Le azioni di TIM e di Poste Italiane si candidano a essere di default tra le più osservate nella seduta odierna dopo il via libera dell’assemblea straordinaria della quotata gialla all’aumento di capitale funzionale all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) su Telecom Italia. La decisione rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso che dovrebbe portare Poste ad assumere il controllo dell’ex monopolista telefonico entro la fine del terzo trimestre.
Il mercato guarda con attenzione alle possibili implicazioni dell’operazione. TIM arriva all’ultima di Ottava con una quotazione di 7,85 euro, in rialzo di circa il 10% nell’ultimo mese, mentre Poste Italiane quota 28,54 euro, con una performance mensile ancora più brillante pari a circa il 16%. Due progressioni che riflettono le aspettative degli investitori sul buon esito dell’operazione e sulle potenziali sinergie che potrebbero emergere dalla combinazione delle attività dei due gruppi.
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Via libera all’aumento di capitale: OPA su TIM entra in fase decisiva
Ieri l’assemblea straordinaria degli azionisti di Poste Italiane ha approvato quasi all’unanimità la proposta di aumento di capitale destinata a sostenere l’Opas volontaria totalitaria su TIM. Il voto favorevole ha raccolto il consenso del 99,81% dei presenti, confermando il forte supporto degli azionisti a una delle operazioni più rilevanti del panorama finanziario italiano degli ultimi anni.
Nel dettaglio, i soci hanno attribuito al consiglio di amministrazione la facoltà di procedere entro il 31 dicembre 2026 a un aumento di capitale fino a 371,99 milioni di euro, oltre all’eventuale sovrapprezzo. Contestualmente è stata autorizzata l’emissione di un massimo di 371.986.879 nuove azioni ordinarie Poste Italiane, che verranno utilizzate per remunerare gli azionisti TIM che aderiranno all’offerta.
L’operazione prevede infatti una componente mista composta sia da azioni sia da denaro. Per ogni azione TIM conferita saranno riconosciute 0,218 nuove azioni Poste Italiane e una componente cash pari a 0,167 euro. Il valore complessivo dell’operazione raggiunge circa 10,8 miliardi di euro, confermando la portata strategica dell’iniziativa.
L’indenne passaggio assembleare era ampiamente atteso, ma la sua approvazione elimina una delle principali incertezze procedurali che ancora gravavano sul dossier. E’ quindi un passo in avanti verso l’offerta vera e propria.
Perché l’operazione è importante per gli azionisti TIM e Poste
L’OPAS rappresenta molto più di una semplice acquisizione. L’obiettivo di Poste Italiane è infatti quello di costruire una piattaforma integrata in cui TIM possa assumere il ruolo di infrastruttura tecnologica e digitale al servizio delle attività del gruppo.
Dal punto di vista industriale, il controllo di TIM consentirebbe a Poste di rafforzare la propria presenza nei servizi digitali, nei pagamenti, nella connettività e nell’offerta alle famiglie e alle imprese. Proprio questa visione strategica è uno degli elementi che hanno sostenuto il recente rally delle azioni Poste.
Per TIM, invece, l’operazione potrebbe tradursi in una governance più semplice e stabile rispetto al passato. Il mercato interpreta positivamente la prospettiva di un azionista di riferimento forte, capace di accompagnare il gruppo nella fase successiva alla separazione della rete e nel rilancio delle attività commerciali.
Non va inoltre trascurato un aspetto particolarmente rilevante. Se il livello di adesioni dovesse risultare elevato, Poste potrebbe arrivare a detenere una quota tale da facilitare un eventuale delisting dell’ex monopolista. Si tratta di uno scenario che gli investitori continueranno a monitorare nei prossimi mesi poiché potrebbe incidere significativamente sulle valutazioni del titolo.
L’andamento positivo registrato nell’ultimo mese da entrambe le azioni dimostra che il mercato sta già iniziando a scontare parte dei benefici attesi dall’operazione. Tuttavia, la fase più delicata deve ancora iniziare perchè è chiaro che più ci si avvicina all’operazione, più gli investitori tenderanno a chiudersi se conviene aderire all’OPA di Poste Italiane su Telecom Italia.
OPA Poste Italiane su TIM: i prossimi appuntamenti fino a settembre
Proviamo adesso a guardare avanti ossia a quello che succederà a seguito dell’approvazione dell’aumento di capitale di Poste al servizio dell’OPAS su TIM. Con il via libera, il focus degli investitori si sposta ora sulle prossime tappe operative che accompagneranno l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio.
Il primo appuntamento chiave è fissato per il 24 luglio, quando Poste Italiane presenterà il proprio piano industriale standalone aggiornato. Pochi giorni dopo, il 30 luglio, sarà invece la volta del nuovo piano industriale di TIM.
Entrambi i documenti saranno fondamentali per comprendere come le due società immaginano il futuro assetto del gruppo e quali sinergie potranno essere sviluppate una volta completata l’operazione.
Parallelamente sono attesi i via libera delle autorità competenti. Secondo le indicazioni emerse finora, le autorizzazioni di Banca d’Italia e Consob dovrebbero arrivare entro la fine di luglio. Al momento gli analisti non prevedono particolari ostacoli regolamentari né ritardi significativi rispetto al calendario attuale.
Una volta ottenute le autorizzazioni, l’offerta potrà essere formalmente avviata sul mercato. Il closing dell’operazione è previsto indicativamente entro la fine di settembre, salvo imprevisti.
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Cosa aspettarsi oggi dalle azioni TIM e Poste Italiane
Nella seduta odierna sia TIM sia Poste Italiane potrebbero registrare una volatilità superiore alla media proprio perché il mercato dovrà valutare le implicazioni concrete del passaggio assembleare.
Per TIM il via libera all’aumento di capitale rappresenta una conferma della determinazione di Poste a portare avanti l’operazione fino in fondo. Questo elemento potrebbe continuare a sostenere il titolo, soprattutto dopo il rialzo del 10% accumulato nell’ultimo mese.
Per Poste Italiane la situazione appare più articolata. Da un lato il mercato apprezza la valenza strategica dell’acquisizione e le possibili opportunità industriali. Dall’altro, l’emissione di nuove azioni comporterà un effetto diluitivo che alcuni investitori potrebbero valutare con maggiore prudenza nel breve termine.
Nel complesso, però, il voto assembleare non modifica la narrativa di fondo che accompagna il dossier da diversi mesi. L’operazione procede secondo la tabella di marcia prevista e l’attenzione degli operatori si concentra ora sulla risposta delle autorità, sui piani industriali di luglio e soprattutto sul livello di adesione che l’Opas riuscirà a raccogliere.
Per questo motivo le azioni TIM e Poste Italiane restano due dei titoli più interessanti da monitorare nelle prossime settimane.
Il mercato ha già iniziato a prezzare il successo dell’operazione, ma le prossime tappe saranno decisive per capire se il progetto di integrazione riuscirà effettivamente a creare valore per gli azionisti di entrambe le società.
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