grafici analisi tecnica e Eli Lilly (AI)
Le azioni Eli Lilly festeggiano la trimestrale - RisparmiOggi.it
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Un’altra trimestrale sopra le attese e una nuova revisione al rialzo delle previsioni sui ricavi. Le azioni Eli Lilly hanno trovato nei risultati del terzo trimestre 2026 la spinta per aggiornare i massimi storici a Wall Street arrivando a toccare quota 1.373 dollari dopo un rialzo del 6,6% nella seduta di ieri. Grazie alla nuova fiammata la progressione registrata dal gruppo pharma nell’ultimo mese ha raggiunto così il 19%, mentre nell’arco degli ultimi dodici mesi il guadagno è oramai pari ad oltre il 60%?

Dinanzi a questa situazione inevitabile che i trader si interroghino sui potenziali spazi di ulteriore apprezzamento. Il titolo azionario Eli Lilly è troppo caro o può salire ancora? Per rispondere a questa domanda è necessario andare a monte e chiarire, anzitutto, perchè la quotata è salita fino ai massimi storici. Certo ci sono i conti come abbiamo già accennato e come vedremo meglio tra poco ma a fare da volano sono soprattutto le vendite dei due farmaci di punta contro diabete e obesità, Mounjaro e Zepbound, che hanno superato le previsioni degli analisti e permesso al gruppo farmaceutico di alzare per la terza volta consecutiva la guidance 2026. Sullo sfondo ci sono poi prospettive di crescita del mercato dei farmaci anti-obesità, un segmento nel quale Eli Lilly continua a rafforzare la propria posizione.

E allora vediamo cosa dice la trimestrale di Eli Lilly, quali sono le valutazioni degli analisti e cosa emerge dall’analisi tecnica dopo il nuovo massimo storico.

Trimestrale Eli Lilly: ricavi stracciano attese analisti

I risultati del terzo trimestre 2026 di Eli Lilly hanno evidenziato una crescita superiore alle aspettative La quotata ha registrato ricavi per 24,4 miliardi di dollari, in aumento del 39% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e ben oltre i circa 22,6 miliardi attesi dagli analisti.

A trainare il fatturato sono stati soprattutto i volumi, cresciuti del 53%. Un’espansione che ha più che compensato la riduzione del 15% dei prezzi medi realizzati, segnale di come la società stia riuscendo ad ampliare la propria base di pazienti anche in presenza di pressioni commerciali e politiche sui prezzi dei farmaci.

Sul fronte della redditività, l’utile per azione rettificato si è attestato a 7,48 dollari, contro i 6,26 dollari stimati dal consenso LSEG, con un incremento del 7% su base annua. Il dato è stato raggiunto nonostante oneri per 4,57 dollari per azione relativi alla ricerca e sviluppo acquisita attraverso le operazioni AtaiBeckley e Curevo.

L’utile netto contabile è invece cresciuto del 16%, arrivando a 6,45 miliardi di dollari, equivalenti a 7,22 dollari per azione. Va considerato che il trimestre ha beneficiato anche di circa 900 milioni di dollari di componenti non ricorrenti. Tra queste figurano 410 milioni di milestone legate a Jardiance, le ultime previste, oltre ad aggiustamenti favorevoli nelle stime relative a sconti e rimborsi.

Perno della trimestrale è comunque la capacità di Eli Lilly di trasformare la domanda dei suoi medicinali in una crescita del fatturato superiore alle previsioni.

Mounjaro e Zepbound oltre le attese: quanto hanno fatturato

Come abbiamo già anticipato nell’introduzione vero motore della trimestrale è rappresentato ancora una volta dai farmaci basati sulla tirzepatide. Entrambi hanno superato le stime degli analisti, confermando la forza commerciale della piattaforma sviluppata da Eli Lilly.

Mounjaro ha generato ricavi per 10,72 miliardi di dollari, con una crescita del 65% rispetto al terzo trimestre 2025. Il risultato ha superato i 10,04 miliardi previsti dagli analisti. Ancora più significativo il contributo di Zepbound, il trattamento destinato alla gestione dell’obesità, che ha registrato vendite per 5,35 miliardi di dollari, in aumento del 49% e sopra i 5,03 miliardi attesi.

I due medicinali rappresentano quindi una componente determinante del fatturato complessivo e spiegano buona parte dell’accelerazione registrata dal gruppo.

A questi risultati si aggiunge il debutto commerciale della pillola Foundayo, che ha contribuito con 184 milioni di dollari di ricavi. Il lancio amplia ulteriormente l’offerta di Eli Lilly nel mercato dell’obesità, un settore nel quale la disponibilità di formulazioni differenti potrebbe rappresentare un elemento competitivo importante.

La crescita non è stata limitata al mercato statunitense. Le vendite negli Stati Uniti sono aumentate del 34%, raggiungendo 15,1 miliardi di dollari, mentre quelle internazionali hanno registrato un progresso del 47%, arrivando a 9,3 miliardi.

