trader che pensa e grafico al ribasso (AI)
Crollo azioni Amplifon (www.risparmioggi.it)

Dopo il sussulto registrato nella seduta di borsa di ieri, per le azioni Amplifon è subito arrivato il momento della resa dei conti. Il colosso degli apparecchi acustici da questa mattina è massacrato dalle vendite tanto da cedere oltre il 4% a metà pomeriggio. Le azioni passano di mano a 13,43 euro dopo aver toccato un minimo intraday a 13,3 euro. Ieri scambiavano a oltre 14,3 euro. A causa del tracollo di oggi, ecco che il 2026 delle azioni Amplifon già si colora di rosso (-2,6% il dato di performance) cancellando il leggero verde presente fino a 24 ore fa.

Il trend è già allineato a quello del 2025, l’anno orribile che ha visto Amplifon non solo cedere il 45% ma soprattutto indossare la poco inviata maglia nera del Ftse Mib. Le azioni Amplifon sono state le peggiori di tutto l’indice di riferimento di Borsa Italiana. La pioggia di realizzi e il conseguente crollo dei prezzi in atto oggi non fanno altro che riportare in vita le mai assopite preoccupazioni.

Due le questioni su cui gli investitori dovrebbero interrogarsi dinanzi al situazione odierna. Primo: ci sono motivi specifici alla base del crollo delle azioni Amplifon? Secondo: cosa pensano gli analisti di questo titolo.

Andiamo con ordine.

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Perchè le azioni Amplifon stanno crollando in borsa

Apparentemente non ci sono motivi specifici alla base del crollo delle azioni Amplifon. Lato analisi fondamentale non sembrano quindi esserci notizie price sensitive ad impatto negativo. Il titolo non ha subito aggiornamenti nelle valutazioni degli analisti e né tantomeno è stato interessato da news sensibili.

In questo contesto, l’impressione è che la netta tendenza a vendere in atto nella penultima seduta della settimana sia più che altro frutto di movimenti tecnici. Ieri i prezzi erano saliti a oltre 14,3 euro (per poi chiudere a 14 euro), oggi subito le prese di profitto. Morale: nonostante il titolo sia decisamente sotto-prezzo, gli investitori sembrano avere timore ad entrare e restare. Da qui le vendite in atto.

Più in generale, ma questo non è un discorso che vale limitatamente ad oggi ma è più di medio termine, Amplifon crolla e non riesce a ridecollare perchè le aspettative di crescita così come riportate dalla società, continuano ad essere contenute mentre la concorrenza nel settore rappresenta una fonte di preoccupazione per i profitti futuri. Insomma, fermo restando che le oscillazioni a breve termine non per forza rappresentando una tendenza a lungo termine, l’umore del mercato sul titolo degli apparecchi acustici non sembra cambiare.

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Le azioni Amplifon sono state le peggiori di tutto il Ftse Mib nel 2025

Il 2025 è stato un anno pesantissimo per le azioni Amplifon. Il titolo ha chiuso a 13,78 euro contro gli oltre 25 euro di inizio anno. Come si può notare dal grafico, a partire dalla fine di luglio, le vendite sulla quotata sono state una sorta di costante. Ci sono stati i classici rimbalzi tecnici ma non c’è mai stato davvero un cambio di trend. I conti 2024 sotto le attese e soprattutto il taglio della guidance per l’esercizio 2025 hanno fomentato i sell degli investitori.

Proprio le previsioni sull’esercizio in corso sono il grande fardello che la società si è trascinata nel nuovo anno. Stando al consensus diffuso dalla quotata all’indomani della pubblicazione dei conti dei primi nove mesi dell’esercizio, il 2025 dovrebbe chiudersi con ricavi pari a 2,41 miliardi di euro (praticamente lo stesso livello del 2024), un margine operativo lordo adjusted a 549,9 milioni di euro e un utile per azione adjusted a quota 0,72 euro in ribasso dagli 0,869 euro che erano stati contabilizzati nel 2024.

Le previsioni 2026 e il parere degli analisti

Per il 2026, il consensus degli analisti che seguono Amplifon vede i ricavi in recupero in area 2,52 miliardi di euro, l’ebitda adjusted  in rialzo a 590 milioni di euro e un EPS adjusted a quota 0,84 euro. Tutti parametri i miglioramento rispetto alle indicazioni sul 2025 (c’è chi, come Barclays, è ancora più ottimista fissato l’EPS adj a 0,85 euro). Nonostante questo ottimismo, però, restano i timori sulla debolezza della domanda. Non solo ma è anche probabile, come evidenziato dagli analisti inglesi, che possano essere proprio essi a dare il ritmo al sentiment sul titolo.

Sul titolo, stando ai dati di MarketScreener dell’8 gennaio 2026, sono attive 15 coperture (15 secondo le informazioni sul sito della società) con ben 10 rating hold. La netta maggioranza degli analisti consiglia quindi di mantenere il titolo in portafoglio. Prudenza, quindi. Interessante il target price medio che è pari a 17,2 euro decisamente sopra i prezzi correnti. Un certo potenziale di upside, quindi, è presente.

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