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Previsioni trimestrale Unicredit (www.risparmioggi.it)
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Le azioni Unicredit si avvicinano all’oramai prossima trimestrale con un timbro decisamente diverso rispetto ai massimi estivi e in più generale contesto caratterizzato dal rialzo dei rendimenti obbligazionari. Le quotazioni di Piazza Gae Aulenti si muovono nell’area attorno ai 75 euro in ribasso di oltre 10 punti percentuali nell’ultimo mese ma con un saldo 2026 che resta positivo per il 6%. Nulla di drammatico visto il trend degli ultimi anni ma siamo lontani dal massimo annuale a oltre 86 euro toccato il 26 agosto scorso.

Alla pubblicazione della trimestrale (conti del solo terzo trimestre più risultati dei primi nove mesi) mancano ancora una quindicina di giorni. Il calendario degli eventi societari di Piazza Gae Aulenti, infatti, ha fissato per il 21 ottobre il consiglio di amministrazione chiamato ad esprimersi sui risultati e per il successivo 22 ottobre, prima dell’apertura di Borsa Italiana, la pubblicazione e la successiva conference call.

Come tipico di Piazza Gae Aulenti, quindi, il timing degli eventi suggerisce che la valutazione della trimestrale Unicredit da parte del mercato ci sarà fin dal primo istante di contrattazioni.

Intanto è già caccia alle stime degli analisti. Anche questa è una costante che riguarda un pò tutta la stagione delle trimestrali: nelle settimane a ridosso della pubblicazione dei risultati reali, l’attenzione degli investitori si concentra sulle indicazioni di consensus. E allora, come avrete già capito, il focus di questo articolo sarà appunto sulle previsioni della trimestrale Unicredit. L’articolo verrà via via aggiornato ogni qual volta verrà comunicata una nuova stima da parte di specifici broker e case di investimento. Per adesso partiamo dagli strumenti di screener.

Trimestrale Unicredit: le previsioni sul terzo trimestre

Secondo le stime di consensus riportate dal Forecast di Investing, per il terzo trimestre 2026 Unicredit dovrebbe registrare un utile per azione di 1,90 euro in rialzo dagli 1,84 euro del secondo trimestre e ricavi per 6,50 miliardi di euro.

Il dato sui ricavi attesi a 6,50 miliardi suggerisce una tenuta dell’attività operativa, mentre l’EPS previsto a 1,90 euro mantiene l’asticella su livelli molto elevati dopo un primo semestre da record. Il mercato, quindi, non sembra aspettarsi un rallentamento marcato della redditività, ma vuole verificare soprattutto quanto della crescita registrata nella prima metà dell’anno sia riuscita a trasferirsi anche nel terzo trimestre.

Altro riferimento importante ai fini delle previsioni sulla trimestrale Unicredit, arriva direttamente da Piazza Gae Aulenti. Dopo la pubblicazione della semestrale, 14 broker con copertura sulla banca hanno indicato per tutto l’esercizio in corso ricavi medi per 26,413 miliardi, un margine di interesse di 14,822 miliardi e un utile netto di 11,330 miliardi, con EPS medio di 7,66 euro e dividendo per azione di 3,82 euro. Successivamente Unicredit ha poi alzato la propria ambizione per il 2026 fissando come target di utile netto 11,5 miliardi di euro esclusi i costi di integrazione. Per finire il CET1 Ratio è atteso a circa il 15,1% prima del consolidamento integrale di Commerzbank. quindi il confronto tra risultati effettivi e questa nuova guidance a rappresentare uno dei principali market mover del 22 ottobre.

Come sono andati primo trimestre e primo semestre di Unicredit

La base di partenza resta molto solida. Nel primo semestre 2026 Unicredit ha realizzato un utile netto di 6,3 miliardi di euro, mentre il solo secondo trimestre ha generato 2,9 miliardi, saliti a 3,1 miliardi considerando l’effetto di una posta straordinaria legata alla posizione in Commerzbank. Il RoTE è arrivato al 23,7%, confermando livelli di redditività molto elevati mentre il CET1 sulla solidità patrimoniale è stato pari al 14,3%.

Sul fronte dei ricavi, il primo semestre ha registrato una crescita del 5% anno su anno, che sale all’8% depurando l’effetto della posta straordinaria sul trading. A dare sostegno sono state soprattutto le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa, aumentati dell’11% nel semestre e del 14% nel secondo trimestre. Anche il margine di interesse ha mostrato un recupero sequenziale, con un aumento del 2% nel secondo trimestre rispetto al primo, mentre prestiti e depositi sono cresciuti dell’8% su base annua.

Piazza Gae Aulenti ha mantenuto inoltre una forte disciplina sui costi, scesi dell’1% sia nel trimestre sia nel semestre, con un rapporto costi-ricavi al 34%. Il costo del rischio è rimasto contenuto a 17 punti base e il CET1 è risultato pari al 14,3%, salendo al 15% su base pro forma per alcuni effetti regolamentari e patrimoniali.

Possibile impatto della trimestrale sulle azioni Unicredit

La reazione del Unicredit ai conti trimestrali dipenderà quindi meno dal semplice utile e più dalla qualità dei numeri. Un terzo trimestre in linea o superiore alle attese potrebbe rafforzare la lettura secondo cui Unicredit è ancora in grado di mantenere una crescita redditizia anche con un margine di interesse sottoposto alle pressioni derivanti dal diverso scenario dei tassi.

Al contrario, eventuali segnali di rallentamento su ricavi core, commissioni o margine di interesse potrebbero pesare maggiormente proprio perché le aspettative sul titolo restano elevate. Con i prezzi in area 75 euro (molto lontani dai 94 euro di target price medio riportato da Marketscreener sulla base di 18 valutazioni censite), si può pensare che gli investitori, in vista della trimestrale, guardino soprattutto alla capacità della banca di confermare la guidance sugli utili.

C’è infine un altro fattore che può incidere sulla valutazione delle azioni Unicredit: il dividendo. In occasione dell’approvazione dei conti del terzo trimestre, la banca dovrebbe definire anche l’ammontare dell’acconto sul dividendo 2027 (relativo all’esercizio 2026) che il management ha complessivamente indicato in 2,8 miliardi di euro, ossia circa il 50% del dividendo cash complessivo previsto per l’esercizio. Se deliberata, la cedola a titolo di prima tranche verrebbe poi staccata il 23 novembre. Stessa data di due altre cedole ancora non definite: quella di Intesa Sanpaolo (sempre acconto) e quella straordinaria di Eni. Del tema abbiamo parlato nell’articolo sui dividendi che verranno decisi a ottobre (mese in cui non sono invece previsti stacchi di rilievo).

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