grafico borsa in rialzo e microchips
Le azioni Technoproble verso il passaggio al Ftse Mib - RisparmiOggi.it
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Le azioni Technoprobe si preparano a un possibile nuovo salto di categoria su Borsa Italiana Secondo le indiscrezioni riportate da La Repubblica nell’edizione di oggi giovedì 13 agosto, il titolo, attualmente listato tra le Mid Cap, dovrebbe infatti approdare a settembre nel Ftse Mib, il principale indice di Piazza Affari. Una promozione frutto di una corsa impressionante in borsa con conseguente aumento del livello di market-cap. Un numero su tutti che dice tutto su questa storia di Borsa Italiana: nel 2026 le azioni Technoprobe hanno guadagnato circa il 137%, imponendo la propria legge nel segmento Mid Cap.

Nel giorno in cui arrivano le indiscrezioni sul passaggio al paniere di riferimento di Piazza Affari, Technoprobe passa di mano a circa 30,6 euro. Appena un anno fa il titolo valeva poco più di 6 euro! Il punto qui non è soltanto l’ingresso sul Ftse Mib ma provare a farsi anche un’idea su quanto del rally sia già incorporato nelle quotazioni e quali fondamentali possano ancora sostenerlo alla luce di quelle che sono le raccomandazioni più recenti espresse dagli analisti.

Il boom dell’intelligenza artificiale spinge il business

Alla base della rivalutazione delle azioni Technoprobe c’è soprattutto l’esposizione alla filiera dei semiconduttori e, in particolare, alla crescente domanda legata all’intelligenza artificiale. La società fondata da Giuseppe Crippa è uno dei principali operatori mondiali nelle probe card, componenti utilizzati per verificare il funzionamento dei chip durante il processo produttivo. Si tratta di un mercato nel quale Technoprobe opera sostanzialmente in un duopolio con la statunitense FormFactor e che vede tra i clienti alcuni dei maggiori nomi globali del settore, da Nvidia ad Apple, Samsung, Qualcomm, Intel e STMicroelectronics. I

l tema AI sta quindi agendo direttamente sulla domanda indirizzata ai produttori di semiconduttori e, a cascata, sui fornitori di apparecchiature e componenti specializzati. Il recente miglioramento del sentiment sul comparto tech, favorito anche dai risultati di società come CoreWeave e Super Micro Computer, ha ulteriormente rafforzato le aspettative degli investitori sulla spesa destinata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Conti trimestrali e target 2026 ancora al rialzo

I numeri più recenti spiegano perché il mercato continui a premiare il titolo. Al 30 giugno 2026 Technoprobe ha registrato ricavi consolidati per 464,1 milioni di euro, con una crescita del 42,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcata la dinamica della redditività: l’Ebitda è salito a 206,2 milioni, con un incremento del 93,8% su base annua. La società ha inoltre rivisto per l’ennesima volta al rialzo le proprie previsioni, portando il target dei ricavi 2026 da 950 milioni-1,05 miliardi a 1,05-1,1 miliardi di euro e quello dell’Ebitda margin dal 44%-46% al 46%-48%.

Nell’arco degli ultimi dodici mesi le stime sono state aumentate tre volte. Anche gli investimenti sono stati rafforzati: il piano previsto fino al primo trimestre 2027 passa da circa 250 a 350 milioni di euro, segnale della volontà di aumentare la capacità produttiva per intercettare la domanda futura.

Quanto può durare il rally delle azioni Technoprobe

Il mercato sta quindi riconoscendo a Technoprobe una prospettiva di crescita decisamente superiore rispetto al passato, ma a 30,6 euro il titolo incorpora già aspettative importanti. Secondo le stime citate dagli analisti UBS, il gruppo potrebbe chiudere il 2026 con un utile di circa 347 milioni di euro, contro i 97 milioni registrati nel 2025. Il passaggio al Ftse Mib potrebbe inoltre aumentare visibilità e interesse istituzionale sulle azioni, alimentando nuovi flussi in ingresso.

Per chi guarda al titolo dopo il rally del 137%, tuttavia, il punto centrale diventa distinguere tra l’effetto positivo dell’eventuale promozione nell’indice e la capacità di Technoprobe di continuare a trasformare il boom dell’AI in crescita degli utili e dei margini. Il confronto con il prezzo di poco superiore a 6 euro di un anno fa mostra quanto sia cambiata la percezione del mercato: come già accaduto ad altre storie di borsa simili, si può pensare che dopo il previsto sbarco sul Ftse Mib, per sostenere ulteriori rialzi, serviranno risultati capaci di confermare le aspettative già molto elevate. Praticamente quello che accade con tutte le big del settore semiconduttori e AI.

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