Technoprobe continua a distinguersi sul mercato italiano. Nelle prime ore di contrattazione del 6 ottobre le azioni salgono fino a 37,32 euro, con un progresso del 4,13%, mentre il FTSE MIB avanza di circa lo 0,6%.
Il movimento porta il titolo sui livelli più alti dal 22 giugno e prolunga una fase particolarmente positiva: nell’ultimo mese la performance si avvicina ormai al +28%, dopo una sequenza di rialzi che ha accelerato soprattutto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
Alla base degli acquisti odierni c’è soprattutto il giudizio arrivato da J.P. Morgan, che ha iniziato a seguire Technoprobe assegnando al titolo una raccomandazione “overweight”, indicando quindi aspettative superiori rispetto al mercato di riferimento.
JP Morgan vede Technoprobe a 45 euro
La banca statunitense ha fissato un prezzo obiettivo di 45 euro a giugno 2028, partendo dalla chiusura di lunedì a 35,84 euro. Rispetto ai 37,32 euro raggiunti martedì mattina, il target conserva quindi un potenziale teorico superiore al 20%.
La valutazione utilizza un multiplo pari a 28 volte l’EBIT previsto per il 2028. Si tratta di un premio rispetto ad altre società attive nelle apparecchiature destinate all’industria dei semiconduttori, ma secondo J.P. Morgan sarebbe giustificato dalla maggiore crescita attesa e dalla capacità di Technoprobe di mantenere margini elevati.
Il mercato sembra quindi attribuire sempre più valore al posizionamento della società italiana all’interno di un settore sostenuto dallo sviluppo di chip più potenti e complessi.
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La crescita dei chip avanzati sostiene le prospettive
Technoprobe sviluppa sistemi utilizzati per il collaudo dei semiconduttori, una fase essenziale per verificare il funzionamento dei chip prima della loro commercializzazione.
Uno degli elementi messi maggiormente in evidenza da J.P. Morgan è la posizione raggiunta dalla società nella tecnologia Vertical MEMS, segmento nel quale Technoprobe avrebbe una quota di mercato vicina al 60%.
Queste soluzioni vengono utilizzate nel testing dei chip logici avanzati e potrebbero trovare uno spazio crescente anche nelle memorie ad alte prestazioni. La progressiva evoluzione verso architetture come HBM4E e HBM5, caratterizzate da una maggiore complessità, potrebbe aumentare la necessità di sistemi di test più sofisticati.
È proprio questo passaggio tecnologico a rappresentare uno dei principali motori della crescita ipotizzata dagli analisti.
Ricavi attesi oltre 1,6 miliardi nel 2027
Le previsioni formulate da J.P. Morgan mostrano dimensioni molto diverse rispetto a quelle raggiunte finora da Technoprobe.
Dopo 628 milioni di euro di ricavi nel 2025, la banca stima un aumento a 1,09 miliardi nel 2026 e successivamente a 1,66 miliardi nel 2027.
Ancora più marcata sarebbe l’espansione della redditività. L’EBIT rettificato passerebbe da 136 milioni di euro nel 2025 a 449 milioni nel 2026, per poi raggiungere 810 milioni nel 2027.
Le aspettative sull’utile per azione confermano la stessa traiettoria. J.P. Morgan prevede un EPS rettificato di 0,54 euro nel 2026, 0,96 euro nel 2027 e 1,19 euro nel 2028. Per gli ultimi due esercizi le stime risultano superiori al consenso Bloomberg, fermo rispettivamente a 0,79 e 1 euro.
Capacità produttiva, il fattore da seguire
Per sostenere ritmi di crescita così elevati servirà però aumentare anche la capacità produttiva. Technoprobe punta ad arrivare entro la fine del primo trimestre 2027 a una capacità equivalente a circa 1,6 miliardi di euro di fatturato annuo.
Ulteriori ampliamenti sono già in valutazione insieme ai clienti. Secondo J.P. Morgan, proprio una nuova espansione della capacità rappresenterebbe uno dei principali elementi in grado di determinare future revisioni al rialzo delle stime sugli utili.
Alla corsa in Borsa si aggiunge inoltre una novità sul fronte dell’azionariato. Geoffrey Duff Baldwin ha superato la soglia del 3% dei diritti di voto, raggiungendo una partecipazione del 3,18% attraverso 35,37 milioni di azioni, in larga parte detenute tramite Vector Line Capital Fund II.
Quanto può continuare a salire Technoprobe?
Dopo un rialzo vicino al 28% in un mese, una parte delle aspettative positive è inevitabilmente già entrata nelle quotazioni. Il nuovo giudizio di J.P. Morgan, però, offre al mercato un riferimento importante: il target a 45 euro lascia ancora spazio rispetto ai livelli attuali.
La prossima fase dipenderà soprattutto dalla capacità di Technoprobe di trasformare la forte domanda prevista per chip avanzati e memorie ad alte prestazioni in crescita effettiva di ricavi e margini.
Per ora il mercato continua a premiare questa prospettiva. E il nuovo massimo degli ultimi mesi conferma che Technoprobe rimane uno dei titoli italiani più osservati nel comparto tecnologico.
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