varie auto di Stellantis
Trimestrale Stellantis in primo piano (www.risparmioggi.it)
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La trimestrale Stellantis è stata accolta malissimo dagli investitori con il titolo automotive che, all’apertura degli scambi, non è neppure riuscito a fare prezzo. Al ritorno alle contrattazioni, le azioni Stellantis si sono presentate con un passivo del 6,7% a 6,18 euro (minimo intraday sotto a 6 euro a 5,95 euro). Fortissimi i volumi a dimostrazione del fatto che il paventato appeal come effetto della trimestrale c’è si stato ma non nella direzione sperata, anzi in quella opposta. Il crollo si è tradotto in un inevitabile restringimento della prestazione mensile (ora pari al 5% contro il 9% alla chiusura di ieri) e in un generale peggioramento del sentiment.

La dinamica del sell-off che si è accanita su Stellantis è molto particolare nel senso che la trimestrale non è stata drammatica anzi i ricavi sono cresciuti ed è tornato un utile netto rispetto alla precedente perdita. Confermata anche la guidance. E allora le ragioni del tracollo vanno cercate nelle sfumature: assenza di sorprese, margini dell’Europa bassi e molto lontani dal passato, free cash flow industriale ancora negativo. Questi potrebbe essere gli unici nei della trimestrale di Stellantis. C’è comunque da considerare che tutto il Ftse Mib (tranne gli energetici) muove in negativo per effetto del peggioramento del sentiment a causa della crisi in Iran.

Conti trimestrali di Stellantis: l’analisi completa

Che qualche segnale di ripresa ci potesse essere stato dopo la svolta impressa da Filosa, lo si era intuito già nei mesi scorsi in coincidenza con la diffusione dei dati sulle immatricolazioni. Adesso, però, è la trimestrale a certificare il tentativo di Stellantis di lasciarsi alle spalle le difficoltà degli ultimi anni spianando la strada a un rilancio. Lo dice il miglioramento complessivo registrato da tutti i principali indicatori economico-finanziari del gruppo.

In particolare i ricavi netti sono stati pari a 38,1 miliardi di euro, in crescita del 6% su base annua. La progressione del fatturato è stata sostenuta da aumento dei volumi in tutte le aree geografiche, con un contributo particolarmente rilevante dal Nord America, che si è confermato il principale driver di crescita.

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Sul fronte della redditività, l‘utile netto trimestrale di Stellantis ha raggiunto 0,4 miliardi di euro, beneficiando di una maggiore efficienza operativa e di una migliore leva sui volumi. Di conseguenza utile operativo rettificato è stato pari a 1,0 miliardi di euro, con un margine del 2,5%, evidenziando un recupero della profittabilità pur in un contesto ancora competitivo. La maggior parte delle regioni geografiche ha registrato risultati positivi, indicando una progressiva normalizzazione delle performance industriali.

Come è andata nelle varie aree geografiche

E proprio sulla geografica va aperta tutta una parentesi. C’è stata è vero una traiettoria di crescita diffusa ma non sono mancate sfumature anche forti. Come era prevedibile, il Nord America ha registrato performance relative superiori al mercato di riferimento mentre nell’Europa allargata il gruppo italo-francese ha beneficiato di una domanda resiliente e di una gamma prodotti diversificata e in Sud America e Medio Oriente-Africa c’è stata più che altro una tenuta operativa nonostante contesti macroeconomici eterogenei.

Parlando di numeri, in America del Nord le vendite hanno segnato un +6% su base annua, a fronte di un mercato complessivamente in contrazione del 6%. La quota di mercato è salita al 7,9% (+80 punti base), sostenuta da una crescita del 4% negli Stati Uniti, del 15% in Canada e del 19% in Messico. E’ i quest’area che c’è stata una sovraperformance significativa rispetto al settore.

