Niente rimbalzo per le azioni Interpump Group nella prima seduta della settimana che, dopo il crollo dello scorso venerdì che ha mandato in alert gli investitori, nella sessione di lunedì segnano un ulteriore calo dell’1,5% precipitando a 40,5 euro. I numeri non lasciano spazio a dubbi: il mercato non sembra concedere alcuna tregua al titolo dopo il tracollo di ben il 18% rimediato in scia alla presentazione dei conti 2025 e di un outlook 2026 giudicato troppo prudente.
Non c’è niente di cui stupirsi se la domanda che da venerdì rimbalza da una parte all’altra della comunità finanziaria sia una sola: quali sono le vere ragioni del crollo azioni Interpump e soprattutto cosa fare con le azioni Interpump adesso? Perché è vero che i prezzi sono scesi in modo violento, ma è altrettanto vero che lo sconto non equivale automaticamente a opportunità di acquisto. E questo chi opera sull’azionario lo sa bene.
Conti Interpump 2025: numeri solidi, ma crescita che si raffredda
Partiamo dai fatti. Il gruppo ha chiuso il 2025 con vendite nette pari a 2,07 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente (-0,4%). A livello organico il dato ha mostrato un leggero arretramento, segnale di un contesto di mercato meno favorevole rispetto agli anni di piena espansione.
Sul fronte operativo poi:
- EBITDA a 462 milioni (+1,2%), con margine al 22,3%
- EBIT sostanzialmente stabile a 336,6 milioni
- Utile netto consolidato a 209,7 milioni (-8,2%)
- Utile per azione in calo da 2,124 a 1,955 euro
Già a prima vista i numeri dicono che non c’è alcun collasso dei fondamentali come pure potrebbe lasciar intendere un crollo del 18%. La marginalità resta elevata, in linea con la storia industriale del gruppo. Si c’è la nota negativa del calo dell’utile ma esso appare legato anche all’incremento degli ammortamenti derivanti dagli investimenti effettuati negli ultimi esercizi.
Addirittura sotto il profilo finanziario sono emersi segnali positivi: il free cash flow ha raggiunto il record storico di 220,4 milioni, mentre la posizione finanziaria netta è scesa a 291,1 milioni dai 409,1 milioni di fine 2024. La leva si attesta a 0,8x, livello tra i più bassi degli ultimi vent’anni.
Dunque perché il mercato ha reagito con tanta durezza scatenando vendite che hanno causato il crollo delle azioni Interpump venerdì e l’incapacità di rimbalzare oggi?
XTB
- ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali*
- ✅ A partire da 10€
- ✅ Interessi sui fondi non investiti
- ✅ Cashback 1% su ewallet PRO
Outlook Interpump 2026 prudente è il vero detonatore del ribasso
Il nodo centrale per inquadrare cosa sta succedendo è la guidance per il 2026. Il management ha indicato, su base organica, una variazione del fatturato compresa tra +3% e -2%. Una forbice ampia, che fotografa un contesto globale ancora incerto e mercati ciclici discontinui.
La divisione oleodinamica dovrebbe proseguire nel recupero, mentre la divisione acqua non dovrebbero beneficiare di un ordine straordinario che aveva sostenuto i numeri dell’anno scorso. Tradotto: la crescita non sarà lineare e, soprattutto, non sarà brillante nel breve periodo.
Per un titolo che negli ultimi anni aveva abituato il mercato a traiettorie di espansione robuste, questo cambio di passo è stato sufficiente per innescare vendite aggressive. Il mercato non ha messo in discussione la solidità del modello industriale, ma ha ridimensionato le aspettative di crescita.
Il sell-off del 18% di venerdì scorso e l’ulteriore -1,5% di oggi, riflettono quindi una revisione delle stime più che un deterioramento strutturale.
Cosa fare con le azioni Intermpump: crollo è eccessivo?
Arriviamo al punto chiave per chi si chiede cosa fare con le azioni Interpump.
Il consensus fotografato d MarketScreener resta orientato al positivo: su 8 valutazioni complessive, 4 sono buy e 3 accumulate (un solo hold). Il target price medio è pari a 51,25 euro, che implica un potenziale upside intorno al 25% rispetto ai prezzi attuali.
Proprio dopo il sell-off di venerdì, poi, Intermonte ha rivisto il target price a 48 euro (dai precedenti 50), confermando la raccomandazione Outperform ossia farà meglio del settore di riferimento. Gli analisti hanno definito deludenti i risultati del quarto trimestre e le previsioni 2026, sottolineando che la ripresa è più lenta del previsto e caratterizzata da andamenti irregolari nei mercati ciclici.
Tuttavia, la sim ha anche messo in evidenza alcuni elementi chiave:
- la generazione di cassa resta solida e in miglioramento
- la leva finanziaria è ai minimi pluriennali
- c’è lo spazio per accelerare acquisizioni M&A o operazioni di buyback
Si è vero che le stime di EBITDA 2026-2027 sono state ridotte di circa il 6%, ma le previsioni di free cash flow restano sostanzialmente confermate. Ciò induce a pensare che la capacità di creare valore nel medio termine non è stata compromessa.
Da ciò sembra quindi dedursi che l’entità della reazione di mercato sia andata oltre la revisione degli utili, riaprendo un punto di ingresso che ai massimi non era più disponibile.
Prezzi azioni Interpump a sconto non sono più garanzia di rialzo
Qui sta la vera discriminante.
Le azioni Interpump nell’ultimo mese sono crollate del 15% ma restano ancora positive del 3% su base annua. Il calo ha compresso le valutazioni, ma il mercato potrebbe aver bisogno di tempo per digerire la nuova traiettoria di crescita.
Tre considerazioni operative possono essere fatte a riguardo:
- Non c’è stato rimbalzo tecnico immediato: lo dice la flessione di lunedì e il fatto che il titolo non stia reagendo nella prima seduta al tonfo indica che la pressione in vendita non è esaurita.
- Le aspettative sono state ridimensionate: lo dice l’Outlook e il fatto che 2026 sarà probabilmente un anno di consolidamento più che di espansione potrebbe avere impatto sulle prospettive di investing di lungo termine
- La struttura finanziaria è un punto di forza: lo dicono i conti 2025 e il fatto che il debito si sia ridotto e che la generazione di cassa offra margini per crescita per linee esterne nel triennio sono elementi positivi
Quindi accumulare o attendere?
Il crollo azioni Interpump nasce da una combinazione di conti solidi ma non entusiasmanti e di una guidance prudente che ha raffreddato l’appeal di breve termine. Non emergono criticità strutturali, ma le aspettative di crescita sono state abbassate.
Per un investitore di medio-lungo periodo, la debolezza può rappresentare un’opportunità di accumulo graduale, soprattutto alla luce di un target medio superiore del 25% ai prezzi correnti.
Per chi opera nel breve, invece, la prudenza resta d’obbligo: senza catalizzatori positivi immediati, il titolo potrebbe muoversi lateralmente o testare ulteriormente la tenuta dell’area 40 euro.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















