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La seduta di Borsa Italiana di oggi 22 giugno 2026 sarà focalizzata sul secondo più consistente appuntamento dell’anno con gli stacchi delle cedole. Sono infatti ben 15 le società quotate a Piazza Affari che a partire dalle ore 9 staccheranno il rispettivo dividendo e tra esse ci sono alcune delle principali blue chip del Ftse Mib. L‘effetto combinato delle distribuzioni determinerà un impatto tecnico negativo sull’indice principale della Borsa Italiana stimato intorno allo 0,21%.

Come sempre nei giorni di stacco, si tratterà di una flessione puramente contabile e non legata a un deterioramento del quadro di mercato. Gli investitori che avevano in portafoglio le azioni protagoniste della nuova tornata remunerativa entro la chiusura della seduta di venerdì scorso maturano infatti il diritto all’incasso del dividendo, mentre da oggi i titoli quotano ex-dividendo.

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Impatto immediato sul Ftse Mib: focus sulle cedole più pesanti

Ovviamente l’attenzione degli operatori è concentrata soprattutto sulle società del Ftse Mib che oggi distribuiranno la remunerazione relativa agli utili 2025.

Tra le cedole più rilevanti spicca quella di Poste Italiane, che stacca il saldo di 0,85 euro per azione dopo l’acconto di 0,40 euro distribuito a novembre. Il dividendo complessivo relativo all’esercizio 2025 sale così a 1,25 euro per azione, confermando la politica di forte remunerazione degli azionisti da parte della società gialla.

Riflettori puntati anche su Leonardo che distribuisce una cedola di 0,63 euro per azione, in aumento di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.

Sempre nel novero dei titoli maggiormente osservati figura poi Snam che stacca il saldo di 0,1813 euro per azione. Sommando l’acconto già distribuito a gennaio, il dividendo totale è così pari a 0,3021 euro per azione, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente.

Anche Terna procede con la distribuzione del saldo pari a 0,277 euro per azione, mentre STMicroelectronics stacca la prima tranche del dividendo 2026 pari a 0,078 euro per azione. A completare il quadro delle blue chip alle prese oggi con lo stacco della cedola, c’è poi Hera con un dividendo di 0,16 euro per azione.

L’effetto combinato di questi stacchi (sei in tutto, alle spalle solo del dividend day di maggio, contribuirà alla alla riduzione tecnica del valore del Ftse Mib in apertura di contrattazioni che abbiamo già quantificato. Tutte le cedole indicate si intendono al lordo, per il netto c’è la tassazione dividendi del 26% da considerare.

Perché i titoli scendono il giorno dello stacco del dividendo

Chi è alle prime armi con l’azionariato potrebbe restare sorpreso nel vedere un’azione aprire in ribasso proprio nel giorno in cui distribuisce il dividendo. In realtà si tratta di un fenomeno assolutamente normale.

Quando una società paga una cedola trasferisce una parte delle proprie risorse finanziarie agli azionisti. Di conseguenza il valore teorico della società si riduce dello stesso importo distribuito. Per questo motivo il prezzo dell’azione viene rettificato automaticamente all’apertura della seduta ex-dividendo. In termini pratici, un titolo che ha chiuso a 10 euro e distribuisce un dividendo di 0,50 euro potrebbe teoricamente aprire a 9,50 euro.

Ciò non significa che l’investitore abbia subito una perdita. La diminuzione del prezzo dell’azione viene infatti compensata dall’incasso del dividendo maturato.

Naturalmente il mercato può successivamente modificare questa dinamica teorica. Se prevalgono acquisti o vendite, il titolo può recuperare rapidamente lo stacco oppure amplificare il ribasso iniziale.

Come viene calcolato l’impatto sull’indice Ftse Mib

L’effetto dei dividendi sul Ftse Mib deriva dalla struttura stessa dell’indice. Poiché il paniere è calcolato sulla base delle quotazioni delle società che lo compongono, quando una o più azioni vengono rettificate per lo stacco della cedola si genera automaticamente una diminuzione del valore complessivo dell’indice.

L’impatto dipende da due fattori principali: il peso del titolo all’interno del FTSE Mib e l’ammontare del dividendo distribuito.

Ecco perché i dividendi delle grandi capitalizzazioni hanno effetti più evidenti rispetto a quelli delle società minori. In una giornata come quella odierna, caratterizzata dalla contemporanea distribuzione di numerose cedole da parte di società rilevanti del listino principale, il calo tecnico dell’indice diventa particolarmente visibile.

Come già accennato in precedenza, si tratta tuttavia di una correzione esclusivamente matematica che non altera il giudizio del mercato sulle prospettive delle società coinvolte.

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Il programma completo degli stacchi del 22 giugno

Oltre alle blue chip del Ftse Mib, la giornata odierna vedrà protagoniste numerose società appartenenti agli altri segmenti di Borsa Italiana.

Nel comparto Mid Cap distribuiranno il dividendo:

  • Acea: 1,20 euro per azione (0,95 euro ordinario più 0,25 euro straordinario)
  • Enav: 0,29 euro per azione
  • Iren: 0,1386 euro per azione
  • OVS: 0,14 euro per azione

Nel segmento STAR staccano invece la cedola:

  • Carel Industries: 0,195 euro per azione
  • Tamburi Investment Partners: 0,26 euro per azione

Per quanto riguarda Euronext Growth Milan, i dividendi in pagamento riguardano:

  • Digitouch: 0,033 euro per azione
  • Powersoft: 0,78 euro per azione
  • Simone: 0,01 euro per azione

A queste società si aggiungono le già citate Hera, Leonardo, Poste Italiane, Snam, STMicroelectronics e Terna, per un totale di 15 titoli coinvolti. Qui il programma completo dei dividendi del 22 giugno 2026 con i rendimenti.

Quando arriverà il pagamento delle cedole

Lo stacco odierno non coincide con l’accredito immediato del dividendo sul conto dell’investitore.

La data odierna rappresenta infatti l’ex date, ossia il giorno a partire dal quale le azioni quotano senza il diritto alla cedola. Per ricevere il dividendo era necessario detenere il titolo alla chiusura della seduta precedente.

L’accredito materiale avverrà a partire da mercoledì 24 giugno.

Infine una curiosità. Quella di oggi sarà l’ultima tornata distributiva riferita all’esercizio 2025. Ci sono ancora altri dividendi da staccare, a ad esempio quello di Enel che è calendarizzato per luglio, ma non ci sarà più un impatto diffuso sul Ftse Mib e questo pechè i titoli coinvolti saranno appunto isolati e quindi si può pensare che il Ftse Mib non avrà problemi ad assorbire subito l’effetto tecnico di questi stacchi isolati.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.