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Previsioni trimestrale Enel (www.risparmioggio.it)
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Con un rialzo del 9,14% a quota 9,82 euro, le azioni Enel fanno parte del gruppo di blue chips più performanti del 2026. La regina italiana del settore utility nonchè titolo più amato dagli investitori italiani, nell’ultimo mese ha retto il generalizzato sell che, ad eccezione del comparto energetico, ha travolto tutto il Ftse Mib.

Tra poche settimane sarà intanto tempo di trimestrale, la prima del nuovo anno. Il calendario degli eventi societari dell’utility ha infatti fissato per il 7 maggio l’approvazione dei conti del primo trimestre 2026. All’evento non manca pochissimo ma tra gli investitori è già caccia alle previsioni anche perchè non pochi analisti hanno già reso nota la loro view sulla trimestrale Enel di maggio. Tante conferme (positive) e qualche sorpresa nelle loro stime ma soprattutto un’ipotesi molto suggestiva dal lato operativo: e se le azioni Enel trattassero a sconto rispetto ai principali competitors? Una simile prospettive renderebbe la diffusione dei conti trimestrali molto più stimolante e quindi la stessa attesa del market mover decisamente produttiva.

Vediamo allora nel dettaglio perchè i prezzi delle azioni Enel potrebbero essere ancora a sconto e quali sono le previsioni in vista della prima trimestrale 2026 del colosso elettrico.

Azioni Enel ancora a sconto rispetto ai concorrenti?

Sono stati gli analisti di Barclays nell’ambito proprio della loro view sui conti trimestrali di Enel a lanciare l’assist: il titolo, ammettono dalla banca inglese è si cresciuto tanto nel medio e lungo termine (+38% la prestazione anno su anno) ma ci potrebbe essere ancora uno sconto rispetto agli altri players europei del settore e questo perchè il mercato non avrebbe ancora messo a fuoco al 100% il potenziale di Enel nelle reti e nelle rinnovabili, cosa invece fatta con le altre utilities europee. Ergo, c’è quindi ancora del potenziale nelle azioni Enel che per adesso è inespresso.

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A sostegno della tesi per cui c’è ancora uno sconto nei valori del gruppo guidato da Cattaneo, il fatto che il settore europeo in generale oramai goda di una serie di megatrend strutturali ben precisi a partire proprio dall’aumento della domanda di energia (quindi centralità delle reti) per arrivare alla crescita dei data center. Insomma a livello europeo tra le utilities è in atto una profonda trasformazione che durerà anni. Enel è ben inserita ma ancora, proprio su alcuni punti di questa evoluzione storica, non è stata messa ben a fuoco dal mercato. Da qui lo sconto rispetto a concorrenti europee che invece sono meglio inquadrate.

Il giudizio positivo su Enel si inserisce in una visione più ampia favorevole all’intero settore delle utility europee, che stanno attraversando una fase di trasformazione. “Dopo anni di crescita limitata, il settore è ora sostenuto da trend strutturali come l’elettrificazione, l’aumento della domanda di energia e lo sviluppo dei data center. Tutto questo potrebbe tradursi in rendimenti interessanti per gli investitori nei prossimi anni”, spiega Barclays.

Trimestrale Enel 2026: le previsioni degli analisti

E ora parliamo appunto di previsioni in vista della prima trimestrale 2026 di Enel.

Il consenso degli analisti si muove lungo una linea di continuità operativa, senza indicare elementi di rottura rispetto alla guidance già comunicata. In particolare, proprio Barclays ha affermato che il trimestre dovrebbe svilupparsi in modo regolare, con numeri coerenti alle attese e privi di sorprese rilevanti.

Previsioni di trimestre lineare soprattutto in un contesto energetico ancora volatile è un segnale di solidità del modello di business di Enel. La capacità di rispettare le previsioni, più che batterle, diventa conferma della qualità degli asset e della visibilità sugli utili.

Dal punto di vista industriale, secondo Barclays, il contributo principale arriverà dal segmento delle reti, che continua a beneficiare di meccanismi regolatori favorevoli e di una crescita della base di asset. A questo si potrebbe aggiunge una dinamica positiva della produzione idroelettrica, favorita da condizioni più favorevoli rispetto al passato recente.

Anche da Equita hanno evidenziato come le attività regolate siano destinate ad essere il motore della crescita di Enel. La sim ha quindi stimato un incremento significativo grazie agli investimenti riconosciuti nella RAB e ai miglioramenti tariffari, con un ruolo particolarmente rilevante del mercato spagnolo.

Sul fronte opposto, il trading è invece atteso in contrazione a causa di condizioni meno favorevoli. Tuttavia, questo elemento negativo dovrebbe essere assorbito dalla diversificazione del gruppo, mentre il retail si manterrà su un profilo stabile. Il quadro complessivo che emerge è quello di una struttura bilanciata, in grado di compensare le debolezze cicliche.

Le stime finanziarie sul primo trimestre 2026 di Enel

Guardando ai numeri, le previsioni convergono su un Ebitda nell’ordine dei 6 miliardi di euro, con una crescita marginale su base annua. Equita indica un incremento limitato (+0,5%), evidenziando come il contributo positivo dei business regolati venga parzialmente bilanciato da altre componenti meno dinamiche.

L’utile netto è invece atteso intorno a 1,9 miliardi di euro, in lieve flessione. Questo calo, secondo gli analisti, si può spiegare soprattutto con fattori esogeni, tra cui una maggiore pressione fiscale (in particolare l’incremento dell’IRAP) e l’aumento di ammortamenti e oneri finanziari. Anche l’Ebit del primo trimestre dovrebbe mostrare una dinamica leggermente negativa.

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Infine, per quanto riguarda la struttura finanziaria, sia Barclays sia Equita stimano una posizione finanziaria netta attorno ai 58 miliardi di euro. Un livello che si può considerare normale in ottica stagionale, anche alla luce del pagamento dell’acconto sul dividendo 2026 effettuato a inizio anno. Di certo il debito non rappresenta al momento un elemento di criticità nella valutazione del titolo Enel.

Outlook di breve termine su Enel

Oltre al breve termine, il giudizio degli analisti rimane costruttivo. Equita prevede una sostanziale conferma degli obiettivi strategici del gruppo, sostenuti da un contesto energetico che appare più favorevole rispetto alle ipotesi incorporate nel piano industriale. In particolare, i prezzi dell’energia risultano superiori alle assunzioni di base, creando potenziale upside sui risultati futuri.

Ulteriori elementi di supporto includono il progressivo adeguamento dei contratti a prezzo fisso, l’evoluzione del quadro regolatorio e la ridotta esposizione a specifiche fonti di approvvigionamento critiche. Un dato particolarmente rilevante per gli investitori riguarda la sensibilità dell’Ebitda dove variazioni dei prezzi dell’energia possono tradursi in impatti tangibili sulla redditività, rafforzando la leva operativa del gruppo nel medio periodo.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.