trader disperato e borsa in crollo
Crollo azioni BFF Bank (www.risparmioggi.it)

L’incubo in cui sono sprofondate le azioni BFF Bank nella prima seduta della settimana è tutto in due numeri: 44 come la percentuale di ribasso rimediata dal titolo ma fine giornata e 21 milioni come i pezzi passati di mano nel corso della seduta. La situazione del day after è profondamente condizionata da questi numeri: non solo c’è un titolo che è sprofondato passando dagli 8,06 euro della chiusura di venerdì agli appena 4,5 euro di ieri ma soprattutto ci sono investitori che hanno fatto a gara per vendere le azioni BFF Bank in loro possesso.

Insomma è sell-off, è panic-selling, è fuga dal titolo, lo si chiami come vuole ma la sostanza non cambia. Inutile stare qui a fare i conti in tasca all’andamento delle azioni BFF Bank nel medio e lungo termine perchè è chiaro che il tracollo rimediato ieri condiziona la prestazione a un mese e quella a un anno del titolo.

La vera domanda è cosa fare adesso. Quando una quotata va a picco c’è sempre la tentazione di fruttare il momento e comprare a prezzi stracciati. Non c’è però automatismo tra sell-off e immediato rimbalzo, figuriamoci tra crollo e recupero nel lungo termine. Nel caso della vicenda di BFF Bank la risposta sul cosa fare in borsa dopo il crollo è insita nelle stesse ragioni del sell-off. E’ quindi da lì che è necessario partire.

XTB

  • ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali*
  • ✅ A partire da 10€
  • ✅ Interessi sui fondi non investiti
  • ✅ Cashback 1% su ewallet PRO
*Fino a 100.000€ di volume al mese poi 0,2% - 71% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore

Crollo azioni BFF Bank: quali sono state le ragioni del lunedì nero

Il lunedì nero di BFF Bank non è stato causato da un singolo dato negativo, bensì da una sovrapposizione di revisioni, prudenza contabile e cambiamenti di governance, che hanno innescato una rapida rivalutazione del rischio da parte degli investitori.

E’ stato come se, all’improvviso, il profilo di rischio della banca sia salito in modo brusco.

L’elemento scatenante del panic selling è stato l’annuncio di accantonamenti straordinari per circa 95 milioni di euro pre-tasse nel 2025, legati a un9operazione di derisking del portafoglio di factoring in vista di una potenziale cartolarizzazione. La revisione interna del portafoglio crediti, concentrato in larga parte su esposizioni verso la Pubblica Amministrazione, ha portato il management a intervenire in modo prudenziale per migliorare la prevedibilità della redditività futura e ridurre la non-performing exposure.

Dal punto di vista del mercato, la natura one-off dell’impatto economico non è bastata a contenere le vendite. Gli investitori hanno infatti reagito soprattutto al segnale implicito: la necessità di un intervento straordinario ha sollevato interrogativi sulla qualità del portafoglio crediti e sulla visibilità degli incassi, due elementi centrali nel modello di business di BFF Bank.

A questo si è aggiunto il restatement atteso del bilancio 2024, elemento che, in ambito bancario, tende storicamente a generare diffidenza, anche quando non comporta una revisione radicale dei fondamentali. La percezione di una discontinuità contabile ha contribuito ad aumentare la volatilità sul titolo.

Un ulteriore fattore di pressione è arrivato dalla revisione al ribasso dei target finanziari 2026. Il management ha approvato un budget più conservativo, basato su una crescita più moderata del portafoglio crediti e su ipotesi prudenti circa la performance degli incassi. In particolare, la stima di utile netto rettificato per il 2026 è stata ridotta da circa 240 milioni di euro a 160 milioni, con un conseguente taglio delle previsioni di utile per azione da 1,3 euro a 0,8 euro.

Sul fronte dei numeri 2025, BFF Bank ha indicato un utile netto rettificato di circa 150 milioni di euro (+5% anno su anno) e un ROE rettificato intorno al 23%, ma anche un utile netto contabile di circa 70 milioni, penalizzato dagli accantonamenti straordinari. Il CET1 ratio fully capitalised è atteso al 13,2%, livello considerato adeguato ma non tale da neutralizzare le preoccupazioni nel breve termine.

A complicare ulteriormente un quadro già difficile è poi intervenuto il cambio al vertice. L’uscita di scena dell’amministratore delegato di lungo corso, Massimiliano Belingheri, figura centrale nella storia recente dell’istituto, ha rappresentato un passaggio delicato. Il passaggio di consegne a Giuseppe Sica, già Cfo e nominato direttore generale con pieni poteri, è stato letto dal mercato non come una semplice continuità gestionale, ma come un potenziale segnale di ripensamento strategico interno.

Freedom24

  • ✅ Azioni gratis con codice WELCOME
  • ✅ Holding quotata al NASDAQ
  • ✅ Nessun deposito minimo richiesto
  • ✅ View con rendimento medio 16%
  • ✅ Assistenza clienti in italiano
Investire comporta un rischio di perdita

Cosa fare con le azioni BFF Bank in borsa dopo il crollo

Dopo un crollo di questa portata, il dibattito sul titolo BFF Bank si sposta inevitabilmente dalle cause alle possibili traiettorie future, senza che ciò implichi indicazioni operative o raccomandazioni.

Da un lato, alcuni modelli di valutazione indipendenti hanno evidenziato che, ai prezzi successivi al ribasso, il titolo incorpora già ipotesi molto conservative in termini di crescita e redditività. I multipli risultano compressi rispetto alle medie storiche e il profilo reddituale rettificato, al netto degli effetti one-off, rimane teoricamente elevato.

Dall’altro lato, il mercato continua a prezzare un alto livello di incertezza sugli effetti strutturali delle azioni di derisking. Il nodo centrale resta la tempistica e la prevedibilità degli incassi verso la Pubblica Amministrazione, elemento che incide direttamente sulla generazione di cassa e sulla qualità degli utili. Un aspetto da considerare è la presenza di circa 53 milioni di euro di ricavi attualmente fuori bilancio, legati a sentenze definitive favorevoli su esposizioni creditizie verso il settore pubblico, che verranno contabilizzati solo al momento dell’incasso. Si tratta di un elemento che rappresenta un potenziale fattore di supporto ai conti futuri, ma resta subordinato a dinamiche operative difficili da stimare con precisione.

In prospettiva, il mercato appare orientato ad attendere maggiore visibilità strategica. BFF Bank ha indicato che ulteriori dettagli sul nuovo piano strategico saranno forniti nella seconda metà del 2026. Fino ad allora, la valutazione del titolo rimane fortemente dipendente da aspettative e scenari, più che da certezze operative. Quindi volatilità con facile rischio di intrusione della speculazione.

Seguici su Telegram! Iscriviti qui

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.