Poste Italiane ha annunciato il lancio di un’OPA sulla totalità delle azioni Telecom Italia il cui obiettivo finale è il delisting di TIM da Borsa Italiana. Nell’aria da mesi, ora c’è la piena ufficialità. Dell’operazione si conoscono tutte le caratteristiche, dalle modalità di esecuzione al numero di azioni riconosciuto, dalla consistenza della parte in denaro fino al premio rispetto alle attuali quotazioni, e quindi, almeno in teoria, già a caldo è possibile farsi un’idea se conviene aderire all’OPA di Poste Italiane su Telecom Italia. Ovviamente in considerazione delle attuali condizioni (che quindi andremo subito a vedere) e dell’attuale fase dei mercati.
E allora proprio per valutare la convenienza, analizziamo subito quali sono le condizioni dell’OPA di Poste con riferimento a tutti i dettagli dell’operazione così come risultano dalla comunicazione dell’offerente.
OPA Poste Italiane su Telecom Italia: tutte le condizioni
Per provare a capire se conviene aderire all’OPA di Poste su Telecom Italia è necessario partire dall’analisi delle condizioni. Tanto per iniziare il lato operativo. Quella annunciata dalla quotata guidata da Del Fante non è un’offerta pubblica di acquisto in senso stretto ma si configura come sottospecie OPAS ossia offerta pubblica di acquisto e scambio.
Le parole dicono tutto: c’è una parte in cash che Poste Italiane riconoscerà a chi aderirà all’offerta ma c’è anche una parte di azioni che saranno consegnate in cambio di azioni TIM portate in adesione. Un’OPA mista quindi. Sempre lato tecnico: sarà totalitaria (e ciò avrà implicazioni su destino stesso di Telecom Italia come titolo quotato in borsa) e sarà volontaria nel senso che non è prevista obbligatorietà nel meccanismo di adesione. La volontarietà dell’OPAS rende ancora più cruciale la questione dell’adesione.
Gli azionisti di Telecom Italia a cui il messaggio di Poste Italiane hanno un grande potere: possono decidere liberamente cosa fare quindi se aderire o meno. Dal loro comportamento di massa dipenderà la riuscita dell’offerta pubblica.
Prezzo riconosciuto alle azioni portate in adesione (per quello che riguarda la parte cash) e azioni Poste Italiane assegnate per ogni azione TIM sono le due condizioni centrali dell’OPAS.
Nel dettaglio, per ogni azione TIM conferita all’offerta, l’offerente riconoscerà 0,167 euro e 0,0218 azioni Poste di nuova emissione. Dalla somma tra le due componenti scaturisce un corrispettivo totale dell’OPA pari a 0,635 euro per ogni azioni Telecom Italia. Ammettendo che ci sia un’adesione totale, il controvalore complessivo dell’operazione sarebbe pari a circa 10,8 miliardi di euro. Segniamo questi numeri perchè essi più di tutti possono aiutare a capire se conviene aderire all’OPA di Poste almeno a freddo.
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Quali sono gli obiettivi dell’OPA su TIM
L’OPA di Poste Italiane ha un obiettivo industriale molto chiaro: creare un gruppo integrato tra telecomunicazioni, infrastrutture digitali e servizi finanziari.
I dati pro-forma del colosso che esiterebbe dall’offerta sono da storia della finanza italiana: ricavi per circa 26,9 miliardi di euro e un Ebit pari a circa 4,8 miliardi. Il nuovo gruppo che nascerebbe dall’acquisizione di Telecom Italia e dall’integrazione in Poste opererebbe su rete fissa e mobile, cloud, data center e servizi digitali, integrando le attività di Poste nei servizi finanziari, assicurativi e logistici.
Stando alle proiezioni, poi, le sinergie annue stimate sono pari a circa 0,7 miliardi di euro ante imposte, a fronte di costi una tantum dello stesso ammontare. In prospettiva l’impatto sull’utile per azione di Poste Italiane sarebbe positivo dal 2027, mentre per il 2026 è previsto un effetto neutrale sul dividendo. L’integrazione di TIM consentirebbe inoltre la valorizzazione parziale delle imposte anticipate dell’ex monopolista pari a 982 milioni di euro a fine 2024, trasformandole in valore recuperabile nel tempo.
Cosa succederà adesso: in passaggi dell’OPA su TIM
La prima reazione all’OPA di Poste Italiane su Telecom Italia sarà quella a caldo del mercato. Le azioni delle due quotate coinvolte daranno un primo verdetto sull’orientamento degli investitori già nella sessione di borsa di oggi. Non sarà una reazione limpida perchè su tutte le borse europee pesa come un macigno la questione guerra. Non c’è quindi quella situazione di tranquillità che consente di cristallizzare con chiarezza cosa ne pensa il mercato.
Detto questo, l’iter prevede poi il rilascio delle autorizzazioni regolamentari e l’approvazione delle condizioni indicate nel documento di offerta. Se ci dovesse essere il via libera, l’OPA partirebbe senza intoppi. Il timing dell’offerte prevede la chiusura entro la fine del 2026. Operazioni di questo tipo non è detto che vadano in porto e spesso sono soggette a rilancio del corrispettivo offerto per aderire. La storia recente di Borsa Italiana è piena zeppa di rilanci: da quello di Monte dei Paschi su Mediobanca (OPA riuscita) a quello di Unicredit su Banco BPM (OPA fallita).
Essendo l’offerta finalizzata all’acquisizione dell’intero capitale di Telecom Italia (è un’OPAS totalitaria come abbiamo detto) l’ultimo step sarebbe il delisting delle azioni TIM da Piazza Affari con revoca dalle quotazione. Questo scenario ultimo solo in caso di raggiungimento delle soglie richieste e successo dell’OPA.
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Aderire all’OPA di Poste su Telecom Italia conviene?
Ed eccoci alla domanda alla base di questo articolo: conviene aderire all’OPA di Poste Italiane su Telecom Italia? Ad ora il solo elemento potenzialmente a disposizione degli investitori per fare una valutazione sulla convenienza è quello del premio incorporato dal corrispettivo totale messo sul piatto dall’offerente. Assumendo come prezzo di riferimento quello delle azioni TIM al termine della seduta di borsa di venerdì scorso, pari a 0,58 euro, scaturisce un premio del 9,01%.
E’ tanto, poco o giusto il premio riconosciuto da Poste Italiane? Di certo non è eccessivo anche se, come evidenziato nelle condizioni, una parte del corrispettivo è in azioni Poste Italiane, e di conseguenza resterebbe sempre esposizione al mercato azionario. Da evidenziare mil timing dell’offerta. L’OPA non è arrivata con il mercato sulla cresta dell’onda, anzi ha fatto irruzione in un contesto tutto improntato sul sentiment negativo. Un mese fa come ora le azioni TIM passavano di mano a 0,66 euro, venerdì hanno chiuso a 0,58 euro. Il titolo quindi si è deprezzato dopo aver però corso tanto (da inizio anno resta comunque un verde del 17%). Praticamente per Poste Italiane si è quindi aperta una finestra utile per farsi avanti.
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