foglio con scritto ETF e grafico al ribasso
Peggiori ETF del 2025 (www.risparmioggi.it)

Il 2025 si è rivelato un anno molto meno lineare di quanto molti investitori in ETF avessero inizialmente previsto. Dopo un biennio dominato dalla narrativa dei tassi più alti più a lungo, i mercati hanno iniziato a scontare simultaneamente volatilità valutaria, pressione sui rendimenti reali e rotazioni settoriali improvvise. In questo contesto si sono distinti chiaramente i peggiori ETF del 2025, spesso penalizzati non da errori strutturali, ma da condizioni cicliche estreme.

Proprio questa combinazione ha riportato al centro una domanda cruciale: conviene investire nei peggiori ETF 2025? L’esperienza storica ha mostrato come le fasi di sotto-performance più marcate abbiano spesso anticipato potenziali rimbalzi, soprattutto quando le perdite erano riconducibili a fattori macroeconomici reversibili piuttosto che a un deterioramento dei fondamentali.

Analizziamo quindi dove si sono concentrate le maggiori debolezze del 2025, prima su base tematica e poi geografica, per comprendere come gli ETF peggiori dello scorso anno possano diventare strumenti strategici nel 2026.

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I peggiori ETF del 2025 su base tematica

A sorpresa, tra i peggiori ETF del 2025 sono emersi diversi strumenti obbligazionari. Il caso più emblematico è stato l’Xtrackers Japan Government Bond, che ha chiuso l’anno con una perdita prossima al -18%, principalmente a causa del crollo dello Yen. In questo caso non è stato il rischio credito a colpire, bensì la componente valutaria, che ha dimostrato quanto l’esposizione a cambio aperto potesse amplificare le perdite.

Deludenti anche gli ETF focalizzati su obbligazioni europee a lunghissima scadenza (oltre i 25 anni), che hanno registrato ribassi intorno al -12%. L’aumento delle aspettative sui tassi reali e la duration estremamente elevata hanno reso questi strumenti tra i più vulnerabili dell’intero panorama ETF. Il global aggregate bond a cambio aperto ha chiuso il 2025 con una flessione di circa -4%, confermando come la gestione del rischio valutario sia stata una delle variabili determinanti nella performance obbligazionaria.

Sul fronte azionario, il 2025 ha messo in difficoltà diverse strategie tematiche. Gli ETF legati al cloud computing e quelli esposti al settore del legname hanno entrambi archiviato l’anno con cali nell’ordine del -16%. In entrambi i casi, la sotto-performance è stata legata alla compressione delle valutazioni e al rallentamento degli investimenti, più che a un venir meno delle prospettive di lungo periodo.

Anche il comparto crypto e blockchain ha mostrato forti divergenze. Il calo di Bitcoin ed Ethereum ha pesato su molti ETF tematici, aumentando la dispersione delle performance e penalizzando i prodotti meno diversificati o più esposti alla volatilità direzionale.

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I peggiori ETF del 2025 su base geografica

Dal punto di vista geografico, il 2025 ha condannato diversi mercati emergenti. Tra i peggiori ETF 2025 si sono distinti quelli esposti a Arabia Saudita, Indonesia e Turchia, tutti con ribassi superiori al -14%.

In Arabia Saudita, il rallentamento degli investimenti legati all’energia e l’aumento del rischio geopolitico hanno inciso negativamente sui flussi. L’Indonesia ha sofferto l’uscita di capitali dai mercati emergenti, mentre la Turchia ha continuato a pagare instabilità monetaria e inflazione strutturale.Tutti questi ETF geografici hanno condiviso un elemento comune: valutazioni drasticamente ridimensionate, ma fondamentali macro che avrebbero potuto migliorare rapidamente in caso di inversione del ciclo globale dei tassi.

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Cosa fare nel 2026 con i peggiori ETF del 2025

La lezione principale che il 2025 lascerà in eredità non è stata evitare i peggiori ETF, ma saperli interpretare.

Per l’investitore di medio-lungo periodo, molti degli ETF più penalizzati potrebbero rappresentare nel 2026 potenziali strumenti di accumulo contrarian, soprattutto se inseriti in portafogli diversificati e gestiti tramite ribilanciamenti periodici. Duration lunga, mercati emergenti e settori ciclici sono stati tra i primi a soffrire, ma storicamente anche tra i primi a reagire quando il contesto è cambiato.

Per gli investitori più tattici, il nuovo anno potrebbe offrire numerose opportunità per sfruttare entrambe le direzioni di mercato, combinando:

  • ETF fisici per esposizioni strutturali e di lungo termine
  • CFD su ETF per operare sia al rialzo sia al ribasso, capitalizzando volatilità e rimbalzi tecnici (strumenti a leva con rischio maggiore).

I peggiori ETF del 2025 potrebbero quindi rivelarsi nel nuovo anno terreno fertile per strategie di mean reversion, copertura dinamica e trading direzionale.

Concludiamo con una frase che ci è sempre piaciuta tanto: spesso, proprio dove si è concentrata la delusione, che si sono gettate le basi per il potenziale riscatto degli anni successivi.

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