Le azioni Stellantis in borsa faticano a trovare una direzione precisa dopo la pubblicazione di dati sulle consegne del terzo trimestre 2026 che si prestano a diverse, e non sempre convergenti, interpretazioni. Il gruppo automobilistico italo-francese ha infatti registrato una flessione dei volumi a livello globale, ma con differenze significative tra i principali mercati: l’Europa è cresciuta, mentre Nord America e Medio Oriente hanno il risultato complessivo. Una fotografia che restituisce un quadro ancora contrastato per il gruppo guidato da Antonio Filosa. E la reazione dei corsi di borsa di Stellantis è stata un pò speculare a tutto questo.
Nella prima mezz’ora di contrattazioni a Piazza Affari, infatti, il titolo ha cambiato più volte direzione. Mentre è in corso la redazione dell’articolo, le azioni Stellantis cedono lo 0,15% a 3,96 euro, dopo essere salite fino a 3,999 euro. Il muro dei 4 euro, almeno per il momento, non cede. Ma quanto pesano davvero le consegne in calo sulle prospettive del titolo?
Azioni Stellantis: consegne in calo dell’1% nel terzo trimestre
Nel trimestre chiuso il 30 settembre 2026, Stellantis ha registrato consegne consolidate stimate pari a 1,286 milioni di veicoli, contro gli 1,3 milioni dello stesso periodo del 2025. La flessione è di circa 14.000 unità, pari all’1% su base annua. I dati sono stime preliminari e riguardano i veicoli consegnati alla rete commerciale, ai distributori oppure direttamente ai clienti e alle flotte. Si tratta di un indicatore rilevante perché queste consegne determinano generalmente la rilevazione dei ricavi.
Come accennavamo nell’introduzione il dato complessivo nasconde però dinamiche regionali differenti. L’aumento dei volumi nell’Europa allargata non è bastato a compensare la contrazione nordamericana e la debolezza del Medio Oriente e dell’Africa. La flessione, inoltre, non è interamente riconducibile a una diminuzione della domanda: in Nord America, infatti, ha inciso soprattutto la pausa estiva programmata della produzione.
Ai fini interpretativi questa precisazione è importante. Una riduzione temporanea legata agli stabilimenti fermi, infatti, ha implicazioni diverse rispetto a una perdita strutturale di clienti e quote di mercato. Resta da capire se la ripresa produttiva e i nuovi modelli saranno sufficienti a sostenere i volumi nei prossimi trimestri.
Europa in crescita, ma Nord America e Medio Oriente frenano
La nota più positiva arriva dall’Europa allargata, dove le consegne sono aumentate del 10%, a 588.000 unità, con 54.000 veicoli in più rispetto al terzo trimestre 2025. Un contributo significativo è arrivato dai modelli basati sulla piattaforma Smart Car, tra cui Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda. Positivi anche gli apporti della nuova Fiat 500 Hybrid e della Jeep Compass.
A rafforzare il risultato europeo è stata Leapmotor: le consegne dei suoi modelli sono cresciute di circa 34.000 unità, raggiungendo quota 44.000, grazie anche al lancio di B10 e B03X. La crescita del marchio evidenzia il contributo delle nuove offerte commerciali, anche se i progressi non sono stati uniformi tra tutti i modelli Stellantis. Le diminuzioni registrate per vetture come Opel Corsa, Opel Mokka, Citroën C4, Alfa Romeo Junior e Peugeot 2008 hanno infatti parzialmente compensato gli aumenti.
Il principale freno resta il Nord America. Qui i volumi sono scesi del 12% a 357.000 unità, con una perdita di circa 47.000 veicoli. La contrazione ha interessato soprattutto Jeep Grand Cherokee e Compass, entrambe penalizzate dalle pause produttive programmate. A contenere il calo ha contribuito Ram, con circa 17.000 consegne aggiuntive rispetto a un anno prima.
Ancora più marcata la flessione in Medio Oriente e Africa: -21%, a 75.000 unità, soprattutto per la debolezza del mercato turco. Quasi invariati i volumi in Sud America, a 251.000 unità, mentre l’Asia Pacifico ha segnato una diminuzione del 6%, a 15.000 veicoli.
Il mercato aspetta conferme: il livello dei 4 euro resta decisivo
La reazione delle azioni Stellantis mostra che i dati sulle consegne non stanno innescando, almeno nelle prime battute, una direzione netta. Il calo globale è contenuto, ma la concentrazione delle difficoltà in mercati importanti come il Nord America richiede attenzione. D’altra parte, la crescita europea dimostra che alcuni modelli e marchi stanno contribuendo a sostenere l’attività commerciale.
Per valutare l’impatto sui conti bisognerà distinguere gli effetti delle fermate produttive da quelli della domanda effettiva. Sarà inoltre importante capire se il miglioramento europeo possa proseguire e se Ram riuscirà a mantenere il contributo positivo registrato nel trimestre.
Sul grafico, intanto, la soglia dei 4 euro rappresenta il riferimento immediato per le azioni Stellantis: i prezzi l’hanno sfiorata senza riuscire, almeno per ora, a consolidarsi sopra quel livello. E questo spiega perchè non cambia il trend di medio e lungo termine delle azioni STLA anche dopo la pubblicazione di questo market mover. La quotata guidata da Filosa resta in ribasso del 12% su base mensile e del 59% da inizio anni.
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