In quella che è la prima vera ottava del 2026 di Borsa Italiana (domani 6 gennaio, festa dell’Epifania, Piazza Affari sarà comunque aperta) a spiccare sul Ftse Mib sono due coppie tematiche: Leonardo / Fincantieri e Tenaris / Saipem. Settore difesa e settore petrolifero in grande spolvero al rientro del lungo periodo di festività. In particolare, dopo la prima mezzora di contrattazioni, a stupire è la corsa a comprare azioni Leonardo e Fincantieri con le prime che avanzano del 5,8% a 54,18 euro e le seconde che invece mettono in cassaforte il 4,6% a 18,48 euro. E’ soprattutto grazie a questi verdi molto intensi se il paniere di riferimento di Piazza Affari riesce a strappare un rialzo dello 0,6% nonostante l’incertezza che caratterizza il settore banking, il più pesante sulla market cap complessiva del Ftse Mib.
Grazie ai forti rialzi, Leonardo porta il verde accumulato nell’ultimo mese al 14% mentre Fincantieri lo aggiorna al 7%. In pratica, con il rally della prima di Ottava, è come se le due big del settore difesa fossero tornate ai mesi scorsi quando la loro marcia sembrava inarrestabile. La battuta di arresto venuta dopo a seguito del cambio di narrativa sulla guerra in Ucraina ispirato dall’offensiva di pace degli Usa sembra già appartenere al passato.
Ma come mai questa situazione? Perchè le azioni Leonardo e Fincantieri sono subito volate in testa alla borsa di Milano?
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Le ragioni dei forti acquisti sulle azioni Leonardo e Fincantieri
La tensione geopolitica alimenta il settore difesa. Non c’è niente da fare e non c’è nuova commessa che regga perchè, come dimostrato in tutti questi mesi, sono le situazioni di recrudescenza internazionale a stimolare gli acquisti dei titoli delle difesa. La situazione in atto oggi sulle azioni Leonardo e Fincantieri ne è la dimostrazione palese. Gli acquisti sulle due quotate sono si agevolati da un ultimo mese non all’altezza del trend messo in evidenza in quelli passati ma la vera ragione alla base del ritrovato forte hype è la forte tensione in atto tra Stati Uniti e Venezuela.
Ora sia Leonardo che Fincantieri non si possono considerare le maggiori beneficiarie dell’industria Usa degli armamenti ma sono ugualmente ben comprate in scia della forte speculazione che sta di nuovo caratterizzando il settore mondiale della difesa dopo la cattura di Maduro e il suo trasferimento in carcere negli States. L’incertezza su quello che potrebbe ora accadere a Caracas è altissima mentre, parallelamente, altri fronti del ritrovato presenzialismo americano si aprono (dalla Colombia alla Groenlandia). Tutto questo piace al comparto difesa. Se a ciò poi si aggiunge il fatto che neppure a Natale c’è stata una tregua in Ucraina ma che, anzi, il conflitto continua a restare alto di intensità, ne consegue che sembra di nuovo esserci il terreno più fertile in assoluto per i titoli della difesa.
Cosa dicono gli analisti esposti su Leonardo e Fincantieri
Il 2026 delle azioni Leonardo e Fincantieri si è aperto nel migliore dei modi: +9,4% per il gruppo guidato da Cingolani e +8,9% per il colosso della cantieristica (in questo secondo caso a pesare sono stati anche i nuovi ordini aggiudicati dalla Marina indiana). Rispetto a un anno fa, i rialzi delle due quotate sono poi da guinness: +108% nel primo caso e +161% nel secondo caso.
Spesso quando si è dinanzi ad evoluzioni simili, il rischio è che il margine di ulteriore upside possa contrarsi. Potrebbe essere questa la situazione? Nessuno lo può dire. Gli analisti, dal canto loro, hanno però le idee chiare: stando al sito di screening azionario MarketScreener, sulle azioni Leonardo a inizio 2026 il rating medio è accumulate con sei analisti che consigliano di comprare e otto che invece non vanno oltre il mantenere in portafoglio mentre il target price medio è attestato a 55,8 euro, il 9% in più rispetto ai valori attuali (upside) mentre il rating medio sulle azioni Fincantieri è accumulate con tre analisti bullish e tre attestati su hold (target price medio 22 euro con potenziale di upside del 25% rispetto ai prezzi attuali).
Cosa puoi fare adesso?
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