grafico a candele
Target price azioni Enel (www.risparmioggi.it)

E’ stato un inizio d’anno spumeggiante per le azioni Enel che hanno fin qui messo in cassaforte quasi 5 punti percentuali tondi. Il titolo del colosso dell’elettricità passa di mano a 9,27 euro, grosso modo sugli stessi livelli di ieri. Un anno fa come adesso per comprare una singola azione Enel servivano appena 7 euro. In 52 settimane c’è stato quindi un apprezzamento di 2,27 euro pari al 32,6%. Niente male se si considera che non stiamo parlando di una banca o di una quotata del settore difesa ma di un’utility. Sicuramente ad ampia market cap e da sempre molto amata dagli investitori italiani (le azioni Enel sono le più presenti nei portafogli di investimento) ma pur sempre una società fornitrice di servizi di pubblica utilità che non ha nel suo DNA grandi oscillazioni di prezzo privilegiando la stabilità.

Ad ogni modo, utility o no, quel rally di oltre il 32% in un anno porta con sé un’altra faccia della medaglia: il possibile ritracciamento. Alcuni investitori iniziano a sospettare che le azioni Enel siano diventate troppo care privilegiando un approccio prudente. Ma è davvero giustificato questo timore oppure la quotata ha le carte in regola per proseguire il suo rialzo? Secondo gli analisti di Goldman Sachs non è ancora tempo di cambiare approccio sulle azioni Enel. La prospettiva sul colosso energetico resta bullish. Non solo ma l’asticella sale e quindi aumenta anche il potenziale di upside.

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Azioni Enel sempre da comprare secondo Goldman Sachs

La banca d’affari Usa Goldman Sachs non ha dubbi: le azioni Enel erano e restano da comprare. Rating buy ribadito quindi ma soprattutto il target price che sale dai precedenti 10 euro a 11 euro. Un rialzo di appena il 10% che però implica una ulteriore crescita del titolo rispetto ai valori attuali. C’è quindi potenziale di upside e il trend al rialzo può proseguire, è questo il messaggio che è arrivato da Goldman Sachs.

Troppa fiducia dagli esperti americani? Forse si perchè se si guarda alle medie, il rating che scaturisce dalle 22 coperture in essere (dati di MarketScreener) è accumulate e questo perchè ci sono si 6 buy ma a prevalere sono gli 11 hold (mantenere). Per un analista le azioni Enel sono addirittura da vendere (rating sell). Il fatto che il consensus sulle azioni Enel sia più freddo rispetto alla posizione di GS è testimoniato anche dal target price medio che è inferiore rispetto ai prezzi correnti del titolo (quindi non c’è upside).

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Previsioni esercizio 2025 di Enel in primo piano

Fin qui abbiamo parlato della posizione degli analisti ma c’è anche l’analisi fondamentale da considerare. Proprio a gennaio ci sarà lo stacco dell’acconto sul dividendo Enel 2026 relativo all’esercizio 2025. La cedola è stata fissata a 0,23 euro e ai prezzi attuali garantisce un rendimento del 2,48% lordo. In vista dell’appuntamento in calendario per lunedì 19 gennaio, a tenere banco sono però le attese sull’esercizio 2025. I conti saranno ufficializzati il prossimo 19 marzo ma proprio nel periodo di Natale il colosso dell’elettricità ha reso note le stime del consensus. Focus allora sulle previsioni.

In base alle indicazioni di 25 tra banche d’affari e broker, Enel dovrebbe aver chiuso il 2025 con un utile netto ordinario pari a circa 6,9 miliardi di euro. Questo valore è la media tra le 25 stime dove la migliore è collocata a 7,13 miliardi e la peggiore a 6,58 miliardi. Alla luce di questo parametro, l’EPS dovrebbe attestarsi a 0,68 euro (previsione migliore 0,71 euro e previsione peggiore 0,64 euro). Ancora il margine operativo lordo viene visto 22,97 miliardi di euro (range tra 22,57 miliardi e 23,36 miliardi) e l’indebitamento netto a quota 57,39 miliardi (con un intervallo di previsione tra un minimo di 55,33 miliardi a un massimo di 60,58 miliardi).

Nuovi obbligazioni ibride Enel collocate sul mercato

Intanto la società propri oggi ha annunciato di essere tornata sul mercato dei capitali collocando con successo due nuove obbligazioni subordinate ibride perpetue per un controvalore complessivo di 2 miliardi di euro. L’emissione, riservata a investitori istituzionali, ha registrato un interesse particolarmente elevato, con ordini superiori a sette volte l’offerta e richieste complessive nell’ordine dei 14 miliardi di euro.

L’operazione si è articolata in due tranche distinte, entrambe non convertibili, prive di scadenza prefissata ed esigibili esclusivamente in caso di liquidazione o scioglimento dell’emittente, in linea con le caratteristiche tipiche degli strumenti ibridi subordinati.

La prima serie, pari a 1,25 miliardi di euro, prevede una cedola fissa annua del 4,125% fino alla prima data di reset fissata al 14 gennaio 2032. In assenza di rimborso anticipato, il tasso verrà successivamente indicizzato all’Euro Mid Swap a cinque anni, maggiorato di uno spread iniziale di 165,8 punti base, con step-up progressivi di 25 punti base dal 2037 e di ulteriori 75 punti base dal 2052. Il prezzo di emissione è stato pari al 99,35%, con un rendimento effettivo alla prima reset date del 4,25% annuo.

La seconda tranche, del valore di 750 milioni di euro, offre una cedola fissa del 4,5% fino alla prima data di revisione del tasso, prevista il 14 gennaio 2035. Successivamente, il rendimento sarà ancorato all’Euro Mid Swap quinquennale più un margine iniziale di 182,1 punti base, destinato ad aumentare di 25 punti base dal 2040 e di ulteriori 75 punti base dal 2055. Il prezzo di collocamento è stato fissato al 99,096%, con un rendimento effettivo alla prima reset date del 4,625%.

Il regolamento dei titoli è atteso per il 14 gennaio 2026. L’operazione ha di fatto rafforzato la struttura patrimoniale del gruppo confermando la capacità di Enel di accedere a condizioni di mercato favorevoli grazie alla solida fiducia degli investitori istituzionali.

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