Le azioni Marvell Technology hanno dettato legge nella seduta di ieri di Wall Street. La quotata attiva nel settore dei semiconduttori ha chiuso la sessione sopra ai 287 dollari con un rialzo del 5,81% rispetto a lunedì. In realtà, guardando alla dinamica intraday, sarebbe potuta andare anche meglio tenendo conto che i top di giornata sono stati raggiunti a 301,27 dollari prima di un inevitabile ripiegamento tecnico. L’infiammata oltre il muro dei 300 dollari (corrispondente sul giornaliero ad un balzo del 10%) non è stata casuale ma è arrivata nelle fasi più concitate dell’Investor Day che si è tenuto ieri. Numeri da capogiro anche per quello che riguarda i pezzi scambiati con i volumi che hanno superato quota 51 milioni di azioni, livello imparagonabile rispetto ai 12 milioni della seduta precedente. Insomma una vera e propria febbre.
Ma perché le azioni Marvell si sono infiammate proprio ieri? La risposta è nei nuovi target finanziari presentati dal management nel corso dell’Investor Day. Come vedremo tra poco i nuovi obiettivi comunicati al mercato hanno sovvertito le stesse aspettative sulla crescita futura della quotata di Santa Clara.
I nuovi target 2028 di Marvell Technology nel dettaglio
Il dato più importante emerso dall’Investor Day ha riguardato il fatturato. Marvell ora punta a circa 20 miliardi di dollari di ricavi nell’anno fiscale 2028, contro il precedente obiettivo di 18 miliardi. Ma soprattutto la nuova previsione si colloca sopra il consenso degli analisti fermo a circa 18,2 miliardi di dollari.
Ancora più ambizioso è il target di lungo periodo: per il 2031 Marvell prevede ricavi compresi tra 70 e 90 miliardi di dollari, partendo dagli 8,2 miliardi dell’anno fiscale 2026. Al centro della strategia c’è un mercato indirizzabile legato all’infrastruttura AI che il CEO Matt Murphy stima possa raggiungere circa 400 miliardi di dollari entro il 2030.
C’è poi un altro numero che, vedendo i numeri di borsa, sembra aver infiammato i trader: Marvell ha alzato a 12 miliardi di dollari il target di ricavi dei custom chip per il 2029, dai precedenti 10 miliardi. Secondo le indicazioni del management, programmi con Google, Microsoft e Amazon dovrebbero diventare progressivamente più rilevanti con l’aumento dei volumi produttivi.
Il confronto con gli ultimi conti resi noti fa balzare subito all’occhio l’entità del rialzo dell’asticella: nel secondo trimestre fiscale 2027 Marvell ha registrato 2,739 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 37% su base annua, mentre il business Data Center è cresciuto del 46%.
Il vero motore del rally di Marvell è l’AI: custom chip e networking
L’impressione è che il mercato stia premiando Marvell perché la società è ormai posizionata su una parte dell’infrastruttura AI che va oltre il semplice confronto tra produttori di GPU. Il business dei custom silicon permette agli hyperscaler di progettare acceleratori e componenti ottimizzati per le proprie esigenze, riducendo la dipendenza da soluzioni generaliste. È un segmento nel quale Marvell ha costruito rapporti con alcuni dei maggiori operatori mondiali del cloud e dell’intelligenza artificiale.
Molto pesante è diventato l’accordo con Google, che prevede una collaborazione ampliata sui chip personalizzati e, attraverso un warrant, concede ad Alphabet la possibilità di acquistare fino a circa 59 milioni di azioni Marvell a 206,58 dollari. Il progetto potrebbe generare fino a 120 miliardi di dollari di ricavi per Marvell entro l’anno fiscale 2033, subordinatamente al raggiungimento dei previsti obiettivi commerciali.
A questo si aggiunge il networking ottico. L’acquisizione di Celestial AI, completata a febbraio, ha portato dentro Marvell la tecnologia Photonic Fabric per interconnessioni ottiche ad alta banda e bassa latenza, pensate per i cluster AI di nuova generazione. È un tassello importante perché all’aumentare della potenza di calcolo cresce anche il problema dello spostamento dei dati tra processori e sistemi.
Azioni Marvell verso i massimi storici? Ecco cosa dice l’analisi tecnica
Dopo il rally del 6 ottobre, il primo livello da monitorare non può che essere quello dei 300 dollari. Il titolo lo ha già superato intraday arrivando a 301,27 dollari, ma ha poi chiuso sotto questa soglia. Per questo, dal punto di vista tecnico, una chiusura stabile sopra quota 300 rappresenterebbe un segnale decisamente più significativo del semplice picco intraday anche perchè è da tre mesi che la quotata di Santa Clara non ritesta questi livelli
Il passaggio successivo è rappresentato dai 329,88 dollari, massimo storico assoluto raggiunto il 18 giugno 2026. Dai 287,01 dollari della chiusura del 6 ottobre, un ritorno sull’ATH richiederebbe un ulteriore rialzo di circa il 15%.
L’ipotesi di un nuovo attacco ai massimi non è pura suggestione visto che il mercato ha appena ricevuto indicazioni di crescita molto superiori alle stime precedenti. Prima del rally, inoltre, Cantor Fitzgerald aveva già portato il proprio target price sulle azioni Marvell da 300 a 330 dollari, individuando nell’intreccio fra custom compute, networking ottico, switch Ethernet e tecnologie di interconnessione un’opportunità di crescita molto più ampia.
Naturalmente il percorso non è privo di rischi. Il 79% dei ricavi trimestrali arriva dai Data Center, mentre una quota importante delle vendite è concentrata su pochi grandi clienti. Questo significa che eventuali rallentamenti della spesa dei grandi hyperscaler potrebbero avere un impatto significativo sui risultati. Lato grafico, inoltre, va sempre ricordato che stiamo parlando di un titolo che da inizio anno, grazie al ciclo semiconduttori-AI, è salito del 220%.
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