Renderà davvero tanto il dividendo BPER Banca 2026 a valere sull’esercizio 2025. Merito della consistenza della cedola il cui ammontare è stato definito oggi in sede di presentazione dei conti al 31 dicembre ma merito anche dell’andamento del titolo in borsa con i prezzi che, dopo la scorpacciata del 2025, hanno avviato il nuovo anno più pacatamente. L’alto dividend yield sull’esercizio 2025 non è però la sola buona notizia per gli investitori interessati ai flussi di reddito. Il management della quotata modenese ha infatti lanciato chiari segnali anche sull’esercizio in corso: ci potrebbe essere un acconto sul dividendo 2027 relativo al 2026.
Ma andiamo con ordine: partiamo dalla cedola sul 2025 poi passiamo al suo rendimento e solo dopo all’acconto sul prossimo dividendo.
Dividendo BPER Banca 2026 a 0,65 euro tutto in cash
Con l’approvazione dei risultati dell’esercizio 2025, BPER Banca ha messo nero su bianco una proposta di dividendo 2026 pari a 0,65 euro per azione, riferita agli utili dello scorso anno. La distribuzione avverrà interamente in contanti, elemento che rafforza la visibilità della remunerazione per l’azionista e rende il titolo facilmente confrontabile con gli altri bancari quotati sul Ftse Mib.
Il dividendo complessivo incorpora un acconto di 0,10 euro per azione già staccato nel novembre 2025. Ne deriva che il saldo atteso nel 2026 ammonta a 0,55 euro per azione, salvo eventuali aggiustamenti formali in sede assembleare.
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La banca ha indicato un pay-out ratio pari al 75%, livello solo a prima vista elevato ma in realtà coerente con la generazione di capitale registrata nel corso dell’esercizio e con gli attuali requisiti regolamentari.
Quindi politica di distribuzione generosa e soprattutto senza ricorrere a strumenti misti o a formule alternative. La scelta del cash puro riduce l’incertezza sull’effettivo ritorno per l’azionista e si inserisce in un contesto settoriale in cui le banche stanno cercando di rendere più stabile e prevedibile il flusso dei dividendi.
L’ammontare totale del dividendo BPER Banca 2026 va considerando al lordo. Per il netto va eliminata la tassazione dividendi. Per adesso, nessuna indicazione sulle tempistiche dello stacco del saldo.
Rendimento del dividendo BPER Banca ai prezzi correnti
Forse più dello stesso ammontare, l’elemento più rilevanti per valutare il dividendo BPER Banca 2026 è ovviamente il dividend yield, parametro centrale nelle strategie income-oriented. Il rendimento è stato calcolato mettendo in rapporto il dividendo lordo complessivo di 0,65 euro per azione con il prezzo di chiusura del titolo registrato ieri, pari a 12,351 euro.
La formula è la seguente: Dividend yield lordo = dividendo per azione / prezzo dell’azione
Applicando i valori disponibili diventa 0,65 € / 12,351 € = circa 5,3% lordo
Questo livello di rendimento andrà a collocare BPER Banca nella fascia alta del comparto bancario italiano, soprattutto se si considera che il dato è calcolato su un prezzo già incorporante le attese sul dividendo. In altri termini, il mercato ha già in parte prezzato la cedola, ma il rendimento resta competitivo.
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Per l’investitore, il 5,3% lordo rappresenta un ritorno interessante sia in ottica di flusso cedolare sia come possibile elemento di supporto alle quotazioni nel medio periodo.
In un contesto di tassi ancora elevati ma potenzialmente in fase di normalizzazione, il dividendo BPER Banca 2026 può essere ritenuto una valida funzione di cuscinetto, soprattutto per quegli investitori che privilegiano stabilità e visibilità del ritorno.
Il prossimo acconto sul dividendo BPER Banca
Guardando oltre l’esercizio 2025, BPER Banca ha lasciato aperta la porta a una nuova distribuzione anticipata. Il consiglio di amministrazione ha infatti indicato che, nel corso del 2026, potrà valutare l’eventuale riconoscimento di un acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2026, subordinandolo all’andamento dei risultati e al quadro regolamentare.
Nel caso in cui tale decisione venisse assunta, la banca ha già chiarito il calendario operativo: la data di stacco dell’eventuale acconto coinciderebbe con il primo giorno di mercato aperto successivo al terzo venerdì di novembre, che nel calendario indicato corrisponde a lunedì 23 novembre, con pagamento previsto per il 25 novembre.
Questa indicazione, pur non vincolante, fornisce al mercato un riferimento temporale utile per le strategie di posizionamento. La possibilità di un acconto rafforza la percezione di continuità nella politica di remunerazione, elemento particolarmente apprezzato dagli investitori istituzionali e da chi adotta strategie di lungo periodo focalizzate sui dividendi.
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