BTP in asta
Asta BTP 10 aprile 2026 (www.risparmioggi.it)
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Venerdì 10 aprile 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze collocherà tre BTP, tra cui spicca di diritto il nuovo benchmark a 7 anni, già previsto nel piano trimestrale di emissioni aprile–giugno 2026. Il Tesoro, quindi, si gioca subito la carta del nuovo titolo e lo fa in un contesto generale profondamente condizionato dall’instabilità causata dalla crisi in Medio Oriente. L’asta del 10 aprile punta ad una raccolta complessiva che può arrivare fino a 8 miliardi di euro con articolazione del funding lungo diverse scadenze che spaziano dal più breve dei medio e lungo termine (il triennale) ad uno dei più lunghi (il quindicennale).

Vediamo allora quali sono le caratteristiche dei tre BTP che inaugureranno l’appuntamento di aprile con i titoli di stato.

BTP marzo 2029

Il primo titolo in asta il 10 aprile è il BTP con scadenza 15 marzo 2029 (ISIN IT0005689960), giunto alla settima tranche. Si tratta di uno strumento a duration contenuta, che si inserisce in una logica di gestione più prudente del rischio tasso. La cedola annua lorda è fissata al 2,40%, con pagamento semestrale e prossima distribuzione prevista il 15 settembre 2026.

Dal punto di vista quantitativo, l’emissione prevede un ammontare compreso tra 2 e 2,5 miliardi di euro, cui si aggiunge una possibile asta supplementare fino a 500 milioni. Il regolamento delle sottoscrizioni è fissato al 15 aprile 2026. Volatilità contenuta e buona visibilità sui flussi cedolari sono i soliti punti di forza della scadenza a 3 anni.

Il BTP a 3 anni, rappresenta il tratto breve della curva italiana e viene usato soprattutto come funzione strategica. Una sorta di strumento di parcheggio della liquidità evoluto, con rendimento reale competitivo rispetto a molte alternative monetarie. L’atteso rialzo dei rendimenti per effetto delle maggiori aspettative di inflazione innescate dalla guerra potrebbe incrementarne l’appeal.

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Nuovo BTP giugno 2033 al debutto

Il vero focus dell’asta del 10 aprile è rappresentato dal nuovo BTP a 7 anni con scadenza 15 giugno 2033, alla prima tranche e con ISIN da assegnare. Sarà proprio questo nuovo settennale ad andarsi a configurare come il nuovo riferimento sulla parte intermedia della curva, un segmento particolarmente amato dagli investitori per il bilanciamento tra rendimento e rischio.

Tornando alle specifiche del titolo in emissione, la cedola annua lorda è fissata al 3,30%. L’emissione sarà effettuata il 15 aprile 2026, con prima cedola già il 15 giugno 2026 che sarà di conseguenza corta e pari allo 0,553022% (calcolo effettuato su un periodo di 61 giorni). Le cedole successive seguiranno il calendario standard semestrale (giugno e dicembre), garantendo regolarità nei flussi di cassa.

Per questa prima emissione del nuovo BTP a 7 anni il Tesoro prevede di raccogliere tra 3 e 3,75 miliardi di euro, con una quota supplementare fino a 1,125 miliardi.

Come per sua natura il BTP a 7 anni è punto di equilibrio quasi unico nel panorama del medio e lungo termine: maggiore rendimento rispetto al breve termine, ma con un’esposizione al rischio tasso più contenuta rispetto alle lunghe scadenze.

BTP ottobre 2041

Completa il quadro dell’asta di venerdì, il BTP con scadenza 1° ottobre 2041 (ISIN IT0005694630), proposto nella seconda tranche. Classico titolo long duration, offre una cedola annua lorda del 3,95%, livello interessante per gli investitori alla ricerca di rendimento stabile su orizzonti temporali estesi.

L’emissione, originariamente collocata il 10 febbraio 2026, torna ora sul mercato con un’offerta compresa tra 1,25 e 1,75 miliardi di euro, oltre a un’asta supplementare fino a 350 milioni. La prossima cedola sarà pagata il 1° ottobre 2026 secondo il classico schema semestrale.

Il target del 15 anni è notoriamente più sofisticato: investitori disposti ad assumere maggiore volatilità di prezzo in cambio di un flusso cedolare superiore. Infatti, la lunga duration implica una sensibilità più elevata ai movimenti dei tassi, ma allo stesso tempo consente di bloccare rendimenti interessanti nel lungo periodo.

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Calendario dell’asta BTP del 10 aprile e modalità di partecipazione

Dal punto di vista operativo, il termine per la prenotazione degli ordini è fissato al 9 aprile 2026. La partecipazione avviene tramite i consueti canali: sportelli bancari, uffici postali oppure piattaforme di home banking abilitate al trading. Il giorno dell’asta, il Tesoro raccoglie le richieste degli operatori specializzati, determinando poi il prezzo di aggiudicazione.

Il regolamento delle sottoscrizioni è previsto per il 15 aprile 2026, data in cui avviene il regolamento finanziario e l’effettiva assegnazione dei titoli. I risparmiatori retail partecipano indirettamente all’asta, attraverso intermediari autorizzati, beneficiando comunque delle condizioni di mercato espresse in collocamento.

Inserire BTP in portafoglio richiede una valutazione attenta delle scadenze. Mantenere il titolo fino a maturity consente di eliminare il rischio prezzo, garantendo il rimborso del valore nominale, mentre vendere BTP prima della scadenza espone sempre alle oscillazioni di mercato. C’è poi il solito vantaggio fiscale: i rendimenti dei titoli di Stato sono tassati al 12,5%, livello che migliora il rendimento netto rispetto ad altri strumenti finanziari.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.