Il cambio euro dollaro ha superato con decisione quota 1,20, per poi arretrare nel giro di poche sedute e tornare stabilmente al di sotto di questo livello. Un movimento che ha colto di sorpresa molti operatori, soprattutto considerando la forza con cui il cross aveva rotto una soglia che non veniva violata dal giugno 2021.
Il messaggio del mercato è chiaro: 1,20 è stato toccato, ma non ancora conquistato. E quando un livello simbolico viene abbandonato così rapidamente, la domanda non è se il trend sia finito, ma perché il rally si sia fermato proprio lì e cosa questo implichi per lo scenario di breve periodo su EUR/USD.
Indice
Euro dollaro dopo 1,2: l’abbandono di una soglia chiave
Dopo aver ampiamente superato area 1,20, il cambio euro dollaro ha iniziato una fase di arretramento progressivo, prima verso 1,1950 e poi al di sotto di questo livello. Si tratta di una dinamica che rientra perfettamente nella logica dei mercati valutari quando vengono testate resistenze di lungo periodo.
Quota 1,20 non è un livello qualunque: rappresenta una soglia psicologica, tecnica e macroeconomica allo stesso tempo. Il fatto che il mercato abbia temporaneamente dato STOP non implica un’inversione del trend, ma segnala che le forze rialziste necessitano di nuove conferme per proseguire.
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Perché il rally del cambio euro dollaro a 1,2 si è fermato
Le ragioni dell’arresto del movimento rialzista che ha portato Euro Dollaro a 1,2 sono molteplici e vanno lette su più livelli.
Tanto per iniziare entra in gioco la questione della presa di profitto tecnica. Il superamento di 1,20 ha infatti attivato prese di profitto fisiologiche. Dopo un rally esteso, molti operatori hanno preferito monetizzare, soprattutto in prossimità di un livello osservato da anni.
C’è poi un palese eccesso di posizionamento. Il breakout ha attirato flussi speculativi e momentum trader e esperienza dice che quando il mercato si concentra troppo su una direzione, basta una riduzione marginale della domanda per innescare un ritracciamento.
E per finire il contesto politico e dollaro “guidato”. Il movimento rialzista dell’Euro è stato infatti alimentato anche dalla debolezza strutturale del dollaro, esplicitamente favorita dalla Casa Bianca. Le dichiarazioni di Donald Trump, apertamente favorevoli a un biglietto verde debole per rilanciare le esportazioni Usa, hanno avuto un ruolo determinante. Il punto è che (anche qui esperienza lo dice) il mercato tende a prezzare rapidamente le narrative politiche, salvo poi rientrare in una fase di consolidamento quando queste diventano consenso diffuso.
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Cosa può succedere adesso cambio euro dollaro: scenario post 1,2
Dal punto di vista tecnico, lo scenario del cambio euro dollaro resta complessivamente rialzista. Il ritracciamento in atto da 1,2 non ha intaccato la struttura di fondo anche perchè 1,2 resta per forza la resistenza principale (non quella più a portata di mano). Lato tecnico il supporto più prossimo è a 1,192 mentre la resistenza più vicina è a 1,1980. Inutile dire che se 1,192 dovesse cedere allora il cross si potrebbe anche portare a 1,19 per poi mettere nel mirino i supporti successivi.
Assunta questa situazione, l’impressione è che dopo aver fatto la storia sia ora in atto una fase di consolidamento. In pratica il mercato sembra aver bisogno di tempo per digerire il movimento sopra 1,20 e ridefinire i posizionamenti.
Le previsioni possibili sono due:
- base: il cross si mantiene laterale e la volatilità resta contenuta
- rialzista: 1,1980 tiene e si creano le condizioni per nuovo tentativo di superamento magari stabile di 1,20
In nessuno di questi casi si parla, al momento, di inversione strutturale. Quindi la view è costruttiva.
Il valore simbolico del cambio Euro Dollaro a 1,20
Il movimento che ha portato Euro Dollaro a 1,2 ha almeno tre cause ben precise: le aspettative di una Fed più accomodante, anche in vista della successione a Jerome Powell; la crescente attenzione al debito pubblico Usa, ormai oltre i 38.000 miliardi di dollari e la progressiva erosione della fiducia verso le valute fiat, come dimostrato dalla corsa dei metalli preziosi.
Detto questo, il livello di 1,20 ha un significato che va ben oltre l’analisi tecnica e entra nella storia. Per gli Stati Uniti, un dollaro debole favorisce il riequilibrio della bilancia commerciale e sostiene la manifattura Per l’Eurozona, un euro troppo forte rischia di penalizzare le esportazioni e comprimere la crescita.
Non è un caso che storicamente le autorità monetarie abbiano sempre osservato con attenzione questa soglia. Il fatto che il mercato abbia esitato indica che le implicazioni economiche di un euro sopra 1,20 non sono neutre.
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