In Europa allargata, invece, vendite a +5% (8% includendo Leapmotor), con una quota di mercato EU30 al 17,5% (+20 punti base), che sale al 18,1% includendo Leapmotor. A trainare la crescita tre mercati nazionali (Italia, Germania e Spagna) oltre che da un’offerta multi-powertrain e dalla leadership nei veicoli commerciali leggeri, con una quota del 28,7%.

In Sud America, le vendite hanno registrato un incremento più contenuto (+1%, +2% includendo Leapmotor), con una quota di mercato del 21,1%, nonostante una contrazione di 270 punti base su base annua. Il gruppo ha comunque confermato la leadership regionale, con quote del 28,9% sia in Brasile sia in Argentina.

Nel Medio Oriente e Africa, le vendite sono rimaste stabili in un mercato in calo del 4%, mentre la quota è salita all’11,5% (+50 punti base). Per finire l’area Asia-Pacifico ha mostrato una flessione delle vendite (-4%, -2% includendo Leapmotor).

Dal punto di vista commerciale, il trimestre ha anche messo in evidenza i primi effetti delle iniziative intraprese nel 2025 per rafforzare l’esecuzione industriale e migliorare la qualità produttiva. Il portafoglio prodotti resta un elemento centrale della strategia di Stellantis: la combinazione tra modelli recentemente lanciati e nuove introduzioni previste nel corso del 2026, tra cui numerosi aggiornamenti e nuovi veicoli, potrebbe essere un potenziale catalizzatore per la crescita futura.

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Cassa, liquidità e struttura finanziaria di Stellantis

Sul piano finanziario, il flusso di cassa industriale (IFCF) al termine del primo trimestre si è mantenuto negativo per 1,9 miliardi di euro, a causa della tipica stagionalità del primo trimestre. Tuttavia, il dato è comunque in miglioramento rispetto all’anno precedente, anche considerando impatti straordinari legati a uscite di cassa contabilizzate nel secondo semestre 2025.

Anche la posizione di liquidità di Stellantis resta solida: la liquidità industriale disponibile ha raggiunto 44,1 miliardi di euro, pari al 28% dei ricavi su base annua, in linea con il target aziendale del 25-30%. A rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale ha contribuito l’emissione di obbligazioni ibride perpetue per 5 miliardi di euro, che ha incrementato la flessibilità finanziaria del gruppo.

Quali effetti sulle azioni Stellantis in borsa?

Come sempre le ripercussioni di una trimestrale dipendono dal rispetto di quelle che erano le attese della vigilia. Nel caso specifico per valutare i conti trimestrali di Stellantis è necessario procedere con un raffronto con le indicazioni del consensus. Senza dilungarci più di tanto non emergono particolari scostamenti. Trimestrale di ripresa doveva essere e, al di là delle sfumature, trimestrale di ripresa è stata. Nessuna sorpresa, tutto come da attese.

Praticamente i risultati hanno confermato quello che gli investitori avevano già colto nei mesi scorsi anche alla luce delle parole del CEO Filosa: Stellantis ha imboccato la strada di graduale miglioramento che, come si evince dalle specifiche dei conti, appare supportato da fondamentali in rafforzamento e dalla conferma della guidance sull’esercizio 2026. Per l’anno in corso Stellantis prevede infatti un miglioramento dei ricavi netti, del margine AOI e del flusso di cassa industriale. Anche questi obiettivi già noti.

Di certo il titolo Stellantis mantiene un profilo di interesse per gli investitori orientati al medio periodo anche perchè, se è vero che nell’ultimo mese le azioni STLA sono cresciute, è altrettanto vero che nel 2026 hanno perso 31% (-18% invece la prestazione anno su anno) e quindi, potenzialmente, ci sarebbe ampio margine di crescita.

L’Investor Day in programma il prossimo 21 maggio ad Auburn Hills (Michigan) potrebbe offrire molti più elementi di spunto rispetto alla trimestrale. Lo ha lasciato intendere anche lo stesso Filosa affermando “non vediamo l’ora di condividere ulteriori dettagli in occasione del nostro Investor Day“.

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