L’espressione tradotta potrebbe dire poco ma basta sapere questo: c’è short squeeze nel momento in cui gli short sellers ossia chi aveva per mesi scommesse al ribasso si getta a comprare in modo quasi ossessivo essendo stato costretto a chiudere le posizioni short (o parte di esse) per paura di rimediare altri ribassi.
Nel nostro caso specifico parte di chi ha venduto allo scoperto (causando il ribasso) sta tornando a comprare azioni Saipem. Da qui il rally del titolo.
Consob segnala 9 posizioni short aperte sulle azioni Saipem per un totale dell’11,24% di capitale shortato (in ribasso dal12,6% precedente). Non c’è eguali in questa situazione (il secondo titolo più shortato, Nexi, si “limita! al 6,79% di capitale in short).
In un contesto di riduzione degli short, la regina è Capital Fund Management SA con circa l’1,27% venduto allo scoperto. C’è poi quel Marshall Wace LLP che a gennaio 2026 shorta l’1,1% circa del capitale di Saipem molto lontano dai livelli di anni fa.La riduzione dello short operata da Marshall Wace può essere frutto della necessità di ridurre per evitare perdite maggiori. Quindi un possibile caso di short squeeze. Certi altri fondi speculativi restano sugli stessi livelli di capitale shortato (ad esempio LMR Partners) e quindi il totale si sposta poco ma c’è un qualche segnale di movimento. E potrebbe essercene ancora di più prossimamente visto che, lato tecnico, in ballo ci sono i 3 euro e, lato fondamentale, una raffica di eventi price sensitive.
Azioni Saipem a 3 euro sarebbe vittoria “psicologica”
Venendo alla sessione di oggi, le azioni Saipem si muovono in area 2,94 euro, in fase di consolidamento dopo il rialzo di venerdì. Il rallentamento non intacca però l’impostazione tecnica di fondo, che resta costruttiva: i prezzi si mantengono sopra la media mobile, i volumi rimangono sostenuti e la pressione degli acquisti è ancora evidente. In questo contesto, la presenza di un oscillatore stocastico in ipercomprato è espressione di forza del trend, pur lasciando spazio nel breve a pause o ritracciamenti fisiologici.
Tenendo conto di tutto questo, il livello dei 3 euro assume un valore chiave sia tecnico sia psicologico: una soglia non battuta con continuità da tempo che, se superata con convinzione, potrebbe rafforzare le prospettive anche su un orizzonte di medio periodo. Questo aspetto andrebbe tenuto in considerazione dai trader per definire il loro comportamento.
Dall’analisi tecnica a quella fondamentale: nei prossimi mesi l’attenzione degli operatori sarà rivolta a una serie di appuntamenti potenzialmente rilevanti. Il 24 febbraio 2026 sono attesi gli earnings preliminari 2025, seguiti tra il 27 febbraio e il 7 marzo da un possibile holding period legato al dividendo. Scorrendo poi il calendario il 10 marzo è prevista l’approvazione del bilancio, mentre il 12 maggio si terrà l’assemblea degli azionisti.
Il calendario si chiuderà il 20 maggio 2026 con l’ex-date del dividendo, evento spesso osservato con attenzione anche in ottica tattica di breve periodo.
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