Dopo il rally registrato ieri dalle azioni di Fincantieri, oggi 26 marzo c’era grande attesa tra gli operatori per capire quale sarebbe stata la direzione del titolo: prosecuzione del rimbalzo oppure fase di assestamento? Le prime indicazioni che sono arrivate dalla borsa sembrano propendere per la seconda ipotesi. Il titolo della cantieristica navale, infatti, si muove in area 13,05 euro, in ribasso dello 0,3% rispetto alla sessione di ieri. Un comportamento che suggerisce come, almeno nel brevissimo periodo, la spinta al rimbalzo si sia esaurita. E del resto era difficile immaginare una sua prosecuzione visto che Borsa Italiana, dopo il recupero di ieri, già oggi è tornata in rosso per effetto delle negative evoluzioni arrivate dal Medio Oriente.
Il rimbalzo delle azioni Fincantieri non trova continuità
La seduta del 25 marzo aveva acceso l’entusiasmo, con il titolo Fincantieri in rialzo di circa il 6% sopra la soglia psicologica dei 13 euro. Proprio questo movimento aveva alimentato aspettative di una possibile prosecuzione verso livelli superiori già nella giornata successiva, quella di oggi. Tuttavia, la realtà odierna è apparsa differente fin da pochi minuti dopo l’opening bell. Fincantieri ha infatti prima ingannato portandosi su un verde dello 0,1% (massimo intraday a 13,36 euro) per poi tornare prima sulla parità e poi passare in rosso (minimo intraday a 13,01 euro). La mancanza di nuovi acquisti evidenzia un mercato ancora prudente.
Al di là della prestazione real time, il dato più significativo è che il titolo, nonostante il rimbalzo di ieri, resta comunque in calo di circa il 25% da inizio anno. Il rally di appena 24 ore fa, quindi, andrebbe forse letto più come un recupero tecnico che come l’inizio di un vero cambio di trend. E proprio il fatto che le azioni Fincantieri sembrino avere difficoltà nel consolidare sopra i livelli raggiunti ieri, rafforza la percezione che il mercato stia ancora cercando un equilibrio dopo le recenti pressioni ribassiste.
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Livelli tecnici di Fincantieri: resistenze solo sfiorate
Dal punto di vista tecnico, il quadro resta comunque interessante. Il superamento dell’area dei 13 euro avvenuto nell’ambito rimbalzo di ieri è un chiaro segnale incoraggiante, ma non sufficiente per invertire la tendenza. La vera resistenza resta infatti in area 13,5 euro, livello che per ora non è stato avvicinato .
Solo oltre questa soglia si potrebbe assistere a un alleggerimento concreto della pressione ribassista, con possibili estensioni verso i 15 euro. Questo livello va a coincidere con la trendline discendente costruita sui massimi dell’ottobre 2024 e sui top di gennaio 2025. Quindi sarebbe l’eventuale aggancio di questa quota ilo passaggio tecnico non solo rilevante ma soprattutto in grado di imprimere una reale svolta con cambio di trend.
Comprendiamo l’euforia di ieri ma andrebbe tenuto presente che a a cadere sono state soltanto le resistenze più immediate, senza che il movimento abbia avuto la forza di modificare una impostazione più ampia. Fincantieri resta quindi inserito in un contesto ancora fragile, dove ogni tentativo di recupero deve confrontarsi con ostacoli tecnici importanti.
Con focus sulla situazione in tempo reale: dell’immediata neutralizzazione dell’iniziale tentativo di ulteriore allungo abbiamo già detto. Tuttavia, c’è anche un bicchiere mezzo pieno: il titolo sta calando si ma, per adesso, i 13 euro reggono (date un occhio al minimo intraday che abbiamo segnalato a inizio articolo).
I conti 2025 di Fincantieri: numeri solidi ma non bastano
E’ sulla bocca di tutti che il rimbalzo di ieri di Fincantieri è stato innescato dalla pubblicazione dei conti 2025, che hanno mostrato un miglioramento significativo sotto diversi aspetti. Giusto per fare un recap: il colosso navale ha chiuso l’anno con un utile netto di 117 milioni di euro, quadruplicato rispetto al 2024, superando anche le indicazioni preliminari diffuse a febbraio.
I ricavi sono saliti a 9,194 miliardi di euro, con una crescita del 13,1%, mentre l’Ebitda ha registrato un balzo del 33,9% a 681 milioni, con margini in miglioramento. Particolarmente brillante è stata la divisione underwater, mentre il portafoglio ordini ha raggiunto livelli record, offrendo visibilità fino al 2036.
I numeri sono positivi e hanno migliori del consensus. Ma se il rimbalzo delle azioni non prosegue neppure nel day after allora forse i risultati sono stati già incorporati nei prezzi?
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Il giudizio degli analisti: Kepler resta positiva
Sul fronte delle raccomandazioni, intanto, Kepler Cheuvreux ha rivisto la propria posizione sul titolo proprio in scia ai conti 2025. Gli analisti hanno alzato il rating a buy ossia comprare da hold ovvero mantenere. Upgrade, quindi, a dimostrazione della maggiore fiducia nelle prospettive del gruppo di Monfalcone.
Occhio però perchè contestualmente il target price è stato ridotto a 16,5 euro dai precedenti 18,5 euro. Nonostante il downgrade, il nuovo prezzo obiettivo implica comunque un potenziale di upside rispetto ai livelli attuali che, però, sembra essere insufficiente per innescare nuovi acquisti nel breve termine e dare così prosecuzione al rimbalzo.
Tra la prestazione di ieri e quella di oggi, quindi, il quadro che emerge è quello di un titolo che ha si mostrato segnali di reazione ma forse non ancora di inversione. Il rimbalzo di ieri, pur significativo, sembra quindi essersi fermato davanti alle prime difficoltà tecniche dopo aver travolto le resistenze più immediate. Il contesto generale non aiuta.
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