Neppure le notizie potenzialmente favorevoli per l’industria automobilistica europea riescono, almeno per ora, a fermare la discesa continua e senza freni delle azioni Stellantis. Anche nella seconda sessione della settimana, il titolo automotive continua a perdere terreno portandosi addirittura sotto la soglia psicologica dei 3,80 euro che, se non altro, nelle scorse settimane aveva dato l’impressione di poter reggere l’urto degli orsi. E invece 3,77 euro è quello che serve sborsare in questo momento per comprare una singola azione Stellantis! Oltre il 60% in meno rispetto a quello che era necessario a inizio anno e il 10% in meno nel raffronto con i valori di un mese fa.
Dinanzi a numeri simili è più che legittimo chiedersi cosa stia succedendo. Perchè le azioni Stellantis calano ancora e aggiornano i minimi di periodo?
La risposta è da cercare nell’oramai prossima trimestrale. Il 28 ottobre il gruppo di Filosa renderà noti i conti del terzo trimestre. Le previsioni che circolano in vista del market mover non inducono di certo all’ottimismo. E proprio dalle stime iniziamo la nostra trattazione. Parleremo anche, come accennato ad inizio articolo, di una notizia potenzialmente positiva per Stellantis che però non sembra essere considerata almeno per adesso: il raggiungimento di un accordo Francia e Germania sulle regole europee per le emissioni delle auto
Indice
Previsioni trimestrale Stellantis del 28 ottobre: il nodo è la cassa
La prossima trimestrale di Stellantis, quindi, come fonte di preoccupazione per gli investitori. Soprattutto per quello che riguarda il free cash flow, ossia la liquidità generata o assorbita dal gruppo dopo gli investimenti. Secondo Equita, nel terzo trimestre Stellantis potrebbe registrare un flusso di cassa negativo per circa 4,5 miliardi di euro. Una stima sostanzialmente in linea con quella di Barclays, che indica un assorbimento compreso tra 4 e 5 miliardi.
La distanza tra queste previsioni e il consensus è molto marcata. Le attese di mercato citate da Equita indicano infatti un free cash flow negativo per circa 2,5 miliardi. Se le previsioni più prudenti venissero confermate dai conti, il risultato sarebbe peggiore di quanto attualmente incorporato nelle aspettative degli analisti.
A rendere più delicato il quadro sono diversi fattori. Nel terzo trimestre le consegne sono diminuite dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati comunicati dal gruppo il 13 ottobre. La contrazione dei volumi può incidere negativamente sul risultato operativo e sulla gestione del capitale circolante. A questo si aggiungono investimenti più elevati rispetto al primo semestre, maggiori costi logistici e delle materie prime e gli esborsi legati ad accantonamenti precedenti.
Il confronto con il terzo trimestre dello scorso anno non offre indicazioni particolarmente rassicuranti. Stellantis aveva registrato un free cash flow negativo per 4,3 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi assorbiti dal capitale circolante, nonostante un aumento delle consegne del 13%. Questa volta, con volumi in calo, il rischio è che la gestione della liquidità risulti ancora più difficile.
Equita taglia il target price a 5,50 euro: cosa cambia
Le preoccupazioni sui conti hanno già avuto conseguenze sulle valutazioni degli analisti. Equita ha ridotto dell’8% il prezzo obiettivo di Stellantis, portandolo a 5,50 euro per azione, e ha confermato la raccomandazione hold.
La sim ha rivisto al ribasso anche le stime per il 2026 e il 2027, pur mantenendole superiori al consenso. Il messaggio per il mercato è chiaro: prima di tornare a valutare positivamente le prospettive del gruppo, gli analisti vogliono vedere segnali più convincenti sulla capacità di generare cassa.
Il target di 5,50 euro resta superiore alle quotazioni attuali: rispetto a un prezzo di 3,77 euro, la differenza è di circa il 46%. Questo scarto, tuttavia, non rappresenta un rendimento atteso garantito né un’indicazione sufficiente per stabilire quale sarà la direzione del titolo nel breve termine. La conferma del giudizio hold ossia mantenere segnala proprio la necessità di attendere maggiore visibilità prima di modificare la valutazione.
