Come avevamo già messo in evidenza, ottobre non porterà in dote su Borsa Italiana stacchi di dividendi di particolare peso. Eppure, ed è questo il lato più “affascinante” del mese appena iniziato, sarà comunque decisivo per tutti gli investitori che basano la loro operatività anche sui flussi di reddito passivo generati dalle cedole.
Il motivo è molto semplice: proprio nelle prossime settimane tre pesi massimi del Ftse Mib del calibro di Eni, Unicredit e Intesa Sanpaolo definiranno l’ammontare dei rispettivi dividendi che, salvo sorprese, arriveranno poi sul conto degli azionisti nell’ambito degli stacchi di novembre.
Indice
Dividendi Eni, Unicredit e Intesa Sanpaolo: ottobre mese delle decisioni
Partiamo da quello che è il calendario degli appuntamenti con le decisioni sui dividendi per poi analizzare nel dettaglio. Inizierà Piazza Gae Aulenti che il 21 ottobre deciderà l’ammontare dell’acconto sul dividendo Unicredit 2027; il giorno dopo (22 ottobre) toccherà a Eni deliberare, insieme ai risultati del terzo trimestre e alla seconda tranche del dividendo relativo all’esercizio 2026 (un passaggio formale) anche presenza e entità del dividendo straordinario “legato” all’impennata di petrolio e gas; infine il 30 ottobre, il CdA di Intesa Sanpaolo discuterà la distribuzione dell’acconto sui risultati 2026.
Due gli aspetti che emergono dal colpo d’occhio generato dai grassetti: le decisioni sui tre dividendi arriveranno nell’ultima decade del mese nell’ambito della stagione delle trimestrali (approvazione dei conti dei primi nove mesi dell’esercizio 2026) e si tratterà nel caso delle due big del settore bancario dell’oramai consueta prima tranche mentre nel caso di Eni di una eventuale cedola straordinaria legata alle particolari condizioni del mercato energetico. E proprio dal Cane a Sei Zampe partiamo.
Azioni Eni: a ottobre si decide anche sul dividendo straordinario
Per le azioni Eni il tema è doppio. La società ha già confermato per il 2026 una remunerazione ordinaria totale pari a 1,10 euro per azione, in aumento del 5% rispetto agli 1,05 euro riconosciuti sul 2025. Dopo i 0,27 euro distribuiti a settembre, la seconda tranche da 0,27 euro è prevista con stacco il 23 novembre e pagamento il 25 novembre. Fin qui niente di nuovo e tutto già assodato (essendoci il dato sull’importo è quindi già possibile calcolare lo yield sulla base dei prezzi di borsa più recenti).
Detto questo, sarà la possibile presenza in simultanea anche di un dividendo straordinario Eni a rendere le decisioni di ottobre del Cana a Sei Zampe in materia di cedola molto di più che una formalità. La politica di remunerazione del colosso energetico stabilisce infatti che il 100% del cash flow aggiuntivo venga distribuito agli azionisti in presenza di determinati scenari: Brent medio superiore a 90 dollari al barile, oppure prezzi del gas o margini di raffinazione oltre il 50% rispetto alle ipotesi di budget. Dopo i risultati del secondo trimestre, Eni aveva segnalato in particolare un margine di raffinazione SERM di 14 dollari contro i 6 dollari del budget, indicando come soglia operativa i 9 dollari.
Ebbene, complice la crisi in Medio Oriente, nelle ultime settimane il quadro del petrolio è diventato ancora più favorevole al dividendo straordinario di Eni. Il Brent ha chiuso il 6 ottobre a circa 100,58 dollari al barile mentre l’EIA ha portato la previsione media del Brent 2026 a circa 98 dollari, con 105 dollari attesi nel quarto trimestre. Ovviamente queste ultime quotazioni non rendono automatica la cedola straordinaria, perché conta lo scenario medio dell’anno e la verifica complessiva delle condizioni, tuttavia è facile pensare che con queste premesse l’hype attorno alle decisioni sulla cedola extra del Cane a Sei Zampe sarà molto forte (e per portarci avanti abbiamo dedicato un articolo proprio a come si calcola il dividendo straordinario di Eni).
Azioni Unicredit: acconto dividendo da circa 1,87 euro
Anche per le azioni Unicredit ottobre rappresenta il mese della decisione. Il CdA del 21 ottobre, contestualmente ai conti del terzo trimestre, definirà l’acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2026. Piazza Gae Aulenti ha già indicato una distribuzione cash intermedia di circa 2,8 miliardi di euro, pari a circa il 50% del dividendo cash complessivo previsto per l’esercizio. Lo stacco è fissato al 23 novembre e il pagamento al 25 novembre.
Utilizzando come riferimento le circa 1,5 miliardi di azioni attualmente considerate per il calcolo, i 2,8 miliardi equivalgono a una cedola nell’ordine di 1,87 euro per azione. Attenzione perchè questa è solo una stima: sarà il CdA a rendere definitivo l’importo il 21 ottobre.
Per farsi un’idea della dimensione della remunerazione di Unicredit, basta ricordare quanto pagato dalla banca sull’esercizio 2025: 3,1490 euro per azione, somma dell’acconto da 1,4282 euro (scattato a novembre 2025) e del saldo da 1,7208 euro.
Azioni Intesa Sanpaolo: acconto dividendo atteso vicino a 21,5 centesimi
Il 30 ottobre toccherà alle azioni Intesa Sanpaolo. Il gruppo ha già indicato un acconto cash sui risultati 2026 di circa 3,8 miliardi di euro, con decisione formale affidata al CdA che approverà i dati al 30 settembre. La politica del nuovo Piano 2026-2029 prevede un payout del 95%, di cui il 75% tramite dividendi cash e il 20% attraverso buyback. Rapportando i 3,8 miliardi alle circa 17,68 miliardi di azioni ordinarie, l’acconto sarebbe nell’ordine di 0,215 euro per azione, quindi circa 21,5 centesimi. Anche in questo caso l’importo è indicativo e sarà definito ufficialmente il 30 ottobre. Lo stacco è previsto il 23 novembre, con pagamento il 25 novembre.
Ricordiamo, a titolo di parziale raffronto, che a valere sull’esercizio 2025 Intesa Sanpaolo aveva distribuito complessivamente 0,376 euro per azione, pari a 18,6 centesimi di acconto e 19 centesimi di saldo.
Eni, Unicredit e Intesa: quanto pagano e quanto valgono oggi
Alla chiusura della seduta del 6 ottobre 2026, le tre quotate che saranno alle prese con le decisioni di ottobre in materia di dividendi scambiavano su valori molto diversi: Eni 24,135 euro, Unicredit 81,11 euro e Intesa Sanpaolo 6,507 euro. Eni ha chiuso la sessione in calo dell’1,13%, mentre UniCredit è salita dell’1,64% e Intesa Sanpaolo dell’1,26%.
Per Eni, il dividendo relativo al 2025 è stato 1,05 euro per azione (solo ordinario); per Unicredit 3,1490 euro; per Intesa Sanpaolo 0,376 euro.
Il vero snodo, però, è ormai ottobre: Eni dovrà chiarire se ci sarà una cedola straordinaria, Unicredit definirà l’acconto e Intesa Sanpaolo farà altrettanto. Poi, per tutti e tre i titoli, la verifica arriverà il 23 novembre con lo stacco delle rispettive cedole.
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