aereo Boeing in volo
Situazione piatta per le azioni Boeing a Wall Street - RisparmiOggi.it
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Gli ingredienti per una “storia” di rimbalzo in borsa c’erano tutti: il più classico dei potenziali driver (un maxi contratto) e una forte intonazione del premarket. Peccato che, stando almeno a quello che si vede nelle prime ore di scambi a Wall Street, per adesso le azioni Boeing sembrano quasi disinteressarsi alla maxi commessa da 20 miliardi di dollari siglata con la Marina Usa. A dirlo è il grafico: il titolo, dopo il balzo di circa il 3% registrato nel pre-market, si è praticamente riportato in area 187-188 dollari, con una variazione giornaliera prossima alla parità. E così restano pressocchè inalterate sia la performance a un mese (negativa per il 10%) e sia quella da inizio anno (rossa per il 17%).

Insomma per ora l’assist non sembra essere sufficiente a cambiare il trend: niente rimbalzo per le azioni Boeing. E qui viene quasi da pensare che nonostante l’oggettivo forte peso del maxi-accordo, gli investitori stiano continuando a concentrare la loro attenzione sulle nuove difficoltà legate al programma 737 MAX che, nei giorni scorsi, sono state alle base del sell sulle azioni BA.

Per Boeing contratto da 20 miliardi di dollari: tutti i dettagli

La notizia che ha inizialmente spinto le azioni Boeing nel pre-market riguarda l’assegnazione di un contratto di valore superiore a 20 miliardi di dollari per lo sviluppo del nuovo caccia F/A-XX destinato alla Marina degli Stati Uniti.

Boeing ha superato nella fase finale la concorrente Northrop Grumman, aggiudicandosi la fase di sviluppo su larga scala del programma. La commessa prevede anche la realizzazione di diversi velivoli sperimentali, che saranno utilizzati per test a terra e in volo e per verificare l’integrazione dei sistemi e degli armamenti.

L’F/A-XX rientra nel programma Next Generation Air Dominance e rappresenta un progetto di lungo periodo per la Marina Usa. Dal 2030 il nuovo caccia dovrebbe iniziare a sostituire gli F/A-18E/F Super Hornet e gli EA-18G Growler, entrambi prodotti da Boeing, affiancando gli F-35C.

Per Boeing si tratta inoltre del secondo programma di caccia di sesta generazione assegnato dal governo statunitense. Il precedente riguarda il programma F-47, affidato lo scorso anno dall’Aeronautica Militare americana. Il nuovo F/A-XX sarà basato su un’architettura open mission systems, con sistemi mission-critical avanzati, maggiore autonomia operativa e capacità più elevate rispetto agli attuali velivoli.

Steve Parker, Presidente e CEO di Boeing Defense, ha sottolineato che il nuovo caccia è progettato per operare nello spazio aereo conteso, estendere la portata delle forze statunitensi e garantire un vantaggio operativo nelle situazioni di combattimento.

Quindi, senza dilungarci più di tanto con gli aspetti tecnici, abbiamo a che fare non solo una commessa di dimensioni molto rilevanti ma anche con il consolidamento della posizione della divisione Defense di Boeing all’interno dei programmi militari statunitensi di nuova generazione (con conseguente attività prolungata).

Quale è la situazione tecnica delle azioni Boeing

Come abbiamo accennato nell’introduzione, nonostante il potenziale implicito del nuovo contratto militare, le azioni Boeing sembrano essere del tutto indifferenti.

Le quotazioni in area 187-188 dollari si trovano infatti appena sopra il minimo del 2026 in area 184 dollari. Inevitabile che questo livello continui ad essere il principale riferimento tecnico sul lato ribassista: una sua violazione riporterebbe il titolo su nuovi minimi dell’anno e confermerebbe la persistenza della pressione sulle quotazioni. Per ottenere un primo segnale di allentamento della fase negativa, sarebbe necessario un ritorno delle azioni Boeing sopra i 204,07 dollari, massimo registrato la scorsa settimana.

La distanza tra questi due livelli fotografa bene la situazione attuale: da una parte 184 come supporto da difendere, dall’altra 204,07 dollari come prima soglia da recuperare per dare maggiore consistenza a un eventuale rimbalzo. In mezzo un catalizzatore pesantissimo, come è il contratto da 20 miliardi di dollari, che per adesso non si è trasformato in un’occasione di rimbalzo per le azioni Boeing. Non è detto che non possa diventarlo nelle prossime sedute.

UBS vede le azioni Boeing fino 275 dollari

A dispetto dell’assenza di rimbalzo delle azioni Boeing dinanzi a un driver così potente, UBS ha ribadito la sua view costruttiva. La banca ha infatti confermato sulle la raccomandazione buy e un target price di 275 dollari.

Scrivono gli analisti che il nuovo programma F/A-XX rappresenta un ulteriore tassello positivo perché aggiunge una commessa di lunga durata al portafoglio ordini di Boeing, già esteso per quasi un decennio. Per trasformare questo potenziale in una ripresa delle azioni, resta però fondamentale la capacità del gruppo americano di aumentare la produzione degli aerei commerciali e il flusso di cassa generato per ciascun velivolo.

Detto questo e allargando l’orizzonte, UBS ritiene che proprio con il recente crollo delle quotazioni ai minimi annui, Boeing abbia già scontato una parte consistente delle difficoltà di settore e domestiche. Nonostante ciò, però, il mercato continua attribuire un valore troppo basso alla futura capacità di Boeing di generare cassa. E qui la discrepanza rispetto al consensus è enorme: mentre UBS vede 20 miliardi di dollari di free cash flow entro il 2030, il mercato sta incorporando nella valutazione di Boeing appena 7,7 miliardi di dollari di free cash flow. Una differenza abissale. Da qui il grande peso che proprio il contratto con la Marina Usa potrebbe avere come assist di rilancio.

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