Anche Barclays ha individuato nel flusso di cassa uno degli elementi centrali della prossima trimestrale di Stellantis stimando un margine operativo adjusted vicino allo zero. Il mercato dovrà quindi verificare sia l’entità delle uscite di liquidità sia la capacità del gruppo di migliorare la redditività.
Nonostante se il pessimismo quantomeno il non-ottimismo, la sim milanese non considera comunque imminente uno scenario di stress finanziario per Stellantis. Il rapporto tra liquidità e fatturato è stimato al 27%, all’interno dell’intervallo obiettivo del 25-30%. A marzo, inoltre, la quotata italo-francese ha emesso obbligazioni perpetue per 5 miliardi di euro. Per il quarto trimestre è atteso un miglioramento, sostenuto dalla stagionalità, dai nuovi modelli e dal contributo dei tagli ai costi. La ripresa, però, deve ancora essere dimostrata.
Accordo Francia-Germania sulle emissioni: perché non basta a sostenere il titolo
Come abbiamo accennato ad inizio articolo, un aspetto che la dice lunga sul momento delicato delle azioni Stellantis è il fatto che anche anche una notizia potenzialmente positiva per la quotata passi inosservata e non modifichi il sentiment degli investitori.
Vediamo la cronaca: lo scorso 16 ottobre Francia e Germania hanno raggiunto un’intesa sull’approccio europeo alle regole per l’industria automobilistica. La proposta mantiene l’obiettivo di riduzione del 90% delle emissioni di CO₂ entro il 2035 rispetto ai livelli del 2021, ma introduce maggiore flessibilità, eliminando l’obbligo di compensare la quota residua attraverso misure aggiuntive. L’intesa apre inoltre alla possibilità di valorizzare carburanti rinnovabili e altre soluzioni tecnologiche, secondo le condizioni che saranno definite.
Per la casa italo-francese, che ha accolto favorevolmente il passo avanti, una maggiore flessibilità normativa potrebbe ampliare le possibilità industriali nella transizione energetica. La società potrebbe beneficiare di un quadro meno rigido rispetto a uno scenario in cui la trasformazione della gamma fosse vincolata a un percorso tecnologico più restrittivo.
Non si tratta, però, di una decisione definitiva dell’Unione europea: l’accordo franco-tedesco dovrà ottenere il sostegno degli altri Paesi e completare il percorso istituzionale necessario. Soprattutto, una modifica delle regole sulle emissioni non risolve automaticamente le questioni legate a volumi, margini e liquidità.
E forse è anche per questo se, nel breve termine, gli investitori continuano a privilegiare le previsioni sulla trimestrale rispetto alle prospettive regolamentari di più lungo periodo.
Analisi tecnica azioni Stellantis: il supporto a 3,73-3,74 euro è decisivo
Anche il grafico evidenzia una struttura fragile per le azioni Stellantis. Il titolo muove intorno a 3,77 euro, dopo aver toccato un minimo intraday a 3,7375 euro, vicino all’area dei minimi annuali indicata tra 3,73 e 3,74 euro.
Il trend principale resta ribassista. Le quotazioni si trovano ampiamente sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni, mentre gli indicatori RSI, sia sul grafico giornaliero sia su quello orario, segnalano condizioni di ipervenduto. Proprio questo dato dà l’idea dell’intensità delle vendite accumulate, ma non basta da solo a indicare un’imminente inversione.
Sul fronte dei supporti, la fascia 3,73-3,74 euro rappresenta il primo livello da monitorare. Una rottura confermata potrebbe aprire spazio verso 3,60 euro e, successivamente, verso il livello psicologico di 3,50 euro.
Per ipotizzare una prima reazione tecnica servirebbe invece un recupero sopra 3,85-3,88 euro, area vicina alla chiusura precedente. Più in alto, la zona 3,98-4,00 euro rappresenta una resistenza successiva.
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