ingresso borsa di Milano e logo di TIM
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Cercando le azioni Telecom Italia nella barra search di Borsa Italiana balza subito all’occhio un numero “inaspettato”: 8,02 euro. E’ il prezzo di apertura del titolo TIM nella sessione di oggi 15 giugno. Un valore lontanissimo dagli 0,79 euro di venerdì. E’ l’effetto della sopravvenuta rettifica delle quotazioni a seguito dell’atteso raggruppamento azionario di Telecom Italia che ufficialmente verrà eseguito proprio nella giornata di oggi. Il cambio del valore delle azioni TIM è solo una delle novità che l’operazione porta con sè. Non sarà l’unica visto che, come reso noto da Borsa Italiana nel post-market dello scorso venerdì, anche l’ISIN del titolo dell’ex monopolista cambierà.

Entrambe queste trasformazioni sono frutto proprio del raggruppamento delle azioni Telecom Italia. E allora vediamo tutto quello che cambia proprio a partire da oggi e proprio a partire dagli aspetti più visibili ossia ISIN e prezzo in rettifica.

Nuovo ISIN e nuovo prezzo per le azioni TIM dopo il raggruppamento

L’ultima seduta di negoziazione delle azioni TIM nella “configurazione” precedente è stata quella di venerdì 12 giugno 2026. In questa giornata il titolo dell’ex monopolista ha terminato gli scambi a 0,7886 euro per azione con il vecchio codice ISIN IT0003497168.

A partire da oggi 15 giugno è diventato efficace il raggruppamento azionario deliberato dagli azionisti della società. Come noto, l’operazione prevede il consolidamento delle azioni ordinarie secondo un rapporto di una nuova azione ogni dieci azioni esistenti.

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Di conseguenza, il numero complessivo dei titoli ordinari è passato da oltre 21,3 miliardi a circa 2,13 miliardi di azioni. Contestualmente è entrato in vigore il nuovo codice ISIN IT0005712671, che identifica da oggi le azioni TIM sul mercato.

Per consentire la continuità delle negoziazioni, Borsa Italiana ha applicato un fattore di rettifica pari a 10. Il prezzo di chiusura del 12 giugno è stato quindi adeguato da 0,7886 euro a 7,886 euro per azione. Attenzione perchè questa è una rettifica esclusivamente tecnica necessaria per riflettere il minor numero di titoli in circolazione dopo il raggruppamento.

Gli investitori che monitorano i grafici storici del titolo TIM noteranno quindi un salto apparente delle quotazioni, ma tale variazione non rappresenta un reale incremento del valore di mercato della società. Il prezzo unitario è aumentato semplicemente perché ogni nuova azione incorpora il valore di dieci vecchie azioni.

Nulla di più.

Cosa cambia per chi possiede azioni TIM in portafoglio

L’aspetto più interessante del raggruppamento azionario di TIM riguarda la composizione del dossier titoli. Dal punto di vista pratico, il numero delle azioni TIM detenute viene ridotto in proporzione al rapporto di raggruppamento stabilito dalla società.

Un investitore che possedeva 1.000 azioni TIM prima dell’operazione si ritroverà ora con 100 nuove azioni. Analogamente, una posizione composta da 500 azioni verrà trasformata in 50 titoli. In tutti i casi il controvalore teorico dell’investimento rimane invariato.

Il raggruppamento non modifica infatti il capitale sociale della società, che continua ad attestarsi a circa 6 miliardi di euro. Non cambia nemmeno la percentuale di partecipazione detenuta da ciascun azionista. Chi possedeva lo 0,01% del capitale prima dell’operazione continuerà a detenere la stessa quota anche dopo il consolidamento.

Lo stesso principio vale per la capitalizzazione di mercato. Il minor numero di azioni in circolazione viene compensato da un prezzo teorico unitario più elevato. Per questo motivo il valore complessivo attribuito dal mercato alla società non subisce variazioni automatiche a causa del raggruppamento.

Dal punto di vista operativo, non è necessario effettuare alcuna richiesta particolare. Le nuove azioni vengono accreditate automaticamente dagli intermediari finanziari. Il regolamento tecnico dell’operazione fa riferimento ai saldi contabili della cosiddetta record date del 16 giugno 2026, momento dal quale il nuovo quantitativo di titoli risulta visibile all’interno dei dossier titoli degli azionisti.

Si tratta quindi di un intervento essenzialmente contabile, spesso utilizzato dalle società quotate per aumentare il valore nominale e di mercato di ciascuna azione e rendere più ordinata la struttura del capitale. Proprio quello che ha fatto TIM.

Come vengono gestite le frazioni di azioni

Una delle questioni più delicate riguarda gli investitori che detengono quantitativi di azioni TIM non perfettamente divisibili per dieci. In questi casi il raggruppamento genera delle frazioni che non possono essere trasformate automaticamente in nuove azioni intere.

Per gestire questa situazione, TIM ha affidato a Intermonte SIM il compito di operare come controparte per la sistemazione delle frazioni risultanti dall’operazione. Le eventuali quote residue verranno monetizzate utilizzando come riferimento il prezzo ufficiale registrato dal titolo nella seduta del 12 giugno 2026, l’ultima prima dell’efficacia del raggruppamento.

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Le operazioni di liquidazione delle frazioni saranno effettuate tra il 17 e il 19 giugno 2026 tramite gli intermediari aderenti al sistema di Monte Titoli. Per gli azionisti non sono previsti costi aggiuntivi, commissioni o spese legate a questa procedura.

Esiste inoltre una possibilità pensata per i piccoli azionisti. Chi possiede meno di dieci azioni o genera una frazione potrà valutare, attraverso il proprio intermediario, l’acquisto del quantitativo necessario per ottenere almeno una nuova azione intera dopo il raggruppamento. In questo modo sarà possibile evitare la sola liquidazione in denaro della posizione residua.

Tirando le somme, per gli investitori, il cambiamento più visibile sarà la presenza di un nuovo codice ISIN per le azioni TIM e di un prezzo per azione significativamente più elevato. Sul piano pratico, però, il raggruppamento non altera il valore dell’investimento né modifica il peso della partecipazione detenuta nel capitale di TIM.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.