Tra le “storie” della prima settimanale di Borsa Italiana, quel rosso del 2,1% che caratterizza le azioni Fincantieri dà inevitabilmente nell’occhio sia perchè molto più ampio del passivo del Ftse Mib (-1,15% l’indicazione pomeridiana) e sia perchè maturato in un contesto che, teoricamente, dovrebbe essere favorevole al settore difesa.
I mercati azionario europei, infatti, oggi fanno i conti con in segnali negativi che arrivano dal Medio Oriente dove la tregue tra Usa e Iran è tornata ad essere appesa ad un filo. In teoria quindi ci dovrebbe essere un rilancio del rischio geopolitico dopo i segnali più concilianti che arrivano arrivati la scorsa settimana. E allora come spiega il forte rosso che caratterizza le azioni Fincantieri?
Iniziamo con lo sbarazzare il campo da possibili equivoci: vero è che le speranza di pace tra Usa e Iran sono di nuovo appese ad un filo dopo che Washington ha abbordato e sequestrato una nave iraniana nel golfo dell’Oman e che Teheran, in rappresaglia, ha già fatto sapere che non presenzierà al secondo round di colloqui di pace ad Islamabad fino a quando ci sarà il blocco navale Usa, ma questo aggiornamento non ha condizionato il settore difesa. E infatti le azioni Leonardo in primis oggi sono nell’ombra confermando gli stessi livelli di venerdì. Figuriamoci Fincantieri che non ha il core incentrato sulla difesa! Non è questo quindi l’ambito a cui guardare per inquadrare il forte rosso della quotata della cantieristica.
Per le azioni Fincantieri ritorno ai livelli di inizio aprile 2026
Il grafico sull’andamento del titolo Fincantieri offre subito alcuni spunti che vanno al di là dello stesso ribasso di oggi. Tanto per iniziare la quotata, quando manca circa un’ora al termine della sessione di borsa, scambia praticamente sui minimi intraday a quota 13,43 euro. Il rischio che ci possa essere una chiusura su questi livelli è alto. Se così dovesse effettivamente poi essere, per Fincantieri si tratterebbe della seduta sui livelli più bassi dallo scorso 2 aprile. La giornata di oggi quindi come fase di realizzo sul titolo guidato dal CEO Folgiero. Non si tratterebbe comunque si una situazione da alert anche perchè, nonostante proprio il calo di oggi, la quotata della cantieristica resta apprezzata del 6% su base mensile.
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A proposito di prestazioni, spicca invece un rosso del 23,9% da inizio anno che è comunque frutto soprattutto del rally registrato invece nel 2025 e i cui segni si vedono ancora nella performance annuale (positiva per il 30%).
Siamo quindi dinanzi a movimenti di tipo tecnico in un contesto che resta comunque costruttivo grazie anche al supporto di fattori fondamentali a partire dalla commessa da oltre 2 miliardi che lo scorso week end Fincantieri si è aggiudicata per Princess Cruises.
I dettagli della commessa Princess Cruises di Fincantieri
L’ufficializzazione dell’ordine, avvenuta nella cornice del Seatrade Cruise Global di Miami, prevede la costruzione di tre unità di classe “Voyager” destinate al cantiere di Monfalcone. Sotto il profilo tecnico, le navi si posizionano nella fascia alta del segmento large cruise: circa 183.000 tonnellate di stazza lorda e una capacità di ospitare 4.700 passeggeri.
Elemento centrale dell’ordine è la propulsione a Gas Naturale Liquefatto (LNG). Si tratta di una scelta tecnologica che non è solo una risposta ai requisiti normativi ambientali, ma che soprattutto conferma la leadership di Fincantieri nella gestione di sistemi propulsivi complessi in grado di tagliare drasticamente le emissioni di gas serra. La partnership con Princess Cruises è ormai storica, con 21 navi realizzate in 35 anni, e le nuove unità seguiranno il solco tracciato dalle recenti Sun Princess (2024) e Star Princess (2025).
Dal punto di vista finanziario, Fincantieri classifica l’accordo come “molto importante“, termine tecnico che nel codice comunicativo del gruppo identifica ordini superiori ai 2 miliardi di euro. Tuttavia, analisi di settore basate sulla stazza e sulla complessità delle unità Voyager suggeriscono che il valore complessivo dell’operazione possa avvicinarsi ai 5,5 miliardi di euro.
Le consegne, programmate per il 2035, 2038 e 2039, garantiscono una visibilità del carico di lavoro senza precedenti, estendendo l’orizzonte operativo ben oltre i target del Piano Industriale 2026-2030.
Ci si poteva attendere più spinta per le azioni Fincantieri?
Nonostante la magnitudo della commessa, il titolo Fincantieri non ha innescato un rally proporzionale a quella che si può considerare come l’entità potenziale dell’annuncio. Una sorta di effetto ovattato che possiamo provare a spiegare con due considerazioni.
Il “superciclo delle crociere” è oramai un dato di fatto con il mercato che ha ampiamente metabolizzato il ritorno alla redditività strutturale del comparto cruise. In una recente intervista il CEO Folgiero ha confermato che il settore vive appunto “superciclo” con domanda molto resiliente nonostante l’avverso contesto geopolitico. Già qui si può pensare che il carattere price sensitive della notizia non sia più l’acquisizione dell’ordine (ritenuta probabile data la partnership storica), quanto la marginalità che esso genererà.
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C’è poi da dire che l’attuale equity story di Fincantieri è duale. Come evidenziato da Intermonte, se il civile garantisce stabilità e volumi, il vero moltiplicatore dei multipli di borsa è atteso dal comparto difesa, definito dallo stesso vertice del gruppo di Monfalcone come il business “più pregiato“.
Il cruise, per quanto imponente nei volumi, è un business a minore intensità di margine rispetto alle fregate o ai sottomarini di nuova generazione. Di conseguenza viene da pensare che finché non si vedranno accelerazioni decise sul fronte della difesa, il mercato tenderà a mantenere un approccio prudente sulla valutazione complessiva anche perchè il titolo è cresciuto già tanto lo scorso anno.
Quindi la commessa Princess Cruises consolida si le fondamenta industriali di Fincantieri, eliminando le incertezze sulla saturazione dei cantieri nel prossimo decennio, tuttavia, per vedere una “spinta” significativa sulle quotazioni di breve termine di Fincantieri, il mercato attende soprattutto novità sulle conversioni degli ordini della difesa.
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