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Crollo azioni Oracle (www.risparmioggi.it)
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Il recente crollo delle azioni Oracle consente di fare un bilancio sulla prestazione di medio e lungo termine del gigante del cloud. L’esito è drammatico: i 138$ della quotazione odierna significano -15% su base mensile, -30% da inizio 2026 e soprattutto -55% in un semestre. Considerando che nel raffronto anno su anno il titolo dei database è grossomodo sugli stessi attuali livelli di prezzo, è da circa un semestre che le cose per Oracle sembrano proprio essersi messe male.

Dentro a questo arco temporale ci sono due market mover pesantissimi: i conti del secondo trimestre e quelli del terzo trimestre. Che non sono neppure andati male, anzi. E allora cosa spiega un tracollo di simile entità? E’ proprio questo ciò che vorrebbero sapere tanti investitori alle prese con il consueto enigma su cosa fare: comprare a prezzi che oggettivamente sono a super-sconto (nessuno può dire il contrario) oppure lasciar perdere perchè le basse quotazioni potrebbero essere solo una trappola per entrare?

La tentazione di sfruttare l’attuale momento per mettere in portafoglio un player campione dell’intelligenza artificiale è ovviamente alta ma è davvero il momento giusto? Gli analisti, a differenza di tante altre situazioni simili, non convergono verso un’unica direzione, anzi ora più che mai c’è una forte divisione.

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Perchè le azioni di Oracle sono crollate?

Le ragioni alla base del crollo delle azioni Oracle non sono semplici da inquadrare. Per una big del settore cloud e database, i perni dell’intelligenza artificiale, ci si attenderebbe una trimestrale tutta sotto al consensus per spiegare un ritracciamento del 55% in appena sei mesi. E invece i conti trimestrali di Oracle sono solidi e questo complica e non poco la ricerca della spiegazione.

Il terzo trimestre fiscale chiuso a marzo 2026 è l’ultimo periodo passato sotto esame. Si è chiuso con ricavi pari a 17,2 miliardi di dollari, in rialzo del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ben oltre le stesse aspettative di Wall Street. Quindi non solo fatturato in miglioramento ma anche capace di battere le previsioni. Eppure Oracle annaspa sul rosso.

Vediamo allora oltre. Gli obblighi contrattuali residui di Orcale si sono attestati a 553 miliardi di dollari contro i 455 miliardi del primo trimestre. Ancora la società, proprio sulla base dei ricavi forti, ha deciso di alzare il target di ricavi per l’anno fiscale 2027 a 90 miliardi di dollari. Sull’esercizio fiscale 2026, invece, il management prevede spese in conto capitale di 50 miliardi di dollari, praticamente il doppio rispetto a un anno fa.

Su questo punto si possono ravvisare le potenziali criticità perchè perchè le forti ambizioni di crescita (ossia più capacità cloud) significheranno grandi sacrifici. Che non saranno neppure i primi visto che a fine 2025 c’era già un bel fardello di debito.

E’ su questo punto, quindi, che è possibile ravvisare il vero motivo del crollo delle azioni Oracle: l’ulteriore debito richiesto per la crescita. Strada inevitabile per via delle sfide del settore ma il punto è che molti investitori potrebbe percepirla come un chiedere troppo. Ecco quindi che torna il tema centrale nella narrativa sulla bolla dell’AI: Oracle sta chiedendo troppo (tramite debito) ponendo aspettative eccessiamente alte?

Il fatto che gli investitori non sappiano dare una risposta a questa domanda è naturale. C’è invece da pensare se anche gli analisti sono divisi.

Azioni Oracle da comprare a sconto?

E’ la prima tesi ed è la tentazione di tanti investitori: sfruttare gli attuali prezzi bassi per comprare azioni Oracle a super-sconto? A sostenere questa strategia sono gli analisti di JP Morgan che, nell’ambito della valutazione dei conti trimestrali di Oracle, hanno dato un vero e proprio assist ai trader: le azioni Oracle sono da sovra-pesare in portafoglio (rating overweight). Le implicazioni di questa valutazione si possono facilmente intuire anche perchè lo stesso target price è stato rivisto a 210 dollari, decisamente sopra le attuali quotazioni. Il titolo, quindi, ha potenziale di upside e questo proprio grazie al recente crollo che lo ha reso acquistabile a sconto.

Alla base dell’ipotesi bullish c’è l’apprezzamento per il portafoglio ordini di Oracle. La banca d’affari Usa ha ricordato che c’è stata una vera e propria esplosione degli ordinativi proprio nell’arco degli ultimi sei mesi (settembre 2025 – marzo 2026): + 22%! Per JP Morgan è tantissimo anche perchè stiamo parlando di un player del segmento AI molto particolare e diverso dal modello-Nvidia.

Il posizionamento di JP Morgan sulle azioni Oracle è condiviso da molti analisti. Stando ai dati aggiornati di MarketScreener su 44 coperture attive sul colosso cloud, ben 28 sono bullish e ad esse poi si aggiungono altre 7 accumulate. Target price medio 246 dollari, con upside potenziale del 70% rispetto ai valori correnti.

Per la maggior parte degli analisti, quindi, il crollo delle azioni Oracle è occasione per comprare a super-sconto. Non per tutti, però.

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Azioni Oracle trappola di valore?

Seconda tesi sulle dinamica dalle parti di Oracle e incubo degli investitori: gli attuali prezzi stracciati del colosso cloud come trappola di valore. Value Trap dicono i trader professionisti per identificare un titolo che apparentemente sembra essere a sconto ma che in realtà potrebbe proseguire la sua discesa. A sostenere che le azioni Oracle siano una trappola di valore sono gli analisti di Melius che di recente hanno tagliato il rating sul titolo a hold suggerendo di mantenere solo in portafoglio. La prospettiva è prudenziale e infatti il target price è grossomodo in linea con le quotazioni correnti. Non ci sono motivi concreti alla base della valutazione tirata ma piuttosto una convinzione: Oracle non presenterà un free cash flow rilevante per molti anni e da qui l’assenza di hype.

La posizione espressa da Melius è comunque nettamente minoritaria. Sempre MarketScreener cita un solo rating sell e 8 valutazioni hold sempre sul totale di 44. Tra l’altro il target price più basso, 155 dollari, implica un potenziale di upside del 12% rispetto alle quotazioni correnti di Oracle.

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