A coronare tutto ci sono poi le parole: l’amministratore delegato David Ricks ha definito il trimestre un’altra solida performance, sottolineando la domanda globale per Mounjaro e Zepbound, il contributo dei nuovi lanci e il raddoppio dei nuovi prodotti nelle aree oncologica, immunologica e delle neuroscienze.

Guidance Eli Lilly 2026 al rialzo: ricavi attesi fino a 92 miliardi

La reazione positiva di Wall Street non dipende soltanto dai numeri appena pubblicati. Un elemento determinante è arrivato dalle nuove previsioni finanziarie, riviste al rialzo per il terzo trimestre consecutivo.

Eli Lilly prevede ora di chiudere il 2026 con ricavi compresi tra 91 e 92 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta di 85-87 miliardi. Al punto medio, l’incremento delle stime è di 5,5 miliardi, un miglioramento decisamente superiore alle aspettative degli analisti, che indicavano ricavi annuali per circa 88,87 miliardi. Diverso il discorso per l’utile per azione rettificato, atteso tra 35 e 36 dollari, contro la precedente previsione di 35,50-36,50 dollari.

La revisione riflette gli oneri legati alle acquisizioni e alla ricerca e sviluppo. Il miglioramento operativo atteso, pari a 4,07 dollari per azione, è stato infatti più che assorbito dai 4,57 dollari di oneri associati alle operazioni straordinarie.

È un dettaglio da non trascurare: la società sta aumentando sensibilmente le aspettative sul fatturato, ma questo non si traduce automaticamente in un miglioramento delle stime sull’utile rettificato. Pur ammendo questo, il segnale più importante rimane la capacità di mantenere ritmi di crescita elevati e di ampliare ulteriormente il mercato di riferimento dei propri medicinali.

Azioni Eli Lilly: cosa pensano gli analisti e quali sono i target price

Il rally di ottobre ha portato le azioni Eli Lilly su livelli mai raggiunti prima, rafforzando una tendenza positiva che nell’ultimo anno ha già prodotto un apprezzamento particolarmente significativo.

Le valutazioni delle case d’affari rimangono orientate al rialzo. Bernstein SocGen ha portato il proprio prezzo obiettivo a 1.450 dollari, riconoscendo la solidità dei risultati trimestrali e il contributo delle vendite internazionali di Mounjaro. Ancora più ambiziosa la valutazione di RBC Capital, che ha confermato il giudizio Outperform indicando un target price di 1.500 dollari. Alla base della valutazione ci sono soprattutto la crescita dei volumi di Zepbound e Mounjaro, ritenuta sufficientemente robusta da compensare le pressioni sui prezzi.

Con le quotazioni a 1.373 dollari, i due obiettivi implicano margini di ulteriore apprezzamento rispettivamente di circa il 5,6% e del 9,2%.

Le valutazioni degli analisti suggeriscono quindi che il potenziale commerciale dei farmaci contro obesità e diabete non sia ancora completamente incorporato nei prezzi. Resta però una questione importante: dopo un rialzo così consistente, quanto spazio rimane per ulteriori sorprese positive?

La capitalizzazione di Eli Lilly e le aspettative sulla crescita futura sono già molto elevate. Per sostenere le quotazioni, la società dovrà continuare a rispettare le promesse sui volumi, difendere la redditività e dimostrare che l’attuale espansione del mercato può mantenersi anche nei prossimi esercizi.

Analisi tecnica azioni Eli Lilly: obiettivo 1.400-1.410 dollari

Dalle valutazioni degli analisti al quadro tecnico.

Il rally post-trimestrale rafforzato ulteriormente la struttura rialzista delle azioni Eli Lilly. La seduta ha permesso al titolo di uscire con decisione dalla precedente fase di congestione, aggiornando i massimi storici e confermando la forza del trend primario.

Anche gli indicatori tecnici si sono adeguati alla nuova accelerazione. L’RSI si è avvicinato alla zona di ipercomprato, segnalando una pressione d’acquisto particolarmente intensa, ma senza evidenziare per il momento divergenze ribassiste. Il MACD mantiene invece una configurazione ampiamente positiva sopra la linea dello zero.

Un altro elemento favorevole arriva dai volumi. Nella seduta del 29 ottobre gli scambi sono aumentati sensibilmente rispetto alle medie recenti, accompagnando la rottura dei precedenti livelli di resistenza. La convergenza tra incremento dei volumi e avanzamento delle quotazioni la si può ritenere un biglietto da visita della qualità del movimento.

Quali sono adesso i livelli da monitorare? Sul fronte dei supporti, la prima area significativa è quella compresa tra 1.320 e 1.330 dollari. Si tratta della precedente zona di resistenza, ora potenzialmente trasformata in supporto. Un eventuale ritorno delle quotazioni su questi livelli, seguito da una stabilizzazione, potrebbe rappresentare una normale fase di consolidamento dopo il rally.

In caso di prosecuzione degli acquisti, il primo obiettivo rialzista è invece rappresentato dalla fascia 1.400-1.410 dollari. Il superamento di questa resistenza statica aprirebbe la strada a un possibile allungo verso i target indicati da Bernstein e RBC Capital, rispettivamente a 1.450 e 1.500 dollari.

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