Con un crollo del 4,7% a quota 45,9 euro, le azioni Leonardo sono le peggiori della giornata. In difficoltà fin dall’apertura delle contrattazioni, la quotata della difesa non è mai riuscita a dare segni di inversione di rotta arrivando a raggiungere un minimo intraday a 45,7 euro. Essendo le attuali quotazioni molto vicine ai minimi di seduta, non è da escludere che il passivo del titolo possa anche allargarsi ulteriormente. Il “prezzo pagato” con il crollo di oggi è visibilissimo nella performance mensile del titolo che si aggiorna a -9%. Nonostante un ultimo mese da dimenticare, il bilancio 2025 delle azioni Leonardo resta positivo per il 75%. Chi ha comprato un singolo titolo LDO a inizio gennaio lo ha pagato poco più di 26 euro e se da allora non ha mai venduto mantenendolo al contrario nel portafoglio, oggi si ritrova con un asset che vale 20 euro in più! Buon per chi si ritrova in questa situazione.
E chi invece non ha avuto questa lungimiranza, può pensare di entrare ora sulle azioni Leonardo sfruttando proprio il forte calo di oggi? Non offriamo consigli di investimento ma di una cosa siamo certi: prima di pensare ad un ingresso sulle azioni Leonardo ai prezzi attuali, è bene avere ben chiari i motivi per cui il titolo della difesa, nelle ultime settimane, sta soffrendo così tanto.
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Crolla l’appeal del settore difesa e le azioni Leonardo affondano
Ci sono titoli che dopo essere cresciuti tanto improvvisamente vengono colpiti da prese di profitto innescate ad esempio da conti deludenti o da prospettive finanziarie al di sotto delle attese. Nel caso specifico delle azioni Leonardo non c’è un motivo concreto e tangibile alla base del sell-off anzi, come vedremo nel prossimo paragrafo, in teoria ci sarebbe pure un assist per salire che invece viene del tutto ignorato. Se si considera poi che anche le altre azioni europee della difesa sono in difficoltà (le Rheinmetall a Francoforte sono in calo del 6,5%, BAE System a Londra perde il 3%, Thales a Parigi lascia sul parterre il 2,5%) si deduce che sul settore difesa è in atto un peggioramento complessivo del sentiment. Leonardo, quindi, si sta trovando immischiata in un raffreddamento del comparto militare che, a sua volta, è frutto delle trattative sulla pace in Ucraina.
Non è la prima volta che accade da quando Trump ha intensificato lo sforzo e il pressing diplomatico: ogni qual volta si torna a parlare di possibili punti di accordo tra russi e ucraini ecco che il settore difesa, che più di tutti ha tratto beneficio dalla guerra e da tutto quello che ne è derivato, cambia di passo e va in rosso. In questo contesto, lo scotto maggiore viene pagato da quelle quotate cresciute di più e quindi Leonardo va peggio di Thales che da inizio anno ha guadagnato “solo” il 63%; Rheinmetall (+147% da inizio 2025) paga pegno maggiore di BAE Systems (+43%).
Questi i fatti. Ci sono poi le interpretazioni.
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C’è una fuga dalle azioni Leonardo? Focus sulle prospettive
Spesso quando si vedono certi numeri, la tentazione di eccedere con la drammatizzazione è alta. In merito all’andamento disastroso delle azioni Leonardo, possiamo parlare di fuga del titolo?
No e il motivo è molto semplice. E’ vero che le trattative tra le parti si sono intensificate ma di incognite sulla strada della pace tra Russia e Ucraina ce ne sono tantissime. Sul punto gli analisti di Mediobanca sono stati chiarissimi affermando che, allo stato attuale dei fatti, la probabilità di un accordo di pace nel breve termine sono bassissime. Addirittura gli esperti di Piazzetta Cuccia ritengono che per buona parte del 2026 saranno le armi a continuare a parlare. Al netto della fiducia emersa negli ultimi giorni, quindi, lo scenario prevalente resta quello della guerra. Una prospettiva positiva per il settore difesa e per le azioni Leonardo.
Nessuna fuga in atto, quindi, ma semplicemente un cambio di narrativa che è stato sufficiente per spianare la strada a forti prese di profitto sulle azioni Leonardo.
Al massimo quindi è in atto una riduzione dell’esposizione da parte degli investitori in attesa di maggior chiarezza sulla possibile evoluzione del quadro geopolitico dopo le recenti novità. In questo contesto anche temi come l’effettiva sostenibilità della crescita degli ordini di Leonardo nel lungo periodo diventano motivi di riflessione.
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Ignorato l’accordo tra Leonardo e Knds Deutschland
Lo abbiamo già accennato in precedenza: quando si è dinanzi ad un peggioramento di sentiment non c’è notizia positiva che possa reggere. Proprio in questo contesto il mercato oggi sta del tutto ignorando la lettera di intenti stipulata tra la stessa Leonardo e l’olandese Knds Deutschland che ha ad oggetto lo sviluppo di un nuovo sistema di artiglieria semovente che verrà fornito all’esercito italiano.
Ora va bene che una lettera di intenti non è un accordo, tuttavia è impossibile non notare che se la notizia fosse arrivata appena pochi mesi fa quando l’appeal sul settore difesa era alto, le azioni Leonardo l’avrebbero cavalcata al rialzo. Oggi, invece, con un peggioramento del contesto a causa del cambio di narrativa, l’effetto catalyst viene neutralizzato. Per la cronaca la collaborazione tra Leonardo e Knds andrà a valorizzare le tecnologie del gruppo italiano in vari ambiti: dall’elettronica, ai sistemi C5I (comando, controllo, comunicazioni, computer, collaborazione e intelligence) fino ai sistemi Uav, integrando il tutto con le soluzioni di artiglieria di Knds.
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