Wall Street e razzi
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Le azioni SpaceX hanno finito il propellente? Scoppia l’ironia social a seguito della profonda sterzata che sta caratterizzando la matricola di Musk. Dopo il rally registrato sul Nasdaq nei primi giorni di quotazione, le azioni SpaceX hanno subito l’inevitabile incalzare delle prese di profitto. Prima sotto-forma di un più tranquillo ribasso (ieri) e poi oggi giovedì 18 giugno con le sembianze di un vero e proprio crollo. -7,7% il passivo che caratterizza il colosso aerospace dopo due ore e mezza di contrattazioni con inevitabile contrazione della prestazione settimanale ora ridotta a +9%.

Ilarità social dei detrattori a parte (il propellente è il gas usato da razzi e vettori spaziali per prendere il colo), la situazione non è così drammatica come potrebbe lasciar intendere quel passivo di quasi 8 punti percentuali. Includendo anche il crollo, le azioni SpaceX restano comunque ben sopra il prezzo IPO: 177$ contro i 135$. In più già si profilano nuovi assist che potrebbero ridare slancio (e propellente) alla quotata. E allora facciamo il punto sulla dinamica in atto e su cosa fare operativamente.

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Perchè le azioni SpaceX sono crollate

Il violento arretramento in atto oggi sulle azioni SpaceX non è stato innescato da novità negative sul business di SpaceX né da revisioni al ribasso delle prospettive della società. Alla base del movimento ci sono soprattutto fattori tecnici e dinamiche tipiche delle maxi-IPO.

Dopo aver toccato un massimo di oltre 225 dollari a inizio settimana, il titolo aveva accumulato un guadagno superiore al 60% rispetto al prezzo di collocamento di 135 dollari. Una corsa di questa portata ha inevitabilmente attirato vendite speculative e prese di profitto da parte degli investitori entrati nelle prime sedute di negoziazione.

In pratica il mercato sta monetizzando parte dei guadagni accumulati nel rally iniziale. Nulla di strano: questa, in fin dei conti, è una dinamica molto frequente nelle grandi matricole di Wall Street, soprattutto quando la valutazione raggiunge livelli estremamente elevati in pochi giorni.

A pesare è anche il contesto macroeconomico. Le indicazioni prudenti della Federal Reserve sul percorso dei tassi FED hanno aumentato la volatilità sui titoli growth e sulle società a più alta valutazione, categoria nella quale SpaceX rientra a pieno titolo.

E’ finita la festa post IPO per SpaceX?

Parlare di fine della festa appare probabilmente prematuro. Più corretto sarebbe parlare di una fase di raffreddamento dopo l’entusiasmo iniziale. Lo abbiamo già detto prima: nonostante il crollo odierno, le azioni SpaceX continuano infatti a trattare ben al di sopra del prezzo IPO. Il mercato sta semplicemente ridimensionando una corsa che, per intensità e velocità, aveva pochi precedenti recenti.

Il vero test arriverà nelle prossime settimane, quando si capirà se gli investitori istituzionali sono disposti a sostenere le valutazioni raggiunte dal titolo anche in assenza dell’effetto novità che ha accompagnato il debutto.

Va inoltre considerato che nelle prime settimane di quotazione il prezzo tende a essere influenzato da fattori puramente tecnici come il posizionamento dei grandi fondi, il lancio dei contratti di opzione e la progressiva redistribuzione delle azioni tra investitori retail e istituzionali. Per questo motivo l’elevata volatilità osservata in questi giorni non deve sorprendere più di tanto a dispetto dell’ilarità che serpeggia sui social.

Cosa fare sulle azioni SpaceX dopo il crollo: driver da monitorare

Per capire se il crollo di SpaceX rappresenti una semplice pausa oppure l’inizio di una correzione più profonda occorre monitorare alcuni catalizzatori che potrebbero presto tornare a sostenere il titolo. Gli analisti ne hanno individuati almeno tre di cui i primi due riguardano l’ambito dell’analisi fondamentale e il terzo il quadro tecnico. Ovviamente sono tutti potenziali.

Driver 1: possibile ingresso negli indici

Il primo fattore è rappresentato dall’eventuale inclusione di SpaceX nei principali indici azionari americani. Le recenti modifiche regolamentari consentono alle mega-cap appena quotate di entrare più rapidamente nei benchmark di riferimento. Ragionando per ipotesi, se il processo dovesse concretizzarsi, fondi indicizzati ed ETF sarebbero costretti ad acquistare il titolo per replicare gli indici.

Si tratterebbe di una nuova e potente fonte di domanda automatica, indipendente dalle valutazioni e dal sentiment di breve periodo.

Driver 2: flottante limitato

Un altro elemento favorevole è il numero relativamente contenuto di azioni disponibili sul mercato. Come spesso accade dopo una IPO, una parte significativa delle quote detenute dagli insider resta soggetta a vincoli di lock-up che ne impediscono la vendita immediata.

Questo significa che l’offerta di titoli resta limitata proprio mentre la domanda potrebbe aumentare grazie all’interesse degli investitori istituzionali e dei fondi passivi.

Driver 3: tenuta sopra il prezzo di collocamento

Dal punto di vista grafico e psicologico il livello più importante resta il prezzo IPO di 135 dollari. Finché le quotazioni rimarranno nettamente superiori a questa soglia, il mercato potrà continuare a interpretare la fase attuale come una semplice normalizzazione dopo l’euforia iniziale.

Per ora il titolo quota ancora oltre il 30% sopra il prezzo di collocamento, un dato che ridimensiona notevolmente la portata del crollo odierno.

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Le azioni SpaceX restano una scommessa ad alta volatilità

L’ironia social sul “propellente finito” fotografa bene il sentiment delle ultime ore ma rischia di semplificare eccessivamente la situazione. La realtà è che SpaceX sta vivendo quello che molte matricole vivono dopo un debutto esplosivo: una fase di assestamento caratterizzata da forti oscillazioni.

La parola chiave era e resta quindi volatilità. Nel breve termine non sono da escludere ulteriori prese di profitto. Nel medio periodo, invece, l’eventuale ingresso negli indici e la scarsità di azioni disponibili sul mercato potrebbero rappresentare nuovi serbatoi di carburante per il titolo di Elon Musk.

Più che carenza di propellente c’è abbondanza di fluidità verrebbe da dire.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.