rideterminazione saldo conto corrente

Nel contesto bancario, il controllo del contratto di apertura di credito in conto corrente è essenziale per verificare la conformità con la normativa sull’anatocismo. Questo controllo si rivela fondamentale per determinare se la banca ha rispettato le leggi vigenti e se deve restituire somme indebitamente percepite. Ecco quando si deve chiedere la rideterminazione del saldo di conto corrente.

Rideterminazione del saldo di conto corrente: criteri di valutazione su anatocismo e tasso di interesse

La questione centrale è l’applicazione dell’anatocismo, ovvero la capitalizzazione degli interessi. La legittimità di tale pratica dipende dalla corrispondenza tra il tasso di interesse creditore annuo nominale (TAN) e quello effettivo (TAE). Quando questi tassi coincidono, non si registra un incremento effettivo degli interessi, rendendo il saldo del conto corrente da rideterminare senza anatocismo. Questa interpretazione è stata supportata da una sentenza della Cassazione (Sez. I, Ord., 03/07/2023, n. 18664).

Nullità della clausole anatocistiche e diritto di accertamento giudiziale

Il correntista ha il diritto di richiedere un accertamento giudiziale sulla nullità delle clausole anatocistiche prima della chiusura del conto. Tale diritto è volto a ottenere la ripetibilità delle somme illecitamente percepite dalla banca e a evitare annotazioni illegittime nel futuro.

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Rideterminazione del saldo di conto corrente: la sentenza della Corte di Cassazione

Un esempio recente riguarda una sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che la domanda di accertamento negativo è autonomamente esperibile anche durante il rapporto bancario. In questo caso, un correntista può agire in giudizio per far dichiarare la nullità di addebiti illegittimi e ottenere un saldo corretto, recuperando così una maggiore disponibilità di credito.

Il caso specifico ha visto il correntista lamentare la decisione della Corte d’Appello di Milano che confermava il saldo debitore richiesto dalla Banca Monte dei Paschi di Siena. Il ricorso presentato riguardava la violazione della normativa sull’anatocismo, evidenziando l’assenza di un incremento effettivo del tasso degli interessi attivi.

Principio di diritto sull’anatocismo infrannuale

La Corte di Cassazione ha chiarito che, per essere legittima, la capitalizzazione degli interessi sul conto corrente deve rispettare specifici criteri stabiliti dalla delibera CICR del 9 febbraio 2000. In particolare, è necessaria una corrispondenza tra TAN e TAE e la chiara indicazione dell’effetto della capitalizzazione infrannuale sugli interessi.

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Conclusioni

Questa interpretazione della normativa sull’anatocismo porta a considerare nulle le clausole anatocistiche inserite nei contratti di apertura di credito in conto corrente in determinate condizioni. Di conseguenza, le aziende e i correntisti hanno diritto alla restituzione degli interessi pagati indebitamente. Un’analisi approfondita di numerosi contratti di apertura di credito in conto corrente dimostra che molte banche hanno incluso clausole anatocistiche nulle nel corso degli anni.