lente e grafico a candele
Conti primo trimestre 2026 di Prysmian (www.risparmioggi.it)
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Rovinoso crollo in apertura di scambi per le azioni Prysmian. Il titolo dei cavi e sistemi è stato travolto dai sell fin dal primo minuto di contrattazioni tanto che, dopo mezzora dall’avvio della seduta, evidenzia un passivo del 3,2% a quota 120,4 euro. A fare peggio di Prysmian è solo Stellantis e proprio queste due quotate sono legate dallo stesso minimo comun denominatore: la pubblicazione dei conti trimestrali. In entrambi i casi i risultati del trimestre sono stati diffusi nel pre-market e quindi entra i crolli sono da intendere come reazione negativa del mercato alle rispettive trimestrali.

L’effetto è evidente anche se andrebbe tenuto in considerazione anche quello che è il trend generale di Borsa Italiana. In assenza di spiragli nelle trattativa tra Usa e Iran e con lo spettro di un prolungato blocco navale Usa contro Teheran (che, per rappresaglia significherebbe chiusura di Hormuz), tutto il Ftse Mib è tornato a sbandare (oltre a Prysmian e Stellantis le vendite si stanno anche accanendo su Buzzi – termometro della ricostruzione – e sulle banche) con la sola eccezione degli energetici e di STM. Insomma copione generale già visto tante volte in questi mesi e titoli come Prysmian che pagano maggiore dazio per aver diffuso la loro trimestrale proprio in questo contesto.

Trimestrale Prysmian nel dettaglio

Prysmian ha archiviato il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 5,22 miliardi di euro, in crescita del 9,4% su base annua e superiori al consensus fermo a 5,1 miliardi. La dinamica è stata sostenuta da una variazione organica positiva del 5% che è dimostrazione di una domanda strutturalmente resiliente nei principali segmenti di business.

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Sul fronte della redditività, il margine operativo lordo adjusted ha raggiunto 601 milioni di euro, in aumento del 14% rispetto ai 527 milioni dello stesso periodo del 2025. In questo caso il dato è stato leggermente inferiore alle attese di mercato che puntavano su 612 milioni), anche a causa di un impatto negativo dei cambi pari a 36 milioni di euro.

Scendendo nel conto, l’utile netto ha evidenziato un miglioramento significativo, attestandosi a 246 milioni di euro rispetto ai 150 milioni dell’anno precedente grazie alla leva operativa e una gestione più efficiente dei costi.

Per quello che riguarda la struttura finanziaria, l’indebitamento netto a fine marzo era posizionato a 3,82 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 3,1 miliardi di inizio anno e leggermente superiore alle attese degli analisti (3,76 miliardi). L’incremento è stato un effetto della stagionalità del capitale circolante e del livello sostenuto di investimenti nel trimestre (296 milioni di euro).

Nonostante ciò, la generazione di cassa è rimasta solida con il free cash flow su base annuale che si è attestato a 1,19 miliardi di euro, confermando la capacità del gruppo di sostenere il piano di crescita e remunerare gli azionisti nel medio periodo.

Outlook 2026: visibilità in miglioramento e leve di crescita

Oltre ad avere pubblicato i conti del primo trimestre 2026, Prysmian ha anche fornito delle indicazioni su tutto l’esercizio 2026. In questo caso solo conferme rispetto alla guidance già in essere quindi Ebitda Adjusted visto nel range tra 2,63 miliardi e i 2,78 miliardi di euro e flussi di cassa nella forchetta tra 1,3-1,4 miliardi di euro. Sul fronte della marginalità, il focus del management resta sull’ottimizzazione del mix di prodotto e sull’efficienza operativa, elementi chiave per sostenere un ulteriore miglioramento dei margini.

La crescita organica registrata nel primo trimestre sembra quindi essere un indicatore positivo per il prosieguo dell’anno, anche se permangono alcune variabili esogene, tra cui la volatilità dei tassi di cambio e il contesto macroeconomico globale.

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Perchè le azioni Prysmian sono crollate con la trimestrale?

In linea di principio una trimestrale come quella di Prysmian avrebbe meritato un’accoglienza diversa rispetto alla pioggia di sell che è scattata. I ricavi e la redditività sono aumentati con i primi saliti più del consensus e la seconda che invece non ha centrato le attese. Sulla prestazione della redditività potrebbe esserci stata una certa delusione perchè, di solito, il mercato tende a bocciare quei titoli che, pur facendo bene, non riescono a centrare le attese.

C’è poi la questione outlook. Anche in questo caso tutto come da attese ma con un asterisco da mettere in risalto: la conferma del raggiungimento degli obiettivi è legata all’assenza di cambiamenti impattanti a livello geopolitico e di dinamiche di prezzo estreme che potrebbero scaturire da eventuali interruzioni della catena di approvvigionamento. Praticamente c’è un richiamo chiaro alla crisi in Medio Oriente e alle conseguenze negative che da essa potrebbero scaturire. Questo potrebbe aver impensierito gli investitori. Da considerare comunque che, al di là del forte calo di oggi, le azioni Prysmian presentano un rialzo di oltre il 30% su base mensile e del 160% da inizio anno. Il fatto che la redditività sia andata si bene ma non come le attese e che sulle previsioni 2026 ci sia la zavorra della crisi in Iran potrebbero aver spinto gli investitori a prendere profitto.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.