navi da guerra e grafico al ribasso
Crollo azioni Fincantieri (www.risparmioggi.it)

Il crollo monstre registrato ieri dalle azioni Fincantieri (-8,73% a 16,83 euro il dato finale) diventa per forza di cose il fatto del giorno dell’ultima seduta settimanale di scambi. E’ palese che nella sessione di giovedì le azioni Fincantieri abbiano corretto e con loro tutto il settore della difesa (rossi molto ampi hanno caratterizzato Leonardo e, fuori dal Ftse Mib, AVIO). La domanda del day after è quasi scontata: ci sarà un rimbalzo per le azioni del colosso della cantieristica oppure, dopo il tracollo, si attiverà una fase ribassista più profonda? Da questo interrogativo ne consegue poi un altro: è il caso di sfruttare quanto avvenuto ieri per comprare azioni Fincantieri su valutazioni di certo più convenienti rispetto a quelle di ieri l’altro oppure meglio attendere magari perchè il sell potrebbe non essere finito?

A prescindere dalla risposta a queste domande (non semplice), il dato è che la volatilità è tornata ad imporsi sulle azioni Fincantieri (ieri boom di pezzi scambiati) e chi fa trading sa perfettamente che quando ci sono forti oscillazioni nei prezzi, ci sono anche maggiori occasioni operative rispetto a quelle che si creano quando c’è una traiettoria direzionale precisa.

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Cosa è successo alle azioni Fincantieri

Non ci sono grandi misteri sulle ragioni del crollo di ieri delle azioni Fincantieri e, al tempo stesso, non ci sonio neppure responsabilità domestiche. Il titolo della cantieristica navale è andato a picco perchè il tema difesa, suo grande catalizzatore, ha perso di appeal. Ancora una volta, quindi, è la situazione geopolitica generale a dettare il sentiment sulle quotate del settore difesa. Oramai la narrativa è arcinota: se ci sono motivi per cui la tensione sale alle stelle, le azioni del comparto ne traggono beneficio mentre, all’opposto, un calo della tensione implica la correzione del comparto.

Nel caso specifico del giovedì nero delle azioni difesa, è stato l’accordo preliminare tra Usa e UE sulla Groenlandia a determinare un rasserenamento del contesto e quindi a causare le forti vendite sulle quotate del comparto. Si basi: si tratta delle stesse società, a partire proprio da Fincantieri, che nei giorni precedenti avevano registrato forti rialzi in scia proprio alla recrudescenza della tensione sulla Groenlandia (minaccia Usa di dazi, presenza di militari francesi sull’isola, braccio di ferro Macron-Putin).

Questo il contesto generale in cui è maturato il sell.

Poi ci sono i rapporti di forza perchè se le azioni Fincantieri sono andate a picco più di Leonardo è perchè era cresciute di più rispetto a quelle del gruppo di Cingolani. In pratica gli investitori, bersagliando il settore difesa, hanno preferito vendere i titoli più valutati. Appunto Fincantieri.

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Cosa fare con le azioni Fincantieri dopo il crollo di ieri

Comprare a prezzi più bassi oppure attendere? Non diamo consigli di investimento ma ci limitiamo a riportare i fatti. Il tracollo di ieri ha inevitabilmente peggiorato la prestazione settimanale del gruppo della cantieristica. Ora i prezzi sono più bassi del 12% rispetto a 5 giorni fa. Al tempo stesso il sell ha cancellato il forte verde su base mensile presente fino a ieri l’altro: ora le quotazioni sono piatte. Infine è sparita anche la progressione da inizio (laddove prima era presente un forte rialzo causato proprio dalla tensione sulla Groenlandia) ora c’è un rosso del 5 per cento; mentre continua a fare bella mostra di sé il verde del 125% su base annua (raffronto con gennaio 2025). Nulla di cui meravigliarsi per il titolo è stato uno dei migliori di tutto lo scorso anno.

Questa la situazione sullo storico. Lato tecnico le azioni sono crollate su un livello in cui c’è l’incrocio della media mobile a 200 e sotto le medie mobili veloci. Quindi se ieri il titolo è crollato è anche perchè sono saltate delle aree tecniche rilevanti. Insomma la situazione è molto in movimento.

Già ma cosa fare? Vediamo cosa dicono gli analisti.

Secondo Kepler Cheuvreux, Fincantieri può vantare un un P/E pari a 43,3 volte per il 2025. Questo rapporto dovrebbe però calare a 32,3 volte nel 2026 e ulteriormente a 24,8 volte nel 20 27. Gli analisti sul titolo hanno rating hold e target price a 17 euro. Dopo il crollo di ieri, il prezzo obiettivo assegnato implica un leggero potenziale di upside. Tuttavia il fatto che i due valori siano prossimi sembra proprio sostenere l’ipotesi per cui, in modo del tutto fisiologico per le azioni Fincantieri, si sia aperta una fase di correzione nel breve periodo. Non molto dissimile la view di Equita: in questo caso il rating è neutrale e il target price è pari a 18,5 euro, un obiettivo che fino a ieri l’altro era più basso delle allora quotazioni mentre oggi, dopo il crollo, implica potenziale di rialzo.

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