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La progressione del 5,9% in atto nel primo pomeriggio consente alle azioni Stellantis di portare a tre la serie consecutiva di sedute tinte di verde quando manca circa un’ora a mezzo alla chiusura delle contrattazioni. Il titolo del grippo automotive passa di mano a 6,24 euro praticamente sui massimi essendo i top intraday a 6,279 euro. Nonostante questi numeri forti, però, il quadro di medio e lungo termine del titolo non cambia in modo significativo: rispetto a un mese fa c’è sempre un rosso (ora ridotto al 6,9%) mentre da inizio anno persiste il passivo di oltre 36 punti percentuali che colloca STLA ai piani più bassi di tutto il Ftse Mib.

Insomma le azioni Stellantis continuano a recitare il solito ruolo della quotata permanentemente a prezzi stracciati. Questa volta, però, potrebbe esserci una novità di cui il rally in atto oggi e la mini-striscia positiva potrebbero essere una sorta di avvisaglia: il cambiamento del quadro di riferimento. L’ufficializzazione dell’accordo di pace tra Usa e Iran ha infatti riacceso l’hype proprio sui segmenti più rischiosi a partire appunto da quello automotive. Sarà questa l’occasione giusta per un reale rimbalzo del titolo Stellantis?

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Vediamo cosa dicono l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica. Anticipiamo subito che, proprio per effetto del boom delle quotazioni in atto oggi, i prezzi del gruppo italo-francese potrebbero mettere nel mirino una resistenza molto significativa sia lato tecnico che lato psicologico: quella di 6,5 euro.

Obiettivo investimenti in Italia per Stellantis

La strategia industriale di Stellantis sembra voler riportare al centro il ruolo dell’Italia all’interno dell’assetto produttivo europeo del gruppo. Nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali, il management ha confermato un programma di investimenti pari a 5 miliardi di euro entro il 2030, destinato principalmente a innovazione tecnologica, sviluppo delle nuove piattaforme e applicazioni legate all’intelligenza artificiale.

Lato operativo si tratta chiaramente di uno spunto quantomeno interessante non fosse altro per il fatto che arriva in un momento in cui il mercato continua a interrogarsi sulla capacità del gruppo di mantenere elevati livelli di competitività nel settore automotive europeo. La scelta di destinare nuove risorse all’Italia rappresenta infatti un segnale di continuità industriale e di consolidamento delle attività produttive nazionali.

L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere il piano strategico FaSTLAne 2030, un progetto che punta a rafforzare la crescita del gruppo attraverso investimenti globali superiori a 60 miliardi di euro. Circa il 60% delle risorse sarà indirizzato allo sviluppo dei marchi e dei prodotti, mentre la quota restante verrà destinata alle piattaforme comuni e alle tecnologie di nuova generazione. Per Stellantis ciò significa poter aumentare le economie di scala, semplificare le architetture produttive e accelerare i processi di innovazione.

Lato finanziario, il messaggio che emerge è quello di una società che continua a investire nonostante le difficoltà attraversate dal comparto automobilistico europeo negli ultimi trimestri. Ricordiamo che, in generale, la capacità di mantenere elevato il livello degli investimenti è spesso interpretata dagli operatori come un indicatore della fiducia del management sulle prospettive di medio-lungo termine.

Da evidenziare che, come gruppo, Stellantis non sta concentrando le proprie risorse esclusivamente sull’Italia. Durante il recente Investor Day, infatti, erano stati annunciati ulteriori investimenti in Germania superiori a 1 miliardo di euro nei prossimi quattro anni, con particolare attenzione al marchio Opel.

Quindi: da un lato il rafforzamento delle attività italiane, dall’altro la prosecuzione degli investimenti nei principali hub produttivi europei. Una combinazione che, nel nuovo contesto generato dalla pace Usa-Iran, rappresenta un elemento che potrebbe contribuire a migliorare la percezione degli investitori sulla capacità di Stellantis di mantenere una presenza industriale competitiva su scala continentale.

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Obiettivo resistenza a 6,5 euro per le azioni Stellantis?

Sul fronte tecnico, invece, tre sessioni di fila in verde e in specie il vero rally di oggi, potrebbero essere già qualcosa in più di un semplice indizio della costruzione di una reazione dopo settimane particolarmente difficili. L’andamento delle azioni Stellantis in borsa negli ultimi mesi è stato infatti caratterizzato da una prevalenza della pressione ribassista.

Dopo il massimo relativo registrato il 21 aprile a quota 7,533 euro, il titolo ha subito una brusca inversione di tendenza. A ritroso la fase di debolezza si è arrestata soltanto in prossimità dell‘area di supporto situata a 5,95 euro, livello che ha svolto un ruolo determinante nel contenimento delle vendite.

Da quel minimo è partita una prima reazione tecnica che ha consentito ai corsi di recuperare parte delle perdite accumulate. Tuttavia il movimento rialzista si è fermato prima di generare un vero cambio di scenario, con il massimo di recupero registrato a 7,162 euro. L’incapacità di consolidare oltre quell’area ha favorito una nuova fase correttiva.

Nelle ultime tre sedute, però, il quadro tecnico ha mostrato alcuni segnali di miglioramento. Il recupero registrato recentemente ha consentito alle quotazioni di allontanarsi nuovamente dalle aree di minimo e di riportare l’attenzione degli operatori sui ivelli grafici più significativi.

Tra questi spicca proprio la soglia di 6,50 euro, che rappresenta una delle resistenze più importanti del momento. E’ questa una barriera psicologica ma anche un livello tecnico di peso perchè il comportamento del titolo in prossimità di questa resistenza potrebbe fornire indicazioni interessanti sulla forza effettiva del recupero in atto. Un superamento convincente di quota 6,50 euro aumenterebbe infatti le probabilità di assistere a un’estensione del rimbalzo verso livelli superiori.

Al contrario, un nuovo fallimento sotto questa soglia rischierebbe di confermare la permanenza del trend ribassista dominante che caratterizza il titolo ormai da diversi mesi. In tale scenario, il mercato potrebbe tornare a guardare con attenzione all’area di supporto compresa tra 5,95 e 6 euro, che finora ha rappresentato il principale baluardo contro ulteriori accelerazioni al ribasso.

Per una volta dopo tanto tempo, lo scenario generale, con la pace Usa-Iran, se non è di aiuto quantomeno agevola.

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