facciata borsa di Milano e loghi Poste e TIM
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L’OPAS di Poste Italiane sulle azioni TIM è entrata nella sua fase più calda ma, almeno per adesso, il dato sulla partecipazione non racconta ancora una storia di corsa degli azionisti ad aderire all’acquisto e allo scambio. L’ultimo aggiornamento disponibile è quello di venerdì 21 agosto ed è perfettamente in linea con l’andamento dei giorni precedenti: 1.201.432 azioni le TIM portate in adesione un totale dall’avvio dell’operazione che sale a 40.961.900 strumenti finanziari. Detto in questi termini potrebbe sembrare anche tanto ma il dato percentuale riporta tutto nella sua naturale dimensione: in adesione è finito appena il 2,4005% degli strumenti oggetto dell’offerta.

Il numero va letto soprattutto in prospettiva. L’OPAS è partita il 20 luglio e si concluderà l’11 settembre 2026: da oggi, 24 agosto, restano quindi 18 giorni di calendario, poco meno di tre settimane, per arrivare alla chiusura. Proprio per questo motivo il 2,4% attuale non può essere considerato indicativo del risultato finale. I precedenti storici dicono che le adesioni spesso tendono a concentrarsi nelle ultime sedute.

Restando sul presente, il dato di venerdì conferma comunque che, almeno finora, l’operazione non si è “scaldata”. Per adesso non c’è quel cambio di passo che potrebbe far pensare a un’accelerazione delle adesioni.

Azioni Poste e TIM in borsa recuperano: cosa stanno dicendo i prezzi

Se le adesioni procedono lentamente, il comportamento dei due titoli offre invece un’altra chiave di lettura. Poste Italiane viaggia intorno a 27,20 euro, mentre TIM è a circa 7,65 euro. Nell’ultimo mese entrambe hanno recuperato terreno: Poste ha guadagnato circa il 4%, TIM circa il 4,3%.

È un movimento che merita attenzione perché avviene mentre il mercato continua a confrontarsi con i termini dell’OPAS e con la domanda centrale per gli azionisti TIM: conviene aderire oppure mantenere le azioni e puntare su un possibile miglioramento delle condizioni o sull’evoluzione della società?

Il recupero dei prezzi non significa naturalmente che il mercato abbia già espresso un giudizio definitivo sull’esito dell’operazione. Al contrario, può essere letto anche come un segnale di maggiore fiducia sul valore delle due società e sulla possibilità che, nelle prossime settimane, emergano elementi capaci di modificare il quadro.

Per chi possiede TIM ovviamente non si tratta solo di osservare il numero delle adesioni giorno dopo giorno e accodarsi a quello che fa la maggioranza. Occorre valutare il rapporto tra il valore riconosciuto dall’OPAS, il prezzo di mercato di TIM, le prospettive industriali della compagnia e gli scenari che si aprirebbero nel caso in cui Poste riuscisse a ottenere una partecipazione molto elevata. È proprio su questo terreno che si giocherà la partita finale. Ed è proprio su questo campo che si può capire se conviene aderire all’OPA di Poste su TIM oppure no.

La campagna pro adesioni all’OPAS di Poste prosegue

Nel frattempo prosegue anche la forte campagna di comunicazione a sostegno dell’adesione all’OPAS. Il tema è presente sulla stampa e sui media e contribuisce a mantenere alta l’attenzione degli investitori sull’offerta. Ma c’è un altro elemento che sta assumendo un peso crescente nel dibattito: il giudizio positivo delle principali agenzie di rating sull’operazione.

Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s hanno infatti fornito indicazioni favorevoli sul possibile impatto dell’operazione sul merito creditizio di TIM. Moody’s ha messo sotto osservazione il rating Ba1 di TIM per un possibile miglioramento, spiegando che l’ingresso in un gruppo più grande, diversificato e patrimonialmente più solido potrebbe rafforzare il profilo di credito della compagnia. In caso di perfezionamento dell’operazione secondo i piani, l’agenzia ha indicato la possibilità di un miglioramento di uno o due gradini.

Anche Fitch ha evidenziato un possibile beneficio derivante dal cambio di proprietà, arrivando a indicare nello scenario di superamento della soglia del 66,67% la possibilità di un miglioramento del rating fino all’area BBB. Tra gli aspetti considerati positivamente c’è anche la possibile maggiore forza negoziale di TIM nella controversia con INWIT.

S&P, dal canto suo, ha già portato il rating di TIM a BB+ con outlook stabile, collegando il miglioramento anche alla riduzione dell’indebitamento, alle prospettive di crescita degli utili e alla generazione di cassa.

Occhio però perchè una cosa è un giudizio positivo sul profilo creditizio di TIM e un’altra è un giudizio sull’opportunità di aderire all’OPAS. Sono due questioni collegate, ma non coincidenti.

Tre settimane al closing: adesioni e soglia del 66,67% saranno decisive

Il vero punto interrogativo delle prossime settimane resta dunque quello delle adesioni. Il 2,4005% raggiunto al 21 agosto è ancora una percentuale molto contenuta rispetto all’obiettivo dell’operazione, ma sarebbe prematuro utilizzare questo dato per anticipare l’esito dell’OPAS.

Il calendario lascia ancora spazio a una forte accelerazione. La scadenza è fissata all’11 settembre e Borsa Italiana ha inoltre precisato che le azioni TIM acquistate sul mercato nelle giornate del 10 e dell’11 settembre non potranno essere portate in adesione.

Per Poste, naturalmente, la quantità di azioni raccolte sarà fondamentale per capire quale controllo potrà esercitare su TIM. In particolare, la soglia del 66,67% assume un’importanza strategica perché consentirebbe il controllo delle assemblee straordinarie, un livello sul quale anche Fitch ha concentrato la propria analisi.

Per gli azionisti TIM, invece, le prossime sedute saranno soprattutto una fase di valutazione. Il mercato ha ancora quasi tre settimane per prendere posizione e i giochi.

Tirando quindi le somme, il dato del 21 agosto fotografa quindi una situazione ancora aperta: adesioni basse, ma prezzo dei titoli in recupero; una campagna mediatica molto intensa e agenzie di rating favorevoli agli effetti dell’operazione. Tutti elementi che alimentano il confronto tra chi considera conveniente aderire e chi, invece, preferisce aspettare. La partita dell’OPAS Poste-TIM è tutt’altro che chiusa. dell’operazione.

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