navi Norwegian Cruise Line e Fincantieri
Azioni Fincantieri in borsa (www.risparmioggi.it)

Dopo il rally registrato ieri dalle azioni Fincantieri, con i prezzi delle azioni saliti del 3,4% a 16,75 euro, oggi sono puntualmente arrivate le prese di profitto. A mezz’ora dall’avvio degli scambi il titolo della cantieristica navale è il peggiore del Ftse Mib con un ribasso del 2,45% a 16,34 euro.

Il movimento non sorprende gli operatori più esperti: dopo una notizia price sensitive e un allungo tecnico, è fisiologico che parte del mercato monetizzi. A seguito del momento in atto oggi, su base mensile il rosso si amplia e ora sfiora il 18%, segnale che il trend di breve resta fragile. Tuttavia, il quadro di medio periodo rimane robusto: il titolo è ancora in progresso di oltre il 100% su base annua, a testimonianza di un re-rating strutturale legato al nuovo piano industriale e alla visibilità sugli ordini.

Tornando alla sessione odierna, il punto chiave per gli investitori è capire se l’effetto Norwegian Cruise si sia già esaurito o se la flessione odierna rappresenti solo un consolidamento tecnico all’interno di un trend ancora costruttivo.

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Maxi ordine con Norwegian Cruise: numeri e impatto strategico

Riavvolgiamo il nastro. rally registrato ieri dalle Fincantieri è stato innescato dalla firma di un maxi accordo con Norwegian Cruise Line Holdings per la costruzione di tre navi da crociera di nuova generazione, con consegne previste tra il 2036 e il 2037. Il valore ufficiale non è stato comunicato, ma le stime di mercato indicano una cifra prossima ai 4-4,5 miliardi di euro, sulla base di recenti commesse comparabili.

Le tre unità saranno destinate ai brand Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises, coprendo così segmenti diversi del mercato: mass market premium, upper premium e ultra-lusso. Nel dettaglio:

  • la nave per Norwegian Cruise Line avrà una stazza lorda di circa 227.000 tonnellate e oltre 5.000 posti letto
  • l’unità per Regent Seven Seas Cruises sarà da 77.000 tonnellate con circa 822 posti letto, confermando il posizionamento extra-lusso
  • la nave per Oceania Cruises avrà una stazza di 86.000 tonnellate e una capacità di circa 1.390 passeggeri

Tutte le unità saranno realizzate nei cantieri italiani del gruppo e progettate con elevati standard tecnologici e soluzioni avanzate in termini di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.

Al di là dei dettagli tecnici che poco interessano, l’impatto strategico della commessa è rilevante. Con questo contratto Fincantieri amplia ulteriormente la propria visibilità di lungo periodo, consolidando un carico di lavoro che si estende fino al 2037. Inoltre, la collaborazione con Norwegian Cruise (già rafforzata da precedenti ordini miliardari) consolida la leadership del gruppo nel settore crocieristico globale. In termini finanziari (questi si che interessano) un backlog più ampio significa maggiore prevedibilità dei ricavi futuri e migliori condizioni per pianificare investimenti in capacità produttiva, digitalizzazione e innovazione.

Quindi, a prescindere dal forte rosso di oggi, il contratto siglato da Fincantieri con Norwegian Cruise è strutturalmente positivo per vari motivi: rafforza la pipeline, diversifica i segmenti serviti e consolida relazioni strategiche di lungo periodo con uno dei principali player mondiali del settore.

Perché il titolo scende già oggi? Settore difesa debole e taglio target

Se il contratto è così importante, perché il mercato oggi vende? La risposta è multipla.

In primo luogo, pesa il contesto settoriale. Le azioni della difesa e dell’aerospazio stanno registrando ribassi diffusi e Fincantieri, pur con un forte focus sul cruise, è percepita anche come player integrato nel comparto naval-militare. Oggi Leonardo cede circa l’1,5%, segnale di un mood negativo sull’intero comparto. In giornate di risk-off settoriale, anche le buone notizie societarie passano in secondo piano.

In secondo luogo, Soldionline riporta una revisione da parte di Banca Akros, che ha tagliato il target price su Fincantieri a 19 euro, pur confermando la raccomandazione buy. Il downgrade del prezzo obiettivo, anche se accompagnato da un giudizio positivo, ha contribuito a raffreddare gli entusiasmi. Per il mercato il messaggio è chiaro: il potenziale upside esiste ancora, ma è più contenuto rispetto alle precedenti valutazioni.

Infine, non va trascurato il fattore tecnico. Ieri il titolo ha sfiorato quota 17 euro senza riuscire a superarla in chiusura. L’incapacità di violare una resistenza psicologica così evidente ha attivato ordini di vendita tattici, favorendo le prese di profitto di breve termine. Dopo un +3,4% in una sola seduta, parte degli investitori ha preferito cristallizzare i guadagni.

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Analisi tecnica: livelli chiave e scenari possibili

Dal punto di vista tecnico, il quadro resta in equilibrio. Il mancato superamento dei 17 euro rappresenta un segnale di cautela nel brevissimo termine, ma non compromette l’impostazione costruttiva di medio periodo.

Il livello da monitorare con attenzione è area 15 euro, che coincide con i minimi degli ultimi sette mesi e rappresenta uno spartiacque tecnico fondamentale. Solo una eventuale violazione decisa di questa soglia riattiverebbe un trend ribassista di medio termine, con possibili estensioni verso supporti inferiori. Al momento, però, questo rischio non appare imminente.

Al contrario, un ritorno stabile sopra 17 euro riaprirebbe spazio per un test delle resistenze successive e potrebbe riattivare flussi in ingresso da parte di investitori momentum. In un’ottica di breve, la fase attuale può essere considerata più che altro una digestione del rally che un’inversione strutturale.

Insomma l’effetto Norwegian non è finito (come abbiamo provocatoriamente detto) ma è stato rapidamente assorbito dal mercato.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.