Di regola il secondo appuntamento del mese con le aste di BTP è riservato alla combinata Short Term e BTP€I. E invece l’asta BTP in agenda domani 24 aprile riserverà una sorpresa perchè non è previsto il collocamento di alcun titolo indicizzato all’inflazione europea. Sarà così un asta a ranghi ridotti con un solo titolo offerto, il BTP Short Term 28 febbraio 2028. Tra l’altra si tratterà di una semplice nuova tranche e anche il range di emissione che verrà offerto, compreso nel range tra 2,25 e 2,5 miliardi, non è eccezionale.
Proprio queste “caratteristiche” sono lo stesso limite all’asta di titoli di stato del 24 aprile. Di certo, come è sempre avvenuto, l’interno ammontare messo sul piatto dal MEF sarà collocato con una domanda prevista in linea con il trend, tuttavia a causa della semplice assenza del titolo indicizzato all’inflazione europea, gli investitori che sono soliti partecipare al secondo appuntamento del mese con i BTP, unicamente per i BTP€I resteranno fermi.
Due i temi di questo articolo: perchè domani non c’è l’asta di BTP all’inflazione europea e quali sono le caratteristiche del solo titolo a questo punto in emissione: la settima tranche dell’ISIN IT0005692410.
Asta BTP€I 24 aprile 2026 annullata: le ragioni della scelta
Di solito le aste di BTP€I vengono annullate in quelli che sono i mesi più particolari del programma annuale di collocamenti, vale a dire agosto e dicembre. Nel mese clou dell’estate la cancellazione dell’emissione è conseguenza del previsto basso appeal mentre per quello che riguarda dicembre spesso negli ultimi anni l’asta BTP€I è stata cancellata per assenza di esigenze di cassa vale a dire che il piano di emissioni del MEF per questa tipologia di titolo di stato aveva ha già raggiunto il suo obiettivo nel mese precedente e da qui la cancellazione dell’appuntamento di dicembre.
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Ma qui stiamo parlando dell’asta BTP€I di aprile, un mese centrale e i ragionamenti fatti per agosto e dicembre non sono pertinenti. E allora perchè questo annullamento? L’imminente festività del 25 aprile non centra nulla anche perchè la Festa della Liberazione cade di sabato e i mercati quel giorno sono comunque chiusi.
La spiegazione per cui il 24 aprile non ci sarà l’asta BTP€I e in emissione andrà solo lo Short Term è più semplice: il MEF di recente ha effettuato un collocamento sindacato durante il quale è andato in emissione presso gli istituzionali un BTP€I a 20 anni con scadenza 15 febbraio 2046 accanto a un decennale tradizionale con scadenza 1 luglio 2036. Essendoci stata questa emissione, è quindi automaticamente saltata l’asta regolare.
Asta Short Term 24 aprile 2026: tutte le caratteristiche
Il solo protagonista dell’asta BTP del 24 aprile 2026 sarà lo Short Term con scadenza 28 febbraio 2028 (ISIN IT0005692410), giunto alla settima tranche. L’ammontare complessivo offerto sarà compreso tra un minimo di 2,25 miliardi e un massimo di 2,50 miliardi di euro e a questo si aggiunge poi la possibilità per gli Specialisti in titoli di Stato di partecipare all’asta supplementare del 27 aprile, con un ulteriore importo fino a 500 milioni di euro.
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Le tempistiche del collocamento seguiranno lo schema tradizionale delle emissioni governative. Le prenotazioni del pubblico devono essere effettuate entro il 23 aprile, mentre le domande in asta potranno essere presentate fino alle ore 11:00 del 24 aprile. Il regolamento delle sottoscrizioni è fissato per il 28 aprile 2026, data in cui avverrà anche l’effettivo addebito dei titoli acquistati.
Dal punto di vista delle condizioni economiche, il titolo offre una cedola annua lorda del 2,20%, con pagamento semestrale pari all’1,10%. In termini pratici, su un investimento minimo di 1.000 euro, ciò si traduce in 11 euro lordi per cedola, che diventano circa 9,63 euro netti dopo la tassazione del 12,5%.
Per quello che riguarda il prezzo che potrebbe essere esitato dall’emissione, c’è la dinamica sul secondario a fare da riferimento. Qui il titolo è scambiato sotto la pari, intorno a 99,45. Ciò implica che in asta un lotto da 1.000 euro si potrà comprare a circa 994,50 euro, a cui vanno aggiunti il rateo interessi e le eventuali commissioni.
A proposito di rateo, alla data di regolamento saranno trascorsi 59 giorni dall’ultima cedola, motivo per cui chi acquista dovrà riconoscere un rateo passivo pari allo 0,35856%, ovvero circa 3,59 euro ogni 1.000 euro nominali.
L’assegnazione avverrà con il meccanismo dell’asta marginale, dove il Tesoro stabilisce prezzo e quantità assegnati sulla base delle richieste ricevute. In caso di eccesso di domanda al prezzo marginale, si procede con un riparto proporzionale